Dossier Libertà controllata: il controllo di Stato sui movimenti civili dal dopoguerra ad oggi
Presentazione “Libertà controllata” di A. Maori.

Esperanto Tv

 

Il 23 novembre la Biblioteca della Nonviolenza ha presentato il libro Dossier – Libertà controllata di Andrea Maori, oltre all’autore presenti alla presentazione, Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto; Antonio Marchesi già Presidente di Amnesty International; Alfredo Arpaia Presidente nazionale della Lega italiana per i Diritti dell’uomo; Gabriella Fanello Marcucci, saggista, storica  e Direttrice dell’Archivio di Radio Radicale;  Alessandro Massari, assistente parlamentare.
Un lavoro dettagliato di ricerca archivistica sui rapporti delle forze dell’ordine, incaricate di sorvegliare i movimenti per i diritti umani e civili italiani dal 1945 al 2000: questo è Dossier – Libertà controllata. Polizia, potere politico e movimenti per i diritti umani e civili, ultimo libro di Andrea Maori edito da Reality Book Editore, presentato lo scorso 23 novembre dalla Biblioteca della Nonviolenza dell’Era onlus. I movimenti studiati da Maori sono i più diversi, ma accomunati dal metodo nonviolento: si va dai modernisti alla Lega internazionale per i diritti dell’uomo, dai naturisti al Comitato per i diritti civili delle prostitute, fino ad Amnesty International Italia.

ANNI SESSANTA: LO SPARTIACQUE – Maori ha notato come i metodi di sorveglianza siano cambiati dopo la metà degli anni Sessanta. Nel dopoguerra, infatti, l’attenzione era concentrata soprattutto sulla potenziale sovversività dei movimenti rispetto all’ordine costituito, e in particolare sullo “spauracchio comunista”, in pieno clima da Guerra Fredda. Poi, la rivoluzione culturale degli anni Sessanta ha rinnovato e modernizzato anche mentalità e metodi dei sorveglianti, come rivelano i commenti meno chiusi e rigidi contenuti nei rapporti della polizia.

LA LEGA PER I DIRITTI DELL’UOMO – Alcuni dei movimenti analizzati analizzati dal Dossier sono intervenuti direttamente tramite i loro esponenti, come Alfredo Arpai, presidente della Lega per i diritti dell’uomo. Anche Arpai ha ricordato come i metodi della polizia del Dopoguerra risentissero ancora dell’impostazione fascista e si concentrassero soprattutto sull’allarme comunista, riflettendo perfettamente il clima politico dell’epoca.

AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA – A rappresentare uno dei movimenti storici per i movimenti diritti umani in tutto il mondo c’era invece Antonio Marchesi, ex Presidente di Amnesty International Italia, che ha sottolineato l’ingenuità e lo stupore dei commenti di alcuni poliziotti: gli attivisti sono visti come “strane creature”, che “si limitano a raccogliere firme”, senza nessuna caratterizzazione religiosa o legami con partiti politici. Spesso, i sorveglianti sembrano non capire il senso complessivo delle azioni di cui si occupa il movimento: dall’obiezione di coscienza prima alla carcerazione preventiva agli episodi di tortura.

“REATO DI TORTURA”: UNA BATTAGLIA APERTA – Marchesi ha colto l’occasione per ricordare anche le gravi carenze attuali del nostro paese sui diritti umani, nonostante un atteggiamento quasi di sufficienza e superiorità da parte delle istituzioni italiane. Un esempio di scottante attualità è proprio l’assenza di un reato di tortura, spesso mascherato da “abuso d’ufficio” o altri reati minori, con pene molto lievi che spesso cadono in prescrizione, vista la lunghezza dei processi. E, come ha denunciato Marchesi, nonostante la Commissione nazionale per la promozione e protezione dei diritti umani abbia approvato all’unanimità una proposta di legge per introdurre il reato, quest’ultima ha incontrato poi difficoltà e resistenze evidenti sia al Senato che alla Camera da parte di parlamentari di entrambi gli schieramenti, soprattutto di centro destra, ma comunque legati, in passato o tuttora, alle forze dell’ordine.

ARCHIVI DI STATO: UNA FONTE INESAURIBILE- Gabriella Fanello Marcucci, presidente degli Archivi di Radio Radicale, si è invece complimentata con Maori per aver “indicato agli storici come si fa il loro mestiere”, analizzando direttamente le carte degli Archivi di Stato: troppo spesso, infatti, gli studiosi si accontentano di analisi fatte da altri, mentre “l’esame delle carte originali dà sempre la possibilità di nuove interpretazioni personali”. Maori quindi, secondo la Marcucci, ha unito il lavoro di archivista a quello di storico, che inquadra le attività del movimento nel contesto socio-politico. Infine, la presidente ha citato due dei movimenti apparentemente “minori” studiati dall’autore, quello dei naturisti e quello sui diritti delle prostitute: una questione ancora aperta e attualissima.

I MOVIMENTI RELIGIOSI ALTERNATIVI – Infine Alessandro Massari, assistente parlamentare e militante radicale, ha ribadito una continuità d’azione fra il partito unico fascista e il governo “monocolore” del dopoguerra: tutti questi movimenti sono nati fuori dal sistema dei partiti quando questi ultimi avevano il monopolio della politica. Massari ha sottolineato poi il controllo su movimenti religiosi alternativi alla Chiesa Cattolica, come quello dei testimoni di Geova.

ALLARME ARCHIVI E BIBLIOTECHE – Ha chiuso la serata l’intervento dal pubblico di Annalisa Zanottini, archivista di stato e attivista di Amnesty International, che ha lanciato l’allarme sullo stato di archivi e biblioteche, considerate da sempre le “cenerentole” di un sistema in profonda crisi finanziaria, come quello dei Beni Culturali. La nostra Costituzione tutela il diritto alla ricerca, ma perché sia messo in pratica c’è bisogno di archivi accessibili e soprattutto di esperti archivisti, che potrebbero non essere più assunti quando gli attuali andranno in pensione.

La registrazione dell’evento di Radio Radicale Tv è disponibile sul sito di Radio Radicale:
http://www.radioradicale.it/scheda/366387/dossier-liberta-controllata-polizia-potere-politico-e-movimenti-per-i-diritti-umani-e-civili-presentazione

Biblioteca della Nonviolenza
Era onlus, via di Torre Argentina 76, Roma.
Tel. 06/68979797
Sito web: http://www.bibliotecadellanonviolenza.it
La Biblioteca su Facebook http://www.facebook.com/pages/Biblioteca-della-Nonviolenza/143032322376044?ref=hl

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