Dopo quello di Capello l’inglese di Mancini

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Premier League

Lo slang di Mancini conquista gli inglesi

di ENRICO FRANCESCHINI

Questo Fabio Capello non l’avrebbe mai detto. O meglio, non sarebbe mai riuscito a dirlo. Descrivendo come si è sentito dopo il gol che ha portato il Chelsea sull’1-0 nel big match di Premier League di ieri sera, Roberto Mancini ha usato in diretta tivù l’espressione "squeaky-bum time": un termine slang introdotto qualche anno fa da Alex Ferguson, mitico allenatore del Manchester United, e poi finito nell’Oxford Dictionary della lingua inglese, dove viene definito come "i tesi momenti finali di una partita, vissuti dal punto di vista della squadra leader che però sta per perdere tutto". Per dirla in parole povere, e in italiana, si potrebbe tradurre con una via di mezzo tra "farsela addosso" e "ora ci giochiamo tutto". E’ chiaro cosa intendeva Mancio: se il Manchester City non fosse riuscito a capovolgere il risultato, le sue aspirazione al titolo inglese sarebbero probabilmente finite. Il giornalista di Sky Sport che lo stava intervistando gli ha fatto i complimenti. E oggi anche molti giornali inglesi manifestano apprezzamento verso l’allenatore italiano, che pur con qualche difficoltà di pronuncia ha imparato a esprimersi con la disinvoltura di un nativo nel linguaggio del dopo-gara da spogliatoio.
Qualcuno fa i complimenti a Mancini anche per la faccia tosta. "Con me non giocherà più", erano state le sue ultime parole famose, dopo l’incidente sei mesi fa in cui Carlos Tevez si rifiutò di scendere in campo per una sostituzione (sebbene l’argentino continui a insistere che lui rifiutò soltanto di fare un altro riscaldamento – si sentiva già caldo abbastanza). E’ noto cosa è successo dopo: multa record a Tevez, sospensione dalla prima squadra, fuga del giocatore in Argentina, negoziati per venderlo a una squadra italiana al mercato di gennaio. E infine, dopo scuse accompagnate da nuove polemiche ("chiedo scusa a tutti ma Mancini mi ha trattato peggio di un animale"), Tevez è ritornato a Manchester ed è stato rimesso in squadra, perché l’allenatore e forse anche i proprietari del costoso club si sono resi conto di dover giocare tutte le carte per sperare di vincere la Premier League, in procinto di sfuggirgli dopo essere stati in testa alla classifica tutto il campionato.
E così si arriva a City-Chelsea di ieri sera, 1-0 per il Chelsea, 25 minuti alla fine, Mancio manda in campo Tevez e lui, stavolta, ci va. Un rigore, al 78′, permette al City di pareggiare. E poi, a cinque minuti dal fischio finale, Tevez fa una cosa al limite dell’area di rigore del Chelsea che sembra un colpo di stecca sul tavolo del biliardo: riceve la palla al volo e al volo la rimanda di piatto, veloce e precisa, tra i piedi di Nasri sgusciato alle sue spalle, smarcandolo con un assist delizioso. Gol, vittoria per 2-1 al City, che si ritrova di nuovo a un punto di distanza dai rivali dello United e lotta per il titolo riaperta a nove giornate dal termine del torneo. "Carlos è stato incredibile, non è ancora al 100 per cento della forma dopo la lunga pausa, ma si vede che è uno che capisce di football", ha detto Mancini, "può essere cruciale per farci vincere il campionato". La stampa inglese definisce unanimemente Tevez "un eroe": il ribelle è stato riabilitato. Carlos sarà anche un mascalzone, deve pensare il suo allenatore, ma uno così può fare molto comodo per lo "squeaky-bum time".
(Da La Repubblica, 22/3/2012).




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