Diritti dei cittadini – dal mediatore europeo a Commissione Europea: Obbligo pubblicazione documenti consultazioni pubbliche nelle 23 lingue dell’UE

Posted on in Politica e lingue 5 vedi

Il Mediatore Europeo, Nikiforos Diamandouros, ha richiesto alla Commissione Europea di pubblicare i documenti relativi alle sue consultazioni pubbliche in tutte le lingue dell’UE o di produrre una traduzione in caso di richiesta. Tale richiesta fa seguito al richiamo di un avvocato spagnolo che ha criticato il fatto che numerosi documenti di consultazione pubblica siano disponibili unicamente in inglese, o in un numero limitato di lingue dell’UE, benché destinati al grande pubblico.

Il Mediatore ha concluso che i cittadini europei non sono in grado di partecipare al processo decisionale dell’UE, se i documenti di pubblica consultazione non sono disponibili in tutte le lingue ufficiali. Lo stesso mediatore ha chiesto alla Commissione di elaborare linee direttive chiare relativamente alla politica linguistica per le procedure di consultazione pubblica.

La Commissione Europea realizza regolarmente consultazioni pubbliche in modo da permettere ai cittadini, alle associazioni o alle altre parti interessate, di partecipare al processo decisionale dell’UE: tutti i documenti relativi alle consultazioni pubbliche devono essere pubblicati alla pagina web “vostro punto di vista sull’Europa”.

Nel mese di ottobre, un avvocato spagnolo ha rivolto un reclamo al mediatore basato sul fatto che la consultazione pubblica relativa alla fiscalità del settore finanziario era stata pubblicata unicamente in inglese, francese e tedesco. Lo stesso avvocato ha poi fatto riferimento ad altri esempi di consultazioni pubblicate unicamente in inglese. La Commissione a riconosciuto che la barriera linguistica può costituire un ostacolo alla partecipazione dei cittadini alle consultazioni pubbliche. Allo stesso modo, ha sostenuto che il principio del multilinguismo per le consultazioni dipende da limitazioni di tempo e di risorse disponibili.

Il mediatore non aderisce agli argomenti della Commissione. Condivide, invece, il punto di vista del querelante, nel momento in cui viene evidenziato come i cittadini europei non possano partecipare pienamente ad una consultazione che altrimenti non avrebbero modo di comprendere. Secondo il mediatore, il multilinguismo è essenziale affinché i cittadini possano esercitare il loro diritto a partecipare alla vita democratica dell’UE, diritto garantito dal Trattato di Lisbona. Se ne conclude che la politica linguistica della Commissione costituisce un esempio di cattiva amministrazione e si chiede all’istituzione stessa di pubblicare i documenti nelle 23 lingue dell’UE p di produrre regolare traduzione in caso di richiesta.

(02/12/2011 – ITL/ITNET)

da http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=31992




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.