Direttora? Meglio direttrice.

Posted on 11 novembre 2017 in Politica e lingue 34 vedi

Direttora? Meglio direttrice.

risponde Beppe Severgnini

Caro Severgnini, leggo un articolo firmato da Linda Laura Sabbadini. Tralasciamo il contenuto, pur interessante. Cito un passo in cui la Sabbadini scrive: “ero ancora DIRETTORA dell’Istat e con grande passione mi dedicavo…”. Direttora. Quindi qui siamo ormai oltre il precipizio, siamo oltre la necessità di inventare parole al femminile anche se non esistono (presidenta, dirigenta, sindaca, etc): ora si arriva a femminilizzare ciò che è già femminile: direttrice, dunque, diventa “direttora”. E che si aspetta per promuovere “dottora”, “professora”, “educatora”, o altro? Tutto questo mi sembra che stia ormai trasformandosi in una deriva verso un tipo di demenza quasi folle e parecchio ridicola. Non ne comprendo i motivi veri. Lei ci riesce? Cordiali saluti.
Mario Battara, mariobattara@gmail.com

“Direttora” non mi piace. La lingua italiana fornisce la soluzione “direttrice”. E’ la parola da usare quando una persona di sesso femminile dirige qualcosa (un’azienda, un ufficio, una scuola, un giornale). So che alcune donne che svolgono questa funzione preferiscono essere chiamata “direttore”. Ma ho il sospetto – posso sbagliarmi – che il sostantivo maschile sia attraente perché rappresenta qualcosa a lungo negato. Ci sta: ma dovremmo uscire da questo circolo vizioso, prima o poi.
Detto ciò, Mario, non capisco: perché deve accusare di “un tipo di demenza quasi folle” chi usa un sostantivo che non le piace? Mi sembra assurdo, oltre che offensivo.

italians.corriere.it|11.11.2017




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