DIFESA DELLE MINORANZE LINGUISTICHE_LA LINGUA FRIULANA

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La tutela della lingua friulana è uno spreco? Lettera di protesta inviata dal dott. Luca Campanotto in riferimento all’articolo comparso su ‘Io donna’, riportato anche dal nostro giornale

Gentile Direttore,

ho letto con profonda amarezza e vivissimo disgusto l’inqualificabile articolo sul friulano di Giulia Calligaro e Raffaele Oriani pubblicato dalla sua rivista. Utilizzare pienamente la propria lingua in ogni ambito della vita, caro Direttore, è un sacrosanto diritto del popolo friulano (riconosciuto, per altro, sia dallo Stato italiano che dalle autorità europee) e non uno spreco di denaro pubblico. Per questo, aderendo alla campagna avviata dal Comitato 482 (www.com482.org), le scrivo questa lettera di protesta.

La tutela delle minoranze linguistiche, compresa la friulana, è garantita dalla Costituzione della Repubblica italiana (art. 6) e dalla legge statale 482/99. Proprio tale legge prevede per i friulani, e per altre undici comunità minorizzate, la tutela dei loro diritti linguistici, attraverso la presenza delle proprie lingue nella scuola, nelle amministrazioni pubbliche, nella toponomastica e nella radiotelevisione pubblica. Come mai, allora, gli autori dell’articolo, invece di chiedersi “dove passa il confine tra tutela e ridicolo” mettendo subdolamente alla berlina quanto è stato fatto in Friuli, non si sono chiesti perché la 482/99 non è ancora pienamente applicata, quando non apertamente violata (come nel caso della radiotelevisione pubblica)? Lo Stato italiano è stato ripetutamente richiamato per le sue inadempienze in questo settore perfino dalle autorità europee, ma, evidentemente, per il giornale dai lei diretto è più facile prendersela con coloro cui vengono negati i diritti linguistici, piuttosto che con i responsabili di tali violazioni.

“Quanto costa agli italiani tenere viva la lingua friulana” affermate maliziosamente in copertina. Quasi che le azioni positive per i diritti costituzionali di nuova generazione si possano concretamente portare avanti senza un impegno economico (peraltro irrisorio, se paragonato a quello che molti altri Stati d’Europa riservano alle loro minoranze). Perché non vi lamentate, la prossima volta, del fatto che la nafta che serve per riempire i serbatoi delle ambulanze costa troppo? Avreste fatto una figura migliore se vi foste chiesti qual è il prezzo che i friulani hanno pagato fino ad oggi per la totale e sistematica violazione dei loro diritti linguistici e se lo Stato italiano, responsabile di tali violazioni, potrà mai risarcirli per quanto hanno subito.

Parlate solo di soldi. Ci sono anche gli articoletti di contorno sull’eugenetica linguistica, secondo cui è menghelianamente e mercantilisticamente giusto che vengano selezionate per lo sviluppo solamente le lingue utili al profitto, mentre le altre possono, e anzi devono morire. E i principi? E i valori? E la cultura? E la civiltà? E l’umanità? Perché non avete dato conto, nell’ambito del vostro equilibratissimo articolo, anche del plauso che è venuto persino dal Presidente della Repubblica alla traduzione friulana della Costituzione, che avete invece così vergognosamente irriso? Dove sta scritto che è vietato esercitare i propri diritti costituzionali in lingua friulana?

Visto che voi per primi parlate solo di soldi, parliamo di soldi! La citata Vichipedie è puro volontariato del tutto gratuito. Il ridicolo Mozilla Firefox in friulano è open source e quindi non dovrebbe darvi alcun fastidio, se in realtà non foste semplicemente dei razzisti. Le traduzioni dei classici della letteratura universale cui fate riferimento per dimostrare che il friulano sarebbe un ridicolo dialetto da bovari (mentre il «puro» italiano, come tuona la vostra sparata finale, sarebbe la lingua dell’«eccellenza», di chi prende bei voti a scuola, o degli stranieri di vostro gradimento) sono in realtà firmate da Gianni Nazzi e edite dalla Clape di Culture Aquilee, i quali pubblicamente si vantano di non aver mai percepito un centesimo di contributo pubblico per i loro scritti. Tutte queste iniziative non hanno mai pesato minimemente sul bilancio dello Stato e della Regione; eppure sembra proprio il contrario, leggendo il vostro articolo; evidentemente, non mi sono accorto che è stata soppressa la libertà di stampa, qualora venga esercitata in lingua friulana.

La cosa forse più grave, tuttavia, è che, addirittura in COPERTINA, trattiate i friulani quasi fossero dei mantenuti. Forse che i friulani non lavorano o non pagano le tasse?

Vi faccio notare, poi, che è troppo comodo prendersela sempre con la più tranquilla e sottofinanziata tra le Regioni a Statuto Speciale: il Friuli – Venezia Giulia si vede riconosciuti solamente i sei decimi della ricchezza prodotta sul proprio territorio, e con quei fondi riesce a mantenere in equilibrio, e senza alcun apporto da parte del Servizio Sanitario Nazionale, pur tra mille difficoltà e continue riforme, un sistema sanitario regionale decente, e anzi buono, esportando organi e sangue in tutta Italia e anche all’estero, con risultati medi pro-capite, quanto a donazioni, superiori a quelli della Svezia; ogni tanto, visto che siamo talmente generosi da passar evidentemente per fessi, le finanziarie statali tentano anche di sottrarci le poche risorse che ci spetterebbero (Sent. Corte Cost. 74/09); siamo così costretti a chiedere allo Stato la restituzione di quello che ci spetta di diritto, ma timidamente, perché … “noi siamo responsabili” (il Presidente Tondo, qualche tempo fa, sembrava quasi scusarsi con qualche occulto potentato, del fatto di non poterne proprio fare a meno) … e viene istituito un … “tavolo di confronto” … dall’esito … incerto … ecc. ecc. E voi vi permettete di trattare i friulani da mantenuti!?! A tutto c’è un limite!!! Evidentemente c’è qualcuno tra voi che segue l’insegnamento di Goebbles: sono le BALLE più grandi, ripetute a voce grossa e di continuo, che finiscono per sembrar vere … Anzi, più è grande la BALLA e meglio è …

Se davvero ci sono dei mantenuti, in Italia, quelli sono altri. Perché non fate un’inchiesta su una Regione Autonoma dove molto, se non quasi tutto, è MAFIA, una Regione a Statuto Speciale che si vede riconosciuti i nove decimi e allo stesso tempo il sovvenzionamento del S.S.N., ma che non riesce a colmare la spaventosa voragine che ha accumulato al posto del bilancio sanitario, una Regione, la Sicilia, nella quale interi ospedali vengono sequestrati perché stanno per crollare, il cui Presidente, appena apre bocca, ottiene SUBITO vari MILIARDI (altro che le briciole dei cagnolini friulani) … Ma mi fermo qua, perché non vorrei sembrare un leghista (senza aver nulla di pregiudiziale, peraltro, contro l’unico partito di popolo rimasto in Italia) … Perché, allora, non andate a fare le vostre inchieste anche presso i nostri cugini dell’Alto Adige? Loro sono molto più ricchi (e, dal vostro punto di vista, spreconi) di noi friulani, con i loro dieci decimi (e, infatti, anche noi avremmo molto da imparare da loro, anche a livello di politica regionale e locale – approfitto per salutare soprattutto i nostri cugini ladini) … Non avrete mica paura che qualche esaltato sudtirolese vi metta una bomba sotto la Redazione?

Quanto alla Sentenza della Corte Costituzionale citata nel vostro articolo quasi fosse una bocciatura del friulano, faccio presente che la situazione è molto meno semplice e lineare di come è stata presentata. A tal riguardo, mi perdonerete se vi segnalo un mio commento, che ultimamente, in Friuli e non solo, ha rotto il vaso di Pandora e ha avuto molta fortuna, facendo aprire gli occhi a tanti e cadere la foglia di fico a molti altri. Ecco il link: http://www.ilgiornaledelfriuli.net/2009/05/27/lingua-friulana-nelle-scuole-la-sentenza-della-co rte-costituzionale-commentata-dal-dott-luca-campanotto/

Infine, faccio presente che la legge penale italiana punisce molto severamente chi si azzarda a diffondere idee fondate sull’intolleranza, la discriminazione e la superiorità, anche in ragione della lingua … Appena mi libero, tempo un mese o poco più, non mancherò certo di denunciare alla Magistratura la vostra oscura e antidemocratica manovra, di vero e proprio nazismo linguistico (citazione dal pezzo di un certo Tullio De Mauro, recentemente pubblicato sulla stampa circa le polemiche scoppiate sui dialetti, che purtroppo rischiano di coinvolgere anche ciò che dialetto italiano, per sua natura prima che per legge, non è né sarà mai, con buona pace di certi poteri forti, evidentemente molto preoccupati di come si sta evolvendo) … Preparatevi a subire le giuste conseguenze, anche penali, delle vostre falsità, dei vostri inauditi attacchi ai diritti fondamentali, dei vostri autentici colpi di Stato, che tentano disperatamente di tenere in vita il marcio sistema di interessi e di potere che col bastone e la carota è fino ad ora riuscito ad instaurare un plumbeo clima di pesante discriminazione fascistoide finalizzata solamente ad inculcare ai friulani la vergogna per sé stessi e per la loro stessa lingua, al solo fine di portarli meglio al guinzaglio (e forse la scelta di una rivista femminile non è stata casuale, visto che di solito, sono proprio le donne a custodire l’educazione di chi sarà il nostro futuro e, alla fine, a decidere, anno dopo anno, dove mettere la crocetta sui moduli di opzione linguistica delle nostre scuole) …

Su una cosa avete ragione: il Friuli di una volta è finito. Non è più ignaro, docile e remissivo: lo avete scatenato voi e L’Espresso. Continuate pure su questa strada.

Ma state attenti: risponderemo colpo su colpo e senza cedere di un millimetro. Stiamo iniziando ad appassionarci alle sfide. Autentiche provocazioni cui siamo pronti a rispondere fino in fondo, con l’olimpica e gandhiana forza della verità.

Distinti saluti.

dott. Luca Campanotto

(Rivignano – UD)

IL GIORNALE DEL FRIULI

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