Diciannove lingue per la nuova stagione del "Piccolo"

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La nuova stagione

Il Piccolo Teatro parla 19 lingue

Al via con la Spagna, Shakespeare russo, in scena Dario Fo e Saviano

di Claudia Provvedini

Parlerà 19 lingue la nuova stagione del «Piccolo» che ritrova il teatro Grassi di via Rovello con il raffinato recupero del chiostro bramantesco: «sposato» da Comune e Sisal (le schedine di una volta!), si inaugura il 12 dicembre, anniversario della strage di Piazza Fontana. Prima lingua parlata sarà lo spagnolo: da ottobre, il progetto «Made in Mad» che sta per Madrid, schiera attrici regine. Si apre infatti con una sorta di confessione al pubblico di Carmen Maura, la diva di Almodóvar; poi c’ è un doppio Lorca, regia di Lluís Pasqual, con Nuria Espert in La casa di Bernarda Alba e, prodotto dal Piccolo, Donna Rosita nubile per una coppia eccezionale, Andrea Jonasson e Giulia Lazzarini…

Shakespeare è il genio unificatore, ma la stagione 2009-2010 si allarga mese dopo mese, amplia i confini, confortata dal fatto che metà degli spettatori ha meno di 26 anni e il bilancio è in pareggio. «Molte lingue per creare non tanto la cultura della città, come si proponeva il manifesto del ’47, ma della cittadinanza», riflette il direttore Sergio Escobar, confrontando amaramente gli aiuti statali italiani di 3-4 milioni di euro con quelli francesi: 14 all’Odéon, 23 alla Comédie.

I confini del Piccolo sono segnati da Cina e Giappone a Est, grande ambasciatore Ferruccio Soleri e il suo Arlecchino «barattato» con Opera di Pechino e kyogen dei Nomura, antica famiglia di attori. Se l’India delle due viaggiatrici di Forster rivive in Passaggio in India di Tiezzi, la Russia del Maly di Dodin dedica Pene d’amor perdute «all’amore come lo si vive da ragazzi»; la Germania è brechtiana con Melato «Anima buona del Sezuan»; dalla Danimarca si chiama l’Odin Teatret di Eugenio Barba a mobilitare Milano con progetti e un altro Sogno, quello di Andersen. Da Occidente arriva il gallese Donnellan con un Macbeth, dagli Stati Uniti John Turturro che legge otto fiabe di Calvino, sua grande passione. Ai bambini, appunto, ma non solo, il «Piccolo» propone dal Pinocchio al Circo dei Pantakin, da Alice al Bosco magico di Luzzati. La crisi c’ è, ma non certo di idee.

(Dal Corriere della Sera, 29/5/2009).

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