Dialetti marchigiani: l’aviere lombardo e il mistero della Roa.

Posted on 10 novembre 2017 in Politica e lingue 38 vedi

Italians.

Lettera Dialetti marchigiani: l’aviere lombardo e il mistero della Roa.

Caro Bsev, in quella specie di sgangherata sitcom in salsa marchigiana che fu il mio servizio militare, c’era un personaggio, uno solo, che non c’entrava con tutti gli altri: era un aviere lombardo, che, non si sa come, era finito in quel posto militarmente dimenticato da Dio che era l’aeroporto di Falconara, dove sguazzavano invece come paperotti nello stagno, avieri, sottufficiali e l’unico ufficiale, il comandante, tutti marchigiani dal primo all’ultimo. Costui era un bravo ragazzo, e io avevo preso a benvolerlo. Era un po’ solo, questo sì, un po’ emarginato, e si confidava ogni tanto con me. “Tutta brava gente, voi marchigiani” mi disse una volta “peccato che non si capisca sempre quello che dite!”.
Ora, io ho sempre pensato che essendo la lingua italiana derivata da un dialetto toscano, le parlate del Centro siano facilmente comprensibili a tutti, ma la vita mi ha insegnato che non è così. Gli chiesi con gentilezza che cosa non avesse capito. “La ROA – mi rispose – che cos’è la Roa?” Non sapendo assolutamente cosa fosse la Roa, gli chiesi di esplicitare meglio il contesto, che magari ci saremmo arrivati assieme. Si parlava di auto, questo fu l’unico elemento di rilievo che mi diede. Ma anche così, la Roa restava misteriosa. Mi dissi che non potevo fallire, in un contesto popolato per intero da corregionali, tutti tranne uno che era quello che mi stava di fronte. Poi ebbi l’intuizione vincente. “Quello da cui hai sentito parlare della Roa, era uno di Ancona o uno di Jesi?”. Erano queste le due grandi fazioni, e i vari paesi di provenienza ricadevano, come nel Medioevo, sotto la giurisdizione o dell’una o dell’altra città. Mi disse il nome del commilitone, era uno jesino. Fu quella la luce che squarciò le tenebre: la Roa è la ruota detta da uno di Jesi!
Aumentò il mio prestigio presso quel ragazzo, calarono le mie certezze sulla comprensibilità dei dialetti centro-italici. Presto, nella stessa situazione mi ci sarei trovato io, proiettato in Padania…

Piero Romagnoli, piero.romagnoli@fastwebnet.it

ITALIANS.CORRIERE.IT | 10.11.2017




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