Di Pietro al Congresso Radicale: sosterrò Cappato sulle lingue

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DA ANTONIO DI PIETRO

La vostra storia più recente, ancorché almeno trentennale, è stata come l’evangelico grano di senape; mi scuso di questa citazione con voi laici, ma mi sembra un riferimento adeguato e condivisibile. Il vostro grano di senape ha saputo trasformare i bisogni deboli in richieste forti. Le vostre battaglie sui diritti civili nell’ Italia del regime democristiano ( e adesso possiamo affermare che ora è ancora peggio) hanno dato spazio e consistenza alla voce di chi non aveva voce.

Abbiamo sbagliato nell’uso dei referendum? I banchetti, la raccolta delle firme, il coinvolgimento dei e delle militanti nel lavoro ai tavoli ripropongono modalità di approccio alla politica che voi per primi avete messo in atto. Abbiamo utilizzato espressioni non sempre nuovissime, spesso ricavate dalla vostra esperienza. Ci avete indicato una strada percorribile, e il nostro recente impegno per il referendum abrogativo del lodo Maccanico ha sicuramente qualche degno progenitore.

Avete contribuito a far crescere lo spazio delle libertà intese in senso non Berlusconiano; di questo l’Italia oggi vi deve ringraziare, come spero un giorno possa ringraziare noi dell’Italia dei Valori per il nostro impegno a tener viva la questione morale in un periodo di decadenza etica così marcato. Se i giovani appena maggiorenni trasecolano davanti all’idea di una società senza divorzio o obiezione di coscienza al servizio militare. Lo dobbiamo alle vostre battaglie spesso non facili, ma sempre gestite con coerenza e rispetto delle regole democratiche. La fatica e il prezzo pagato dalle persone lo possiamo immaginare, e fa parte di un contributo che non sempre viene adeguatamente considerato.

Anche a noi l’Italia va stretta; un partito transnazionale è nei fatti, al Parlamento Europeo. Credo che tutti insieme dobbiamo sostenere la circolarità dell’azione politica contro la sua limitazione; i Valori in cui crediamo sono della persona, e quindi al di fuori e al di sopra delle logiche spartitorie e lottizzate del Potere, qualunque sia la sua dimensione geografica o politica. Sosterremo con convinzione io e Calò, l’iniziativa di Cappato sulla pari dignità delle lingue, che si inserisce nella tradizione radicale.

Ci auguriamo di ritrovarci e ritrovarvi sugli obiettivi importanti dei diritti della persona e sulle priorità della sfera del privato. In un’ Italia progressivamente impoverita dalla deriva berlusconiana e sempre più preda di un monopolio mediatico, parlare chiaro e forte è indispensabile. Questo è quanto anche noi vi chiediamo.

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