"Denunceremo la Gelmini se non coprirà le ore d’inglese"

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La protesta dei sindacati verso le aule del tribunale. “L'anno scolastico rischia di essere invalidato”
di Eleonora Capelli e Ilaria Venturi

Scolari delle elementari
I sindacati scrivono al Prefetto per denunciare la situazione della scuola bolognese e annunciano il ricorso alla Procura in difesa del “diritto allo studio”. La protesta anti-Gelmini si sposta così dalle piazze alle sedi istituzionali, in vista del “trasloco” verso le aule di giustizia. Al centro della contesa, 3mila bambini delle elementari di Bologna e provincia, rimasti senza insegnante di inglese dopo il “taglio” di 15 docenti.

I rappresentanti di Cgil e Cisl però hanno deciso di coinvolgere la pubblica sicurezza, perché «sempre di lesione di diritto si tratta, anche se allo studio». «Abbiamo già spedito la lettera in piazza Roosevelt per denunciare la mancanza di insegnanti di inglese alle scuole elementari e di insegnanti di sostegno per le scuole di ogni ordine e grado – spiega Patrizia Prati della Cisl scuola – adesso aspettiamo di essere convocati per poi illustrare tutti i problemi della scuola».

«Se non si trova una soluzione, il passo successivo sarà un esposto alla Procura della Repubblica contro una palese lesione di diritto allo studio – dice Sandra Soster della Cgil – perché le materie di insegnamento nel curriculum non si possono saltare, si rischia l´annullamento della validità dell´anno scolastico». Un rischio in più per i 3mila bimbi delle scuole elementari che da settembre sono senza insegnante di inglese: oltre al problema di non imparare la lingua straniera si ritrovano anche con un “buco” nel curriculum. Mancanza che, secondo i sindacati, «potrebbe portare al non riconoscimento della validità dell´anno».

La questione adesso è sul tavolo del Prefetto Angelo Tranfaglia ma potrebbe arrivare fino agli uffici di piazza Trento Trieste. «Stiamo lavorando, confido in soluzioni positive – rassicura il dirigente dell´ufficio scolastico provinciale, Vincenzo Aiello – siamo passati dalla mancanza di 140 posti a 15, ho chiesto l´autorizzazione per nuovi posti». A completare «il panorama di sfascio totale» della scuola bolognese sono però anche i 28 insegnanti di sostegno di asili e primarie mai rimpiazzati dal ministero che «stanno lasciando sessanta ragazzi senza ricevere quanto garantito dalla legge 104». «Siamo a un punto inaudito», scandiscono le sindacaliste, compilando un lungo “cahier de doléances”: mancate supplenze che «costringono i ragazzi a un trasloco permanente e a bivacchi nei corridoi», ore di insegnamento alternativo alla religione che ancora mancano in alcuni istituti superiori dove «a badare gli studenti sono gli stessi insegnanti di religione».
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Un “fai da te” che coinvolge anche l´insegnamento dell´inglese: «Siamo al volontariato di mamme che fanno lezione di inglese ai bimbi – dice Soster – mentre per la prima volta ci sono bambini di tre anni che in provincia non vanno a scuola, perché non ci sono posti neanche alle private». A scuola non si può applicare l´arte di arrangiarsi, non basta il volontariato: «Non servono ore nei musei – ha detto la rappresentante Cgil in riferimento al piano del Comune per supplire le ore mancanti, che ha coinvolto Mambo, Cineteca e Virtus – ma piani formativi e di aggiornamento professionale per gli insegnanti».
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