Debito, il giro di vite dei Paesi Ue A pagare sono statali e pensionati

Posted on in Europa e oltre 5 vedi

Da Atene a Madrid cala la scure Ecco le misure-choc dei governi
ROMA
Dopo il maxi piano Ue da 750 miliardi complessivi per salvare l’euro è iniziato il pressing della Commissione, della Bce e dei mercati per avere chiare misure anti deficit. Soprattutto nei paesi più a rischio, quelli che hanno fatto scattare il salvataggio nonostante le resistenze dei tedeschi e dei paesi più virtuosi.
L’urgenza e la difficoltà di trovare soluzioni in un momento di crisi economica e di bassa crescita ha finito un pò ovunque per colpire i settori dove è più facile agire o quelli percepiti, a torto o ragione, come luogo di maggior privilegio, come la pubblica amministrazione. In Grecia, in particolare, tra i più colpiti ci sono anche i pensionati. Ecco le principali misure già annunciate dai cosiddetti Pigs per abbattere il deficit accumulato mentre anche altri paesi, tra cui l’Italia, starebbero pensando a tagli al settore statale per dare corpo alle manovre sui conti pubblici che si apprestano a varare.
GRECIA
L’epicentro del terremoto sul debito sovrano ha adottato misure drastiche. Per gli statali le molte indennità sino ad oggi garantite saranno ridotte sino al 10%. Gli impiegati in servizio si vedranno ridurre la tredicesima da uno stipendio base (senza indennità) a soli 500 euro per quelli con un reddito mensile sotto i 3.000 euro lordi. Stesso discorso per la quattordicesima (mezzo stipendio base senza indennità) che passa a 250 euro a Pasqua e 250 a giugno ma solo per coloro al di sotto dei 3.000 euro lordi. Analogo discorso per le pensioni. Quelle al di sotto dei 2.500 euro lordi avranno un’indennità natalizia di 400 euro e due tranches da 200 euro l’una a Pasqua e giugno. Niente per i pensionati che ricevono più di 2.500 euro lordi mensili. Oltre a questi tagli, gli impiegati delle società a partecipazione statale (aziende dell’acqua, dell’elettricità e telefoniche) si vedranno ridurre il reddito del 3%. Per tutti, stipendi e pensioni saranno congelati per tre anni. Altre misure riguardano l’aumento delle imposte del 10% su elettricità, alcolici, sigarette e carburanti. A partire dal 2011 ed entro il 2013 il limite di età pensionabile passerà a 65 anni per le donne.
SPAGNA
Per l’ex economia del boom le misure sono state chieste contemporaneamente al varo del maxi-piano. Il premier Zapatero è stato costretto sotto la pressione dei partner europei e degli Usa ad annunciare un nuovo giro di vite, con fra l’altro tagli del 5% agli stipendi dei funzionari, per accelerare il risanamento delle finanze pubbliche e riportare il deficit sotto il 3% per il 2013. Le nuove misure annunciate in parlamento devono consentire alla Spagna di risparmiare ulteriori 15 miliardi di euro nel 2010 e nel 2011, in aggiunta ai 50 miliardi su tre anni previsti dal governo a gennaio. L’anno prossimo verrà inoltre sospesa la rivalutazione delle pensioni, gli aiuti allo sviluppo saranno tagliati di 600 milioni, gli investimenti pubblici di 6 miliardi e i comuni dovranno risparmiare altri 1,2 miliardi.
PORTOGALLO
La tassa anti-crisi prevede un aumento del carico fiscale sulle aziende di 2,5 punti percentuali al 27,5% e una riduzione del 5% negli stipendi dei politici e dei dirigenti pubblici. Tra le altre misure messe a punto dal governo un incremento dell’iva di un punto percentuale al 21% ed un aumento fino a 1,5 punti percentuali dell’Irpef. Lisbona punta a ridurre il deficit di bilancio dal 9,4% del Pil nel 2009 al 7% entro la fine di quest’anno e al 2,8% nel 2013.
IRLANDA – Secondo la stampa è prevista la riduzione del numero dei dipendenti pubblici (oggi circa il 10% della popolazione attiva) e il taglio dei salari tra l’8 e il 34 per cento. La Ue ha rivisto al rialzo il deficit 2009 di Dublino al 14,3%, contro l’11,7% notificato dal governo. A pesare i 4 miliardi di euro stanziati per il salvataggio della Anglo Irish Bank. La National Asset Management Agengy, la ’bad bank’ creata dall’Irlanda, acquisterà per 8,5 miliardi di euro una prima tranche di mutui dal valore nominale di 16 miliardi di euro, con uno sconto di quasi il 50%. l’Irlanda ha irrigidito anche gli standard di capitale, in una misura che potrebbe spingere un maggior numero di banche sotto il controllo di Dublino, che già controlla Anglo Irish Bank e vanta partecipazioni pari al 25% sia in Bank of Ireland sia in Allied Irish Bank.
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSez … girata.asp




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.