Daniele Protti a Prima Pagina

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Daniele Protti, direttore dell’Europeo, a Prima Pagina del 27/5/2005:

Ascoltatore : Buon Giorno, dottor Protti! A Lei e a tutti gli Ascoltatori ! Sono Ranieri da Roma. Le chiedo: può permettersi l’Unione (o la Casa della Libertà) di NON AVERE una politica “linguistica” ? La conseguenza è che, quando prendiamo delle batoste all’Unione Europea (come il fatto che adesso i “Concorsi” non si terranno più in Lingua Italiana e, a parità di intelligenza, è chiaro che un italiano e un inglese se il “compito” si svolge in Inglese, la partita è persa ) tanto varrebbe tenere i concorsi soltanto in Inghilterra: noi paghiamo le tasse e gli altri arrivano ai posti di comando! …. Ecco ! Perché mancare di una politica “linguistica”? Perché non rivolgersi ai sostenitori del “Fattore-E”, per esempio, il quale dice: da un lato dobbiamo risparmiare le Lingue esistenti perché sono Lingue di Cultura, dall’altro dobbiamo risolvere il “problema” della … Comunicazione? Ma allora se queste persone dimostrano che, per esempio, in Prima Media si insegna il “Fattore-E” e poi gli altri due anni l’Inglese; in un’altra classe si insegna per tre anni l’Inglese, alla fine dei tre anni le due classi, quella che ha fatto solo due anni di Inglese, sa l’Inglese meglio dell’altra e, in più, conosce il … “Fattore-E” per la … Comunicazione.

Lei dirà: “Ma che è ‘sto “Fattore-E” ???” Eh … io ho usato il “Fattore-E” perché, se uso il vero nome, cala la “paratia del pregiudizio”, come sul SARCHIAPONE” e la gente dice: “ Aaahhh ! … l’Esperanto! Eggià! …una cosa vecchia e un po’ ammuffita…” Ma quale vecchia? Ma quale ammuffita?

Cioè: sono riusciti ad attutire la nostra ca….

Protti: … Ho capito! ….

Ranieri: … la nostra capacità critica al punto di far dire che, mentre nelle famiglie italiane ci sono 5 o 6 ( … o 10) corsi di Inglese e la gente non conosce l ‘Inglese!! E così in Spagna, in Francia, … in tutti i Paesi ….

Protti: Guardi! Io ho capito che Lei è uno …. Cioè …. Io non ho mai conosciuto qualcuno che sostenesse l’Esperanto, però SO che ci sono quelli che sostengono, che inseguono questo (Mi scusi se lo chiamo con una parola precisa:)… questo “sogno”! È un bel sogno quello di una Lingua Comune a tutti! Purtroppo non è così ! Io, diversamente da quello che dice Lei, vedo che il problema reale è che in Italia troppi pochi italiani sanno almeno una Lingua Straniera e, se la sanno, la sanno in modo abborracciato, tanto per andare un po’ in vacanza … intendersi … “Scusi dov’è la Farmacia ?”, “A che ora arriva ?” … eccetera. Il vero problema dell’Italia è che, nella Scuola Pubblica, la Lingua Straniera viene insegnata troppo poco e con scarsi mezzi; ci sono poche ore di insegnamento di Lingua inglese o francese o spagnolo !

Non dimentichiamo mai che il 25% della popolazione americana parla Spagnolo. Non dimentichiamo mai che c’è un Continente, l’America Latina, dove si parla Spagnolo, tranne il Brasilportoghese in Brasile. Cioè, molto spesso ….

Non dimentichiamo, soprattutto, che Italiano e Tedesco sono Lingue che riguardano “noi”, noi Italiani, noi Tedeschi! ecc. eccetera.

Allora: pensare che il “Fattore-E” – come dice Lei – sia LA Lingua per fare i “concorsi” in Europa o la Lingua “comune” al Parlamento Europeo di Strasburgo ecc., ripeto … sembra una soluzione facile … abbiamo visto che, però, … nonostante se ne parli da almeno 50 anni … non ha mai progredito. Ci sarà un “motivo”.

Non è soltanto per la questione dell’insipienza. Io però ne approfitto, appunto della Sua telefonata, per dire: “Forse sarebbe meglio che in Italia si studiassero di più e meglio le lingue straniere. Quelle che vengon parlate nel mondo.

Perché è solo così che poi possiamo andare a interloquire col resto del mondo..

(Trascrizione di Carlo Geloso).

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