DALL`ECOFIN FUMATA NERA SULLA SUPERVISIONE, OK A DUE ANNI IN PIÙ PER LA GRECIA. NUOVA RIUNIONE CONVOCATA PER L’11/12, IL GIORNO PRIMA DEL CONSIGLIO

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Ue, salta l’accordo sulla vigilanza bancaria

Grilli: "Sono ottimista, si farà la prossima settimana. L’economia italiana sta migliorando"

La decisione è stata, ancora una volta, un rinvio. In mancanza di un'intesa sulla vigilanza bancaria, i ministri finanziali della Ue hanno preferito ieri rimandare lo spinoso tema alla prossima settimana. Un altro Ecofin convocato per il 12 dicembre dovrà tentare la quadra sul progetto comune prima del Consiglio europeo del giorno successivo, chiamato anche a ratificare l'intesa recente sulla Grecia.

Al termine della riunione che ha dato due anni in più ad Atene per raggiungere l'obiettivo del deficit sotto il 3% del Pil, Vittorio Grilli ha ostentato ottimismo sulla possibilità di raggiungere un'intesa e ha soprattutto fornito novità sulla situazione economica. «L'Italia – ha detto il ministro dell'Economia ha migliorato le proprie quote sull'estero, e anche nei Paesi Bric (Brasile, Russia, India, Cina, ndr). Credo che siano segnali importanti che l'economia si sta riprendendo, seppur tra varie difficoltà». Un effetto, ha sottolineato, dovuto anche «alle nostre manovre di bilancio», che ci consentiranno oltretutto di conseguire obiettivi di disavanzo in linea «con gli obiettivi previsti per l'anno prossimo e i seguenti». Una traiettoria confermata anche dalla Commissione Ue.

Tuttavia, nella bozza delle conclusioni del vertice, di vigilanza bancaria neanche si parla, il che non fa ben sperare sull'esito. Nel testo, però, ci sono novità importanti: dopo l'unione bancaria e fiscale, la Ue dovrà convergere verso un «terzo stadio», da farsi «eventualmente con modifiche ai Trattati», che implicherà «cessione di sovranità economica». Si parla anche di un «sistema assicurativo centralizzato» che sarà in grado di assorbire shock economici. Ma soprattutto, di «messa in comune graduale dei bilanci nazionali, e di un coordinamento rafforzato delle politiche economiche, soprattutto per quanto riguarda la tassazione e il lavoro».

Ma intanto gli animi si sono talmente divisi, in seno all'Ecofin, che la Germania è sembrata addirittura mettere in discussione l'affidamento della vigilanza unica alla Bce, come sembrava ormai scontato da mesi. In apertura della riunione il tedesco ScUuble ha parlato della necessità di una «muraglia cinese»
tra supervisione delle banche e politica monetaria. A margine della movimentata riunione, Grilli ha invece minimizzato: le posizioni in seno alla Ue «stanno convergendo». In particolare sulla vigilanza bancaria, il suo omologo francese Pierre Moscoviti ha espresso la stessa fiducia di Grilli che un accordo possa essere raggiunto.

Tuttavia le differenze restano notevoli. La Germania è notoriamente riluttante a cedere la supervisione delle proprie Landesbanken e casse di risparmio – crogiolo di potentati politici locali – a una vigilanza centralizzata nella Ue o nell'Eurozona. Schàuble ha tagliato corto, sostenendo che «nessuno pensa che una sola istituzione possa controllare 6.000 banche». C'è anche un problema che riguarda il diritto di voto, cioè la convivenza tra Eba e Bce, insomma tra la vigilanza bancaria della Ue a 27 e quella dei 17 Paesi dell'euro.

È utile ricordare che quando l'accordo sulla vigilanza è stato sottoscritto, al vertice di giugno, i mercati hanno festeggiato il tentativo di spezzare il circolo vizioso tra debiti delle banche e debiti degli Stati. E dall'intesa sulla supervisione dipende anche la possibilità che il fondo salva-Stati ricapitalizzi direttamente le banche europee, a cominciare da quelle spagnole (anche su questo, Berlino frena: vorrebbe un'operatività non retroattiva).




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