Da Parlamento via libera a brevetto Ue Italia e Spagna fuori, ricorso a Corte verso bocciatura

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Via libera di Strasburgo al brevetto unitario

STRASBURGO – A larga maggioranza il Parlamento Ue ha approvato oggi il pacchetto legislativo che, tramite lo strumento della cooperazione rafforzata, decreta la nascita del brevetto unico Ue senza la partecipazione di Italia e Spagna, Paesi che potranno comunque sempre aderire. Il brevetto unico Ue dara’ la possibilita’ di registrare, con un solo atto, le licenze in tutto il territorio comunitario.

Italia e Spagna, contrarie al regime linguistico esclusivamente anglo-franco-tedesco, sono gli unici Paesi a rimanere fuori dalla cooperazione rafforzata, pur potendo decidere di rientrarvi in qualsiasi momento. Il rapporto sulle traduzioni, uno dei tre atti legislativi, e’ stato firmato dal Pdl Raffaele Baldassarre. Sembra destinato a essere respinto, inoltre, il ricorso presentato da Italia e Spagna contro la cooperazione rafforzata attuata per dare vita al brevetto unico: questa l’indicazione contenuta nelle conclusioni – che non vincolano la Corte ma generalmente vengono riprese nelle sue sentenze – presentate oggi dall’avvocato generale della Corte di giustizia Ue Yves Bot.

Questo giudica sostanzialmente non fondate tutte le motivazioni avanzate nei loro ricorsi da Italia e Spagna per chiedere l’annullamento della decisione del Consiglio con cui e’ stata data vita alla cooperazione rafforzata tra 25 dei 27 Paesi dell’Unione finalizzata al varo del brevetto unico Ue in inglese, francese e tedesco. Secondo l’avvocato generale, infatti, il Consiglio ”non avrebbe commesso alcun errore manifesto di valutazione” nel ricorrere in ultima istanza alla cooperazione rafforzata alla luce ”di anni di discussioni senza successo” ed essendosi trovato ”nell’incapacita’ di ottenere l’unanimita”’.

Quanto all’argomento della discriminazione linguistica sostenuto da Italia e Spagna, Bot rileva che la questione ”non e’ determinante nella valutazione della validita”’ della decisione del Consiglio. Detto cio’, la Corte potrebbe procedere a un controllo della validita’ giuridica della decisione presa ”nell’ambito di un eventuale ulteriore ricorso”. Analogo discorso per la decisione del Consiglio di dare vita a un tribunale ‘ad hoc’ che sara’ chiamato a derimere le cause in materia di brevetto unico e sul quale la Corte si e’ gia’ pronunciata negativamente. Una valutazione che risulta pero’ ininfluente ai fini del giudizio sul ricorso sulla validita’ della cooperazione rafforzata.

Il brevetto unico dovrebbe entrare in vigore nel 2014, dopo le ratifiche in ambito internazionale, chiudendo cosi’ oltre 30 anni di tentativi in cui l’Europa ha cercato di dotarsi di uno strumento che permettesse a singoli e imprese di registrare un brevetto senza vedersi obbligati a farlo in ognuno dei Paesi membri attraverso l’Ufficio europeo dei brevetti, organo non comunitario. Secondo le stime del Parlamento Ue, la nuova normativa consentira’ una sostanziale riduzione delle spese di registrazione: il costo del brevetto europeo potra’ scendere a 980 euro contro i 1.850 euro di media delle licenze statunitensi e ai 12.500 necessari oggi per registrare i propri brevetti in 13 Paesi Ue.




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