Da Leopardi a Dante: il cinema italiano è sempre in cattedra.

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Da Leopardi a Dante: il cinema italiano è sempre in cattedra.

Il boom del «Giovane favoloso» lancia la nuova tendenza. Sul set arrivano Boccaccio, l’eros seicentesco di Basile e persino i Soliti Idioti con La Divina Commedia.

di Pedro Armocida.

Un po’ sembra di essere tornati al liceo. Nel momento in cui si ripropone l’annoso dibattito sull’utilità o meno di quello classico ecco che il cinema italiano risponde con una lunga teoria di titoli che, presto o tardi, gli stessi studenti vedranno proiettati – e il cerchio si chiude – nelle matinée o sulle mitiche L.I.M.
E non mancano le sorprese, a partire dal successo, oggettivamente imprevedibile per le proporzioni, di Mario Martone che ha raccontato con maestria l’immenso Leopardi. Il risultato straordinario è che Il giovane favoloso , a più di due mesi dall’uscita, è ancora proiettato in alcune sale e ha raggiunto i sei milioni e mezzo di euro di incassi diventando il film italiano – non commedia – più visto nel 2014. Merito anche del suo attivissimo produttore, Carlo Degli Esposti, che è riuscito, mettendosi in gioco anche personalmente su Twitter, a intercettare il pubblico di adolescenti della sua seguitissima serie tv Braccialetti rossi per condurlo a vedere e – incredibile! – ascoltare Elio Germano recitare per intero tanto L’infinito quanto la complicata ma testamentaria La ginestra . Così, dopo il recente omaggio di Pasolini dello statunitense Abel Ferrara in una coproduzione italiana, il cinema «scolastico» nel 2015 prende ancora più forma e si proietta verso il più importante festival del mondo.
Mancano cinque mesi a quello di Cannes ma è già dato per certo che il nuovo film di Matteo Garrone parteciperà in concorso (in Italia esce infatti il 15 maggio a festival appena iniziato) rischiando pure di vincere qualche premio. Ne sono certi quelli che hanno avuto la fortuna di vedere in anteprima alle recenti Giornate professionali di Sorrento le prime immagini «caravaggesche» di Lo cunto de li cunti che il regista di Gomorra e Reality ha tratto dall’opera omonima di Giambattista Basile. La cosa curiosa è che il film in costume ambientato a metà del 1600 è stato girato in lingua inglese (e infatti il vero titolo è The Tale of Tales ), con un cast internazionale (per Alba Rohrwacher e Massimo Ceccherini solo ruoli secondari) tra cui spiccano Salma Hayek, Vincent Cassel e Toby Jones che si dividono rispettivamente i tre capitoli del film: L’orsa , La vecchia scorticata e La pulce . «Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille» di Basile è noto anche come Pentamerone con le sue 50 fiabe collocate in una cornice che segue il modello di trecento anni prima del Decameron di Boccaccio.
Che, neanche a farlo apposta, è al centro del nuovo film di Paolo e Vittorio Taviani dal titolo, appunto, Maraviglioso Boccaccio . «Per noi che siamo di San Miniato Boccaccio è una specie di vicino di casa – hanno spiegato i due registi – è una vita che ci pensiamo ma non era mai il momento. Mentre ora la storia di questi giovani che si rifugiano in una casa in campagna e fanno comunità, si danno nuove regole, oppongono alla disperazione la speranza e ricreano la vita raccontandosi novelle ci sembra proprio una storia di oggi». Rigorosamente italiano, fatta eccezione per Kasia Smutniak, il cast che vede una nutrita partecipazione di attori eterogenei come Lello Arena, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Flavio Parenti, Vittoria Puccini, Michele Riondino, Kim Rossi Stuart, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca.
Ma la storia della letteratura italiana sul grande schermo non finisce qui. A sparigliare le carte, e a intercettare sicuramente proprio il popolo degli studenti, ci penseranno quei due soliti idioti di Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli che esordiscono come registi con La solita commedia – L’inferno (ma è difficile immaginare delle matinée con le scuole). Un progetto ambizioso – è una trilogia – ispirato al grande poema dantesco che vedrà la coppia satirica alle prese con nuove categorie di peccatori (hacker, stalker…). Con Dio che decide di mandare sulla terra, a Milano, Dante (Mandelli) insieme a un improbabile Virgilio (Biggio) per farsi strada tra ogni genere di nuovo peccatore. Per capire il tenore dell’operazione non dovremo aspettare l’uscita del film prevista a marzo ma il festival di Sanremo dove, dal 10 febbraio, Biggio&Mandelli sono stati chiamati a sorpresa nella categoria dei Big a salire sul palco dell’Ariston con la canzone Vita di Inferno . Un titolo che è tutto un programma.
(Da ilgiornale.it, 17/1/2015).

 




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