Da Lampedusa all’Europa

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Da Lampedusa all’Europa

Reinhard Góweil, Wiener Zeitung, Austria

Sull’isola di Lampedusa, al largo delle coste siciliane, si trovano oggi 144 rifugiati. Ma sono molti di più quelli che negli ultimi anni sono annegati in mare aperto, tentando di raggiungere l’Europa, terra del benessere, a bordo di gommoni.
Papa Francesco ha appena visitato quest’isola e ha messo in guardia dalla "globalizzazione dell’indifferenza". Ora, si potrebbe obiettare che la chiesa cattolica potrebbe usare i suoi beni terreni per aiutare questi rifugiati. Ma la visita del papa è un simbolo, e la sua critica all’indifferenza di gran parte dei ricchi cittadini europei (e dei politici da loro eletti) è giustificata.
L’Europa istituzionale potrebbe reagire arroccandosi sulla posizione secondo cui, dopo 15 anni di trattative, assicura comunque standard minimi comuni a tutti i richiedenti asilo. Ma questo significherebbe spingere l’indifferenza all’estremo, e dare ragione al papa. Sta di fatto che i ministri degli interni dell’Europa continentale non aiutano i loro colleghi di Cipro, Malta e Grecia, che fanno i conti da soli con i barconi carichi di profughi, spesso in condizioni che nulla hanno a che vedere con la dignità umana e con i diritti umani.
I politici accostano spesso i richiedenti asilo e i rifugiati ai criminali. Stigmatizzare la disperazione e la ricerca di una vita migliore come fossero un reato ci aiuta a respingere l’accusa d’indifferenza lanciata dal papa. Ora le parole del capo della chiesa cattolica dovrebbero spingere governi e parlamenti dell’Unione europea a chiedersi se la loro definizione di solidarietà sia ancora valida. I paesi europei danno prova di solidarietà salvando le banche dell’Europa meridionale.
Benissimo. Una frazione di questa somma potrebbe almeno essere usata per finanziare dei campi di accoglienza più umani per i rifugiati. Un problema simile non può e non deve lasciare nessuno indifferente.
(Da Internazionale, 18/7/2013).




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