Da Bruxelles: due lingue madri nei Paesi Ue

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OLTRE LA RIVALITA' TRA L'INGLESE E GLI ALTRI IDIOMI

«Due lingue madri nei Paesi Ue»

La richiesta di un gruppo di intellettuali creato dalla Commissione europea

BRUXELLES – Due lingue madri per i cittadini europei. E' la richiesta di un gruppo di intellettuali europei per promuovere la diversità linguistica, grande ricchezza del Vecchio Continente. Il gruppo, composto da nove scrittori (tra cui Simonetta Agnello Hornby e Tahar Ben Jelloun) è stato creato ad hoc dalla Commissione Ue ed è presieduto da Amin Maaluf, scrittore di origini libanesi residente in Francia. «La lingua personale adottiva non sarebbe una seconda lingua straniera ma piuttosto, in qualche modo, una seconda lingua madre», ha spiegato Maaluf nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Berlaymont, quartier generale dell'esecutivo Ue a Bruxelles. Questa seconda lingua dovrebbe essere «studiata intensamente, correntemente parlata e scritta». Il suo apprendimento, lungo tutto il corso scolastico, universitario e professionale, dovrebbe essere inoltre accompagnato da una familiarizzazione con «la letteratura, la cultura, la società e la storia legate a questa lingua », si precisa in un rapporto pubblicato oggi, il cui scopo fondamentale è quello di «superare l'attuale rivalità tra l'inglese e le altre lingue».

LINGUE E IMMIGRATI – A Bruxelles, il gruppo di intellettuali Ue ha anche discusso di come inserire il fenomeno dell'immigrazione nella riflessione sul multilinguismo. «Per gli immigrati – si legge nel rapporto – la lingua personale adottiva dovrebbe essere, di norma, quella del Paese in cui hanno scelto di stabilirsi». I migranti dovrebbero inoltre «avere la stessa familiarità con la lingua del Paese ospitante che con quella del Paese d'origine», ha da parte sua osservato il commissario europeo al multilinguismo, Leonard Orban. Viceversa, le lingue originarie degli immigrati dovrebbero entrare a far parte della rosa di lingue dei Paesi terzi adottate dagli europei. Le idee di questo particolare gruppo di intellettuali saranno presentate ai Ventisette nel corso di una conferenza interministeriale sul multilinguismo, in programma il prossimo 15 febbraio a Bruxelles.

Questo messaggio è stato modificato da: Rossella, 31 Gen 2008 – 19:17 [addsig]




1 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

<H3 align=center><FONT size=3>OLTRE LA RIVALITA' TRA L'INGLESE E GLI ALTRI IDIOMI</FONT></H3><H1 align=center>«Due lingue madri nei Paesi Ue»</H1><H2 align=center><FONT size=4>La richiesta di un gruppo di intellettuali creato dalla Commissione europea</FONT></H2><P><P align=justify><FONT face="Times New Roman">BRUXELLES - Due lingue madri per i cittadini europei. E' la richiesta di un gruppo di intellettuali europei per promuovere la diversità linguistica, grande ricchezza del Vecchio Continente. Il gruppo, composto da nove scrittori (tra cui Simonetta Agnello Hornby e Tahar Ben Jelloun) è stato creato ad hoc dalla Commissione Ue ed è presieduto da Amin Maaluf, scrittore di origini libanesi residente in Francia. «La lingua personale adottiva non sarebbe una seconda lingua straniera ma piuttosto, in qualche modo, una seconda lingua madre», ha spiegato Maaluf nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Berlaymont, quartier generale dell'esecutivo Ue a Bruxelles. Questa seconda lingua dovrebbe essere «studiata intensamente, correntemente parlata e scritta». Il suo apprendimento, lungo tutto il corso scolastico, universitario e professionale, dovrebbe essere inoltre accompagnato da una familiarizzazione con «la letteratura, la cultura, la società e la storia legate a questa lingua », si precisa in un rapporto pubblicato oggi, il cui scopo fondamentale è quello di «superare l'attuale rivalità tra l'inglese e le altre lingue». </FONT><A href="http://oas.rcsadv.it/5c/corriere.it/pp/cronache/687408263/Bottom1/default/empty.gif/35313733613063363436363936663530" target=_blank><FONT face="Times New Roman"><IMG height=2 alt="" src="http://a248.e.akamai.net/6/592/1130/0/oas-eu.247realmedia.com/0/default/empty.gif" width=2 border=0></FONT></A></P><!-- OAS AD '180x150' end --><P align=justify><FONT face="Times New Roman"><SPAN>LINGUE E IMMIGRATI </SPAN>- A Bruxelles, il gruppo di intellettuali Ue ha anche discusso di come inserire il fenomeno dell'immigrazione nella riflessione sul multilinguismo. «Per gli immigrati - si legge nel rapporto - la lingua personale adottiva dovrebbe essere, di norma, quella del Paese in cui hanno scelto di stabilirsi». I migranti dovrebbero inoltre «avere la stessa familiarità con la lingua del Paese ospitante che con quella del Paese d'origine», ha da parte sua osservato il commissario europeo al multilinguismo, Leonard Orban. Viceversa, le lingue originarie degli immigrati dovrebbero entrare a far parte della rosa di lingue dei Paesi terzi adottate dagli europei. Le idee di questo particolare gruppo di intellettuali saranno presentate ai Ventisette nel corso di una conferenza interministeriale sul multilinguismo, in programma il prossimo 15 febbraio a Bruxelles. </FONT></P><!-- editby --><br /><br /><i>Questo messaggio è stato modificato da: Rossella, 31 Gen 2008 - 19:17 </i><!-- end editby -->[addsig]

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