Custodi del mondo naturale, a Parigi le tribù indigene non siederanno al tavolo dei grandi.

Custodi del mondo naturale, a Parigi le tribù indigene non siederanno al tavolo dei grandi.

Nonostante l’esclusione dal dibattito, tanti saranno i leader indigeni, dal sud America e dal resto del mondo, che faranno giungere la loro voce durante la conferenza.

di Brunella Savarese.

Sono i grandi assenti dalla Cop 21: i popoli indigeni. Nonostante siano i più esposti ai cambiamenti climatici perché la loro sopravvivenza dipende esclusivamente dall’ambiente che li circonda.
Tra i governi che parteciperanno alla Conferenza mondiale di Parigi, solo alcuni, attraverso brevi cenni, hanno fatto riferimento ai diritti indigeni, nelle loro politiche sul clima. Dei 47 Paesi esaminati, 26 non hanno assolutamente tenuto conto della gestione delle terre indigene nei loro programmi.
Survival International, il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, nel diffondere i risultati di un recente rapporto ‘Rights and Resources Initiative’ (Rri), ha denunciato l’accaduto.
Tuttavia, l’esclusione dalle principali tribune di dibattito, non impedirà ai leader indigeni, dal Sud America e dal resto del mondo, di far giungere la loro voce durante la Conferenza.
“I popoli indigeni sono i migliori conservatori e custodi del mondo naturale – sottolinea Survival – ma senza il sostegno della comunità internazionale, gli indigeni del Sud America e le regioni amazzoniche in cui vivono, potrebbero essere distrutti per sempre”.
I Guajajara, con i loro coraggiosi tentativi di resistere alla deforestazione, i Ka’apor che al disboscamento illegale hanno risposto con un ‘esercito’ indigeno, e i Guarani protagonisti di un duro scontro con i grandi allevatori e con i coltivatori di canna da zucchero e soia, sono tra le tribù più attive nella lotta per salvare l’ambiente.
Per Stephen Corry, direttore generale di Survival International, “È il momento di ascoltare le voci indigene, e di riconoscere che nella lotta per salvare l’ambiente i partner junior siamo noi”. Inoltre, ha aggiunto: “ La nostra società industrializzata è responsabile della distruzione del mondo naturale e dell’inquinamento atmosferico. I popoli indigeni, invece, si sono dimostrati molto più abili di noi nel prendersi cura dell’ambiente. Per questo, – ha concluso – l’arroganza con cui pensiamo che abbiamo tutte le risposte, mentre estromettiamo i popoli indigeni, è davvero vergognosa”.
(Da altrimondinews.it, 25/11/2015).

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