CULTURA: la lingua italiana nei piccoli stati

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CULTURA – La lingua italiana nei piccoli Stati, il Segretario Michelotti a Strasburgo



Il Segretario di Stato per la Cultura, Francesca Michelotti, è partito oggi per Strasburgo dove parteciperà alla Conferenza Internazionale “Europa e patrimonio linguistico comune: aspetti culturali e identitari della lingua italiana nei piccoli Stati e nelle realtà territoriali esigue”, che si aprirà domani
giovedì 15 marzo, alle ore 9,00, nel Palazzo d’Europa.
La Conferenza è organizzata dalla Presidenza sammarinese del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa e dal Dipartimento di Studi italiani dell’Università Marc Bloch. L’iniziativa ha inoltre il sostegno del Segretariato del Consiglio d’Europa, in particolare dalla Divisione delle politiche linguistiche della Direzione dell’educazione scolastica, extra scolastica e dell’istruzione superiore.
Il Segretario di Stato Francesca Michelotti interverrà in rappresentanza della Presidenza del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa nella apertura della Conferenza. Nella stessa sessione, che sarà presieduta dall’Ambasciatore della Repubblica di San Marino presso il Consiglio d’Europa, Guido Bellati Ceccoli, interverrà anche la Prof.ssa Laura Rossi come relatrice per la Segreteria di Stato per la Cultura, l’Università e gli Affari Sociali della Repubblica di San Marino.

La lingua italiana è presente aldilà delle frontiere nazionali dell’Italia sia come lingua ufficiale sia come lingua utilizzata da comunità che vivono in contesti plurilingue. Vi sono quindi molteplici comunità italofone nel mondo in cui l’uso della lingua italiana dà luogo a dinamiche sociali, culturali e identitarie differenti. Tema della conferenza sarà l’uso della lingua italiana in Europa nei piccoli Stati e/o nelle esigue entità territoriali al di fuori dell’Italia (Croazia, Dalmazia, Istria, Lussemburgo, Malta, Monaco, San Marino, Slovenia, Ticino, Vaticano). Si tratterà quindi di capire il ruolo svolto dalla lingua italiana in tali comunità:
• sul piano di una presa di coscienza identitaria, sia nei confronti dell’Italia (soprattutto nelle entità sociopolitiche dove la lingua italiana è lingua ufficiale) sia nei confronti di altre comunità linguistiche presenti sullo stesso territorio e aventi una notevole importanza sociolinguistica;
• sul piano della costruzione di una cultura italofona tra le altre culture (soprattutto nelle entità dove la presenza della lingua italiana è il risultato di una forte immigrazione);
• sul piano del contributo fornito alle altre comunità linguistiche, soprattutto nei contesti dove la lingua italiana è un elemento storicamente imprescindibile.

Ufficio Stampa del Congresso di Stato

14/03/2007 17:25
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