CRUSCA: APPELLO A DIFENDERE LINGUA ITALIANA PER UN’ITALIA LEADER IN EUROPA

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29/11/2005

“L’Italia avrà un ruolo importante in Europa quando lo avrà anche la lingua italiana”. Il presidente dell’Accademia della Crusca, Francesco Sabatini, durante un convegno su “La Toscana per le lingue d’Europa” nell’ambito della Festa della Toscana, si dichiara molto preoccupato per le sorti della nostra lingua e chiede ai nostri rappresentanti politici di prendere coscienza dell’importanza dell’italiano. “Se sappiamo vivere in Europa con coscienza e conoscenza dei nostri problemi e di quelli degli altri popoli europei – commenta – l’Europa stessa può far molto bene alla lingua italiana. Ma l’Unione europea deve essere uno stimolo in più a rendersi conto dell’importanza delle lingue nazionali, che devono essere messe in comune con gli altri popoli in maniera paritaria”. Le lingue sono infatti un patrimonio di tutti, un mezzo di scambio di informazioni, culture, abitudini, costumi. Ma deve essere uno scambio reciproco.

“La cultura e le tradizioni – osserva il presidente – hanno la funzioni di dialogo e scambio tra popoli. Non possiamo solo subire l’invasione di prodotti e costumi altrui. Aprirsi allo scambio é indispensabile, ma subire l’importazione, senza lasciare agli altri niente di nostro, è segno di debolezza e recessione che ci rendono deboli”. Tutta colpa, dice Sabatini, di una trascuratezza che dura ormai da 50 anni. “In tutto il percorso della Comunità prima e dell’Unione europea poi, l’Italia non ha capito l’importanza delle lingue in generale. Veniamo da una storia che ci ha visto divisi per secoli e nella società italiana permane una scarsa considerazione della lingua nazionale, dell’importanza del fatto linguistico. Altri popoli, invece, più forti e più attaccati alle proprie tradizioni, hanno sempre tenuto presente l’ importanza delle proprie lingue facendole diventare forti in Europa”.

Il futuro dell’italiano, continua il presidente dell’Accademia, è nelle mani delle nuove generazioni: “i parlanti dei prossimi decenni avranno nelle loro mani la decisione della sorte della lingua italiana. Per questo devono essere assistiti e formati dalla scuola, ma anche dall’esempio di esponenti di ogni ambiente, politici, imprenditori, professionisti. Queste categorie, per prime, dovrebbero avere la coscienza dell’importanza della nostra lingua. Non una coscienza nazionalistica, ma di come la cultura e le tradizioni culturali possono permetterci di dialogare con gli altri popoli e scambiarsi conoscenze”.

In questo importante compito, un ruolo particolare è svolto dalla Toscana. “E’ la fucina dell’italiano – sottolinea Francesco Sabatini. – Si tratta di una regione che attraverso la lingua è diventata immediatamente nazione. L’italiano ha origine nelle tradizioni toscane, nelle quali erano confluite altre tradizioni, ma certamente questa regione ha elaborato una lingua per l’Europa e, in quanto tale, è patrimonio europeo. Ma avrà un ruolo importante nella comunità europea solo se lo avrà l’Italia e, in primo luogo, se lo avrà la lingua italiana”. (ANSA).

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