Croazia: a rischio i finanziamenti statali al quotidiano in lingua italiana.

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Caso Edit “Attacco alla minoranza”.

Una ribellione generale all’atto di forza del ministero croato della Cultura, un appoggio incondizionato all’impresa giornalistico-editoriale Edit, la cui crisi finanziaria ne pone in forse l’esistenza. Ad aggregarsi al coro di proteste contro il taglio alle dotazioni statali all’Edit è stato anche il consiglio municipale di Fiume in cui ha sede l’ente, quale ennesima prova del clima di convivenza e tolleranza presente nella regione quarnerino – istriana. Il parlamentino di Fiume ha approvato con 25 voti a favore e 4 contrari (guarda caso, quelli dei nazionalisti croati) l’appello al ministero croato della Cultura e al premier Tihomir Oreškovi„, proposto dalla presidente del consiglio comunale Dorotea Peši„ Bukovac (Dieta democratica istriana) e dal sindaco Vojko Obersnel (Partito socialdemocratico).
Nel documento si sollecitano il dicastero e il primo ministro a reperire – nell’ambito del bilancio statali – i mezzi necessari al sostentamento delle pubblicazioni in lingua italiana dell’Edit e al normale funzionamento del suo quotidiano, La Voce del Popolo, l’unico giornale di una minoranza nazionale in Croazia. Inoltre nell’appello si esprime contrarietà a quanto affermato di recente dal ministro della Cultura, Zlatko Hasanbegovi„ (Hdz), secondo cui la Voce del Popolo dovrebbe agire su basi puramente commerciali, volte al profitto.
A schierarsi al fianco dell’Edit è stato anche il governatore della Regione quarnerino-montana, Zlatko Komadina (socialdemocratico), il quale ha rilevato che se la Croazia intende essere uno stato democratico non può, non appena vi è un avvicendamento ai vertici dello Stato, ledere diritti acquisiti, come quelli della minoranza italiana. Ad esprimere solidarietà all’Edit e a tutta la nostra Comunità nazionale è stata pure la Dieta democratica istriana, il partito regionalista al potere nella Penisola. Nel censurare nel modo più assoluto le mosse del ministro Hasanbegovi, i regionalisti istriani hanno rimarcato in una nota che la tutela dei diritti delle minoranze è uno dei pilastri su cui si basa l’Europa contemporanea e che il venir meno a questo compito è un disprezzo dei valori europei. «Il taglio alle dotazioni dell’Edit – questa la conclusione – è un attacco alla minoranza italiana. La Dieta democratica italiana si opporrà a questo meschino tentativo di indebolire gli italiani rimasti».
(Da ilpiccolo.gelocal.it, 29/4/2016).

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