Crescita e occupazione Ue: «Il rilancio si fa assicurando all’Unione indipendenza linguistica e informatica».

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Durante l’imminente Consiglio Europeo si discuteranno le strategie per favorire una crescita economica e diminuire il tasso di disoccupazione UE.

«Tra l’altro si lavora alla creazione di un’area di libero scambio con gli USA che servirà a strozzare lo sviluppo commerciale mondiale dell’Unione ed asservire sempre di più i 27 popoli europei ridotti a consumatori ed utenti per lo sviluppo delle multinazionali americane.

Si nega il nostro interesse a costruire l’indipendenza economica dell’Unione – esordisce il Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.

«L’Europa dispone di un mercato interno di mezzo miliardo di eurocittadini che, in molti paesi sono addirittura i più ricchi dell’intero globo, e che, finora, non ha voluto valorizzare non federando linguisticamente il continente.

Se questo immenso mercato fosse linguisticamente federato e unito sotto il profilo informatico-digitale attraverso servizi e prodotti appositamente creati, avremmo finalmente un’Europa a dimensione e valore mondiale.

Invece le classi politiche europee continuano ad operare in una logica da Dopoguerra, dimentiche che la storia ora è altra e che l’Europa non può e non deve accontentarsi di libero scambio ineguale con gli USA – continua Pagano.

«Quest’Europa non ancora ben costruita e unificata non si è data i mezzi per tenere a freno lobby e multinazionali americane, controllare quella penetrazione linguistica anglofona che potrebbe risultare mortale e definitiva per i popoli europei con il loro genocidio linguistico-culturale.

L’America colonizzatrice potrebbe in via definitiva prendere il controllo di ogni punto-chiave strategico europeo, favorendo così non un rilancio per la crescita, bensì l’avanzamento della crisi economica già in atto e l’asservimento dell’intero continente.

Voglio ricordare che l’attacco all’Euro, ossia all’UE, non proviene dalla finanza russa o cinese bensì da quella angloamericana» afferma Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.

«Per essere liberi da qualsiasi ingerenza politica ed economica straniera dobbiamo puntare sulla libertà linguistica, che è libertà di pensiero. La nostra sopravvivenza e il nostro benessere futuro sono strettamente legati all’adozione di una lingua federale, e l’esperanto ha ormai alle spalle anni di storia illustre e più lunga del cinese moderno» conclude Pagano.




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