Cresce nella Ue l`insofferenza per l`impasse ellenica

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Cresce nella Ue l`insofferenza per l`impasse ellenica

Le tensioni sul futuro della Grecia si toccano ormai con mano. Dietro all`intervista pubblicata ieri in cui il vice presidente della Commissione Neelie Kroes apre la porta a un fallimento greco si nasconde una evidente insofferenza per il comportamento della Grecia. Eppure parallelamente, nella speranza che ad Atene si trovi un accordo che le permetta di beneficiare di nuovi aiuti europei, i diplomatici stanno cercando soluzioni per coprire il buco che si è venuto a creare nel nuovo pacchetto da 130 miliardi.
La signora Kroes ha detto ad alta voce quello che molti stanno sussurrando: «L`uscita di un Paese dalla zona euro non è un dramma ha spiegato il commissario olandese al quotidiano De Volkskrant -. Si dice spesso che se un Paese lascia la zona euro o gli viene chiesto di lasciare la zona euro, allora l`intera struttura collassa. Semplicemente, non è vero». L`Olanda, forse più della Germania o della Finlandia, sta flirtando con l`idea di abbandonare la Grecia.
L`uscita della signora Kroes non è più il tentativo estremo di mettere il governo Papademos sotto pressione. In alcuni ambienti europei l`esasperazione ha fatto un salto di qualità. Non c`è più fiducia nella classe politica greca; si teme che con le elezioni in aprile la situazione peggiori, o comunque non migliori. In queste circostanze il rischio è che la posizione della signora Kroes faccia adepti. Un altro commissario, la greca María Damanaki, ha spiegato che l`uscita dall`euro è ormai «studiata apertamente».
Tuttavia, proprio mentre il governo Papademos rinvia per l`ennesima volta trattative ritenute decisive .e mentre cresce l`insofferenza contro la Grecia (ieri il premier olandese Mark Rutte si è dichiarato «d`accordo» con la signora Kroes), gli sherp a dei Tesori nazionali guardano oltre, sperando su un`intesa ad Atene che possa dare nonostante tutto il via libera ai nuovi fondi europei. Il pacchetto deciso in ottobre doveva essere di 130 miliardi di euro. Potrebbe essere leggermente più elevato e raggiungere i 145 miliardi.
Come coprire il buco? Almeno due le possibili soluzioni sul tavolo: una riduzione del tasso d`interesse suiprestiti alla Grecia (oggi intorno a15%), in modo da dare al Paese più soldi; e/o l`eventualità che le istituzionipubbliche accettino anche loro, insieme alle banche private, una ristrutturazione del debito. Si discute anche se le banche centrali possano accettare questa soluzione, evitando però che lo faccia la Bce, modo che non venga accusata in Germania di finanziamento monetario surrettizio.
Di questo si parlerà solo quando l`Eurogruppo potrà riunirsi e discutere dell`intesa di Papademos con la troika e con ipartiti partiti che lo sostengono. Ieri a Bruxelles, l`ex presidente della Commissione Jacques Delors ha avuto critiche indirette per tutti: «Soffro e sono molto preoccupato per la Grecia. Mi auguro che ipartiti ad Atene si mettano d`accordo e la troika smetta di litigare e adatti le sue richieste alle reali possibilità dei greci».

BEDA ROMANO

Il Sole 24 Ore, pag 9
8/02/2012




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