CORSO DI ESPERANTO IN ITALIANO

Posted on in Ni parolas Esperante 18 vedi




Il presente corso è un estratto del corso gratuito KIREK della IEJ(Itala Esprantista Janularo). Iscrivetevi, e avrete un Tutor personale a vostra disposizione che vi correggerà gli esercizi e vi chiarirà qualsiasi dubbio, tutto per e-mail!



IEJ Itala Esperantista Junularo – Gioventu' Esperantista Italiana

via Villoresi, 38

IT-200143 Milano Italia

tel. 02-58100857

iej@esperanto.it

http://www.esperanto.it/iej/



Nota sull'ortografia:

per facilitare la distribuzione di questo corso

ovunque in rete, si e' scelto di rappresentare i due segni diacritici

(vale a dire l'accento circonflesso ^, e l'accento circonflesso

rovesciato, non visualizzabile nell'insieme di caratteri standard)

aggiungendo una x immediatamente dopo il carattere. In altre parole,

ogni volta che nel testo incontrerete una delle sequenze



cx

gx

hx

jx

sx



dovrete immaginare di vedere al suo posto, rispettivamente, una c con

sopra un accento circonflesso (^), una g con sopra lo stesso segno,

eccetera. Al posto della combinazione



ux



dovrete immaginare una u con sopra un accento circonflesso capovolto.



Per poter visualizzare e stampare queste lettere speciali col loro

aspetto “vero”, e' necessario installare sul proprio computer un

“font” (cioe' una serie di caratteri) che le comprenda. Se volete

procurarvi (gratuitamente) questi font, chiedete informazioni al

vostro insegnante. Sappiate che esistono altre convenzioni su

internet, ma sono meno usate.



PRIMA LEZIONE


1. UNO SGUARDO PRELIMINARE

2. UN AIUTO PER I PRIMI ESERCIZI

3. EKZERCOJ



1. UNO SGUARDO PRELIMINARE



Tutto cio' che viene scritto qui di seguito verra' ripreso piu'

avanti, quindi non preoccupatevi se non ricordate tutto subito!



Una lingua ruota tutta intorno a cose (sostantivi) e azioni (verbi)

che agiscono su altre cose.



Una cosa… Agisce su… Un'altra cosa



birdo kaptas… insekton.

Un uccello cattura… un insetto.



SOGGETTO (nome) VERBO OGGETTO (nome)



In esperanto la funzione di ogni parola nella frase e' indicata

dalla desinenza (cioe' dalla parte finale) della parola stessa.



Per esempio, tutti i nomi finiscono con la desinenza '-o', alla

quale si aggiunge 'j' per indicare il plurale e 'n' per indicare

l'oggetto:



| SOGGETTO | OGGETTO

———-|——————–|———-

SINGOLARE | -o | -on

———-|——————–|———-

PLURALE | -oj | -ojn





Gli aggettivi funzionano allo stesso modo, ma al posto

della '-o' usano la desinenza '-a':



| SOGGETTO | OGGETTO

———-|——————–|———-

SINGOLARE | -a | -an

———-|——————–|———-

PLURALE | -aj | -ajn





Esempio:



flavAJ birdOJ kaptas nigrAN insektON.

degli uccelli gialli catturano un insetto nero.



Se un nome o un aggettivo fa parte del soggetto (e quindi non ha

la desinenza -N), si puo' dire anche che e' nel caso “nominativo”.



Se invece il nome o l'aggettivo fa parte dell'oggetto (e quindi ha

la desinenza -N), si dice che e' nel caso “accusativo”.





Ora completiamo l'elenco delle desinenze (naturalmente le

spiegheremo tutte nelle lezioni seguenti):



-o sostantivi (con le varianti di cui sopra)



-a aggettivi (con le varianti di cui sopra)



-e avverbi



-i verbi all'infinito



-u verbi al volitivo (imperativo e congiuntivi esortativi)



Vediamo i verbi piu' da vicino. Per mostrare il tempo in cui

un'azione avviene, si attacca alla radice del verbo una delle

seguenti desinenze:



tempo presente -as descrive cosa sta accadendo adesso



tempo passato -is descrive un'azione gia' compiuta



tempo futuro -os descrive un'azione che deve ancora iniziare



condizionale -us descrive un'azione ipotetica



volitivo -u descrive un comando, un desiderio, ecc.





Esempi:



Birdoj kaptis insektojn.

Degli uccelli hanno catturato degli insetti.



Birdoj kaptos insektojn.

Degli uccelli cattureranno degli insetti



Si noti che 'kaptis' in questa frase puo' essere reso anche come

'catturarono'. Torneremo sui verbi in una lezione piu' avanti.

Cio' che importa qui e' che tutti i verbi (compreso il verbo

'essere') seguono queste regole, senza eccezioni.



Ancora un momento sui sostantivi e sugli articoli. In esperanto, i

sostantivi non hanno genere (non esistono desinenze maschili o

femminili, come in italiano o in altre lingue; la differenziazione

tra maschile e femminile viene resa in altro modo).



In esperanto c'e' un'unica parola, “la”, per rendere l'articolo

determinativo (in italiano: “il”, “lo”, “la”, “i”, “gli”, “le”):



la virino = la donna

la birdo = l'uccello

la insektoj = gli insetti



Invece l'articolo indeterminativo (in italiano: “un”, “uno”, “una”)

in esperanto non si esprime, lo si sottintende:



birdo = un uccello

virinoj = delle donne, oppure le donne in generale



Quindi distinguiamo:



Birdoj kaptas insektojn.



da



La birdo kaptis la insekton.



Nel primo caso, sono uccelli e insetti del tutto ipotetici. E'

un'affermazione di valore generale. Nel secondo caso, sono gia'

noti al parlante e all'ascoltatore (per fare un esempio, due ragazzi

sono rimasti a guardare come quell'uccello finalmente ha catturato

l'insetto a cui dava la caccia).





Abbiamo visto come si formano le parole (morfologia). Una breve nota

sintattica, ora. In esperanto l'ordine delle parole conta molto meno

che in italiano. Per esempio, le frasi seguenti descrivono tutte la

medesima azione (viene data solo un'enfasi differente):



Viro legas libron. Viro libron legas.

Libron legas viro. Libron viro legas.

Legas viro libron. Legas libron viro.



Un uomo legge un libro.



Proviamo a cambiare l'ordine della stessa frase in italiano e vediamo

quanto nella nostra lingua l'ordine delle parole sia rigido:



Un uomo legge un libro. *Un uomo un libro legge.

Un libro legge un uomo. *Un libro un uomo legge.

*Legge un uomo un libro. *Legge un libro un uomo.



Ben quattro delle combinazioni sono sgrammaticate (quelle indicate con

l'asterisco), mentre le due combinazioni corrette grammaticamente hanno

significati profondamente diversi. Inoltre la seconda combinazione,

pur corretta grammaticalmente, e' assurda.



Qui di seguito presentiamo alcune parole in esperanto, ciascuna con

la sua radice e la sua desinenza principale: per esempio la parola

“forgesi” (“dimenticare”) e' formata dalla radice “forges-” e dalla

desinenza “-i” (verbo all'infinito).



Negli esempi mettiamo un trattino per separare la radice dalla

desinenza (“forges-i”), ma normalmente in esperanto le si scrive

unite (“forgesi”).



Si noti come la maggior parte delle radici assomigli a parole

italiane, ma non mancano radici di provenienza germanica e slava.



Radici nominali Radici verbali Radici aggettivali



amik-o (amico) far-i (fare) varm-a (caldo)

fil-o (figlio) forges-i (dimenticare) alt-a (alto)

frat-o (fratello) mangx-i (mangiare) bel-a (bello)

libr-o (libro) trink-i (bere) long-a (lungo)

knab-o (ragazzo) vend-i (vendere) dolcx-a (dolce)

patr-o (padre) vid-i (vedere) san-a (sano)

kaf-o (caffe') venk-i (vincere) ver-a (vero)



Si noti come, partendo da una stessa radice e mettendo varie

desinenze al posto di quella principale, si possano formare

molte parole diverse.



Esempi:



venk-i vincere bel-a bello

venk-o vittoria bel-o bellezza

venk-a vittorioso bel-i essere bello

venk-e vittoriosamente bel-e in maniera bella



Questo meccanismo non sempre e' immediato, dipende dalla radice.

E' pero' importantissimo, perche' permette con poche radici

di esprimere moltissimi significati.



Non preoccupatevi, ci ritorneremo. Costruire parole e' utile per

ordinare i concetti e, perche' no? anche divertente.





In esperanto ad ogni lettera corrisponde un solo suono, sempre.

Le cinque vocali (a, e, i, o, u) e anche la maggior parte delle

consonanti si pronunciano come in italiano. Piu' precisamente,

sono identiche all'italiano: b, d, f, k, l, m, n, p, r, t, v.

Invece bisogna fare attenzione alle seguenti:



C sempre come la 'z' dura in 'marzo'

(biciklo, leciono)



Cx sempre dolce come in 'cena'

(cxelo, cxarma)



G sempre glottidale come in 'gatto'

(globo, granda)



Gx sempre dolce come in 'gelato'

(gxardeno, gxoja)



H sempre pronunciata, come nell'inglese 'hello'

(hotelo, homo)



Hx fortemente pronunciata, come nel tedesco 'Bach' o nello

spagnolo 'Juan'

(cxehxo, ehxo, hxoro)



Jx come la 'j' francese di 'jour' o come la trascrizione

'zh' del russo 'Brezhnev' e 'Zhivago'

(jxazo, jxongli)



S sempre sibilante come in 'rosso'

(somero, serpento)



Sx sempre come 'sc' in 'scena'

(sxanco, sxangxi)



Z come la 's' in 'rosa'

(zigomo, zorgi)



Infine, in esperanto esistono due semiconsonanti:



J si pronuncia come la 'i' italiana in 'paio'

(jogurto, ejo)



Ux come la 'u' italiana in 'Claudio'

(auxto, Auxstralio, Euxropo)



Queste due lettere non si considerano vocali, quindi su di esse non

cade mai l'accento.



L'accento cade sempre sulla penultima sillaba, cioe' sulla penultima

vocale.



Attenzione ai 'falsi omofoni' come:



telefOno (e non *telEfono) rapIda (e non *rApida)



In esperanto non esistono le seguenti lettere: Q, W, X, Y.





*********************************************************************



2. UN AIUTO PER I PRIMI ESERCIZI



Leggete la prima lezione tutta d'un fiato, ma prima di cimentarvi con

gli esercizi qui di seguito, provate le seguenti traduzioni e

controllatele con noi.



Altre radici nominali



lakto (latte)

kuko (torta)

pano (pane)

sukero (zucchero)

teo (te')

kuiri (cucinare)



Abbiamo aggiunto alcune radici e desinenze per aiutarvi.



1. L'amico vendera' (del) latte. ('del' non va tradotto)



lakton.



2. La madre beve (del) caffe' con latte e zucchero.



La patrino -n kun kaj



3. Gli insegnanti hanno dimenticato il te'.



-j -n.



4. I ragazzi cucineranno la torta.



-n.



5. La knabinoj vidos la instruiston. [knabinoj = ragazze]







6. La instruisto vidis la knabinojn.







7. La filoj trinkas teon sen lakto. [sen = senza]







8. La birdoj vidis la insektojn.







9. Tradurre in italiano (-a sta per aggettivo)



fisxo = pesce

fisxa =





9. Tradurre in italiano (-a sta per aggettivo)



cxevalo = cavallo

cxevala =





Dopo esservi cimentati con queste frasi, eseguite gli esercizi della

prima lezione. Se c'e' qualcosa che non avete capito, assicuratevi di

richiederlo al vostro insegnante.



Noi cercheremo di essere solleciti, ma voi siate pazienti, e

soprattutto:



Bonvenon al esperanto (Benvenuti all'esperanto)!





Soluzioni degli esercizi di cui sopra.



1. La amiko vendos lakton.

2. Patrino trinkas kafon kun lakto kaj sukero.

3. La instruistoj forgesis la teon.

4. La knaboj kuiros la kukon.

5. Le ragazze vedranno l'insegnante.

6. L'insegnante ha visto (vide) le ragazze.

7. I figli bevono del te' senza latte.

8. Gli uccelli hanno visto (videro) gli insetti.

9. fisxa = ittico

10. cxevala = equino, equestre, ippico.



********************estrai il testo da qui***************************



3. EKZERCOJ, Leciono Unua (Esercizi, Prima lezione)



Prendetevi il tempo di cui avete bisogno per tradurre le frasi

seguenti in esperanto. Scrivete le vostre risposte nelle righe poste

tra le domande.



Esempi:



Gli uomini hanno-venduto (delle) torte.

La viroj vendis kukojn.



L' uomo ha-venduto una torta.

La viro vendis kukon.



[Nota]





1. Il padre cucina (una) torta.







2. Il ragazzo mangera' la torta.







3. Il figlio ha-dimenticato il latte.







4. I ragazzi bevono te'.







5. L'amico ha-venduto (del) pane.







6. L'insegnante vede (un) ragazzo.







7. Il figlio ha (un) amico.







8. Il fratello ha-fatto (del) pane.







9. I ragazzi mangeranno la torta.







10. Il padre ha-dimenticato lo zucchero.







11. I ragazzi hanno (degli) amici.







12. I figli hanno visto il pane.







13. I fratelli vendono zucchero.







14. L'insegnante dimentica il ragazzo.







15. L'amico berra' (del) latte.







16. I figli cucinano (delle) torte.







17. Il padre vendera' la torta.







18. L'amico ha-mangiato (del) pane.







19. I ragazzi vedranno gli insegnanti.







20. Gli insegnanti bevono caffe'.



*****************estrai il testo fino a qui**************************



Numeri e colori:





0 nulo

1 unu flava giallo

2 du verda verde

3 tri blua blu

4 kvar blanka bianco

5 kvin nigra nero

6 ses griza grigio

7 sep bruna marrone

8 ok rugxa rosso

9 naux ('gx' come in 'gelato', 'gentile'

10 dek 'z' come in 'rosa')

11 dek unu



20 dudek

21 dudek unu



30 tridek

31 tridek unu





100 cent (pronuncia 'zent' con 'c' come la 'z' di 'marzo')









SECONDA LEZIONE

Rivediamo brevemente le desinenze incontrate finora:



soggetto (nome) azione (verbo) oggetto (nome)

-o -as -on

-is

-oj -os -ojn



Ora diamo un'occhiata a come descrivere le cose: un BUON caffe', un

te' CALDO…



Una parola che descrive un nome, come 'buon' o 'caldo', in



grammatica viene chiamata 'aggettivo'. In esperanto, come abbiamo

gia' accennato, gli aggettivi terminano con la desinenza '-a'.



Come in italiano e in molte altre lingue, la desinenza dell'aggettivo

deve concordare con il nome a cui e' riferito. Se il nome e' plurale,

(desinenza '-j') l'aggettivo andra' anch'esso al plurale. Se il nome

e' all'accusativo (desinenza '-n'), l'aggettivo andra' anch'esso

all'accusativo.



soggetto azione oggetto

bona patro havos bonan filon

un buon padre avra' un buon figlio



bonaj patroj havas bonajn filojn

i padri buoni hanno figli buoni



Attenzione: diversamente dall'italiano, l'aggettivo non dipende

dal genere maschile o femminile:



un bravo ragazzo = bona knabo

una brava ragazza = bona knabino



Vocabolario: in ogni lezione introduciamo circa venti nuove parole;

cercate di impararle e non dimenticate di ripassare le parole della

lezione precedente. Le parole seguenti servono per impratichirsi su

cio' che avete appena imparato.



Vocabolario, seconda lezione:



Aggettivi Nomi Verbi



bela (bello) akvo (acqua) ami (amare)

granda (grande) butiko (negozio) lavi (lavare)

nova (nuovo) limonado (limonata) peti (chiedere per

ottenere)

sana (sano) papero (carta) porti (portare,

indossare)

seka (secco) plumo (penna) renkonti (incontrare)

varma (caldo) taso (tazza) skribi (scrivere)



Gli esercizi di questa lezione sono divisi in tre parti.



********************estrai il testo da qui***************************



Ekzercoj, Leciono Dua (parto unua)



1. (Un) ragazzo sano beve (del) latte caldo.







2. Il negozio nuovo vende (dei) biscotti secchi.







3. L'insegnante ha incontrato i nuovi amici.







4. I buoni amici cucineranno (una) buona torta.



*****************estrai il testo fino a qui**************************







Promemoria:

-a -o -as -an -on

-aj -oj -is -ajn -ojn

-os



Le poche radici che abbiamo imparato finora non ci consentono di

variare molto questi esercizi, ma in esperanto, grazie al sistema

di costruzione delle parole, possiamo crearne molte usando pochi

elementi.



Per esempio, il prefisso “mal-” indica il contrario. Percio' avremo:



bona = buono malbona = cattivo

pura = pulito malpura = sporco

sana = sano malsana = malato

ami = amare malami = odiare

amiko = un amico malamiko = un nemico



Il suffisso “-in-“, invece, indica il femminile:



patro = padre patrino = madre

kato = gatto katino = gatta

viro = uomo virino = donna

knabo = ragazzo knabino = ragazza



Il suffisso “-in-” deriva dal tedesco (Student = studente,

Studentin = studentessa).



I prefissi e suffissi si possono anche attaccare direttamente

a una desinenza, ottenendo, per esempio:



mala = contrario (aggettivo)

malo = il contrario (nome)

male = al contrario (avverbio)



ino = femmina

ina = femminile



“kato” indica un gatto maschio o un gatto di sesso imprecisato;

se vogliamo marcare il fatto che e' un maschio, possiamo usare la

radice “vir-” come un prefisso:



vira = maschile

virkato = un gatto maschio



Per parlare del sesso maschile possiamo anche sfruttare il prefisso

“mal-“:



ino = femmina

malino = maschio (il contrario di femmina)



Attenzione: non e' obbligatorio specificare sempre il sesso.

Per esempio, per dire “Giovanna e' un'insegnante”, possiamo dire



Giovanna estas instruistino



ma anche, semplicemente,



Giovanna estas instruisto.



********************estrai il testo da qui***************************



Ekzercoj, Leciono Dua (parto dua)



5. La ragazza piccola ha incontrato le sorelle brutte.







6. La tazza vecchia ha (della) limonata nuova.







7. La tazza nuova ha (del) latte vecchio.







8. La madre lavera' le tazze piccole.







9. Il ragazzo piccolo ha portato (del) pane nuovo.







10. (Dell')acqua lava (un) ragazzo piccolo.







*****************estrai il testo fino a qui**************************



La parola “ne” corrisponde sia all'italiano “no”, sia all'italiano

“non”:



ne havi = non avere; ne fari = non fare



“Ne” funziona anche come prefisso:



nemulta = non molto

neesperantisto = uno che non parla l'esperanto



Non confondete “ne-” con “mal-“. Per chiarire la differenza, facciamo

un esempio:



utila = utile

neutila = inutile

malutila = dannoso



“mal-” indica il contrario, mentre “ne-” nega soltanto.



Introduciamo ora i pronomi in rapporto ai verbi. Ricordate che il

verbo essere dell'esempio si comporta come tutti gli altri:



Forma generica (infinito) essere esti



Indicativo presente (forma in -as) io sono mi estas

tu sei vi estas

egli e' li estas

ella e' sxi estas

esso e' gxi estas

noi siamo ni estas

voi siete vi estas

essi sono ili estas

si e' (impersonale) oni estas



Per chi sa un po' d'inglese: notare la somiglianza dei pronomi.



sxi si pronuncia “sci” (inglese: she)



gxi si pronuncia “gi”



vi e' sia singolare che plurale (inglese: you)



In esperanto non si da' del lei, si da' del tu. Se si vuole portare

rispetto, si chiamano le person e per cognome, con anteposto



Sinjoro (abbreviato s-ro) = Signore

Sinjorino (abbreviato s-ino) = Signora

Frauxlino (abbreviato f-ino) = Signorina



Ma se preferite, potete anche non usare mai “frauxlino”,

e chiamare “sinjorino” anche le donne non sposate.



Un'altra notazione. Nonostante non finiscano in -o, anche i pronomi

personali, quando sono all'accusativo, prendono la solita “-n”:



La patrino lavas la knabon. Sxi lavas lin.

La madre lava il ragazzo. Lei lo lava.



Ora che abbiamo imparato i pronomi personali:



mi vi li sxi gxi ni vi ili oni

io tu egli ella esso noi voi essi si



possiamo formare gli aggettivi possessivi:



mia mio, mia

via tuo, tua

lia suo, sua (di lui)

sxia suo, sua (di lei)

gxia suo, sua (di un oggetto inanimato)

nia nostro, nostra

via vostro, vostra

ilia loro

onia di qualcuno (esistono anche altri modi per esprimerlo)



Sono aggettivi perche' modificano, aggiungono informazioni

al nome a cui sono attaccati.



Mia plumo = la mia penna.



Si noti che, come in inglese, se c'e' un aggettivo possessivo

non si deve mettere l'articolo: “la mia penna” si dice

“mia plumo”, non “la mia plumo”.



Per il resto, i possessivi seguono le stesse regole degli

altri aggettivi:



Mia amiko amas mian fratinon.



Miaj amikoj amas miajn fratinojn.



********************estrai il testo da qui***************************



Ekzercoj, Leciono Dua (parto tria)



11. Ho dimenticato (la) mia penna.







12. Non abbiamo carta.







13. Mia figlia ha chiesto (del) latte caldo.







14. (Il) suo (di lei) vecchio amico non ha scritto.







15. Incontrerai (i) loro vecchi amici.







16. Lei avra' (dell')acqua calda.







17. (Il) tuo nuovo insegnante ha dimenticato (il) tuo zucchero.







18. I ragazzi odiano (il) nostro nuovo insegnante.







19. Essi vendono te' e (= kaj) caffe'.







20. Venderemo (la) torta di lei e (le) penne di lui.



*****************estrai il testo fino a qui**************************



Non dimenticare di aggiungere al testo estratto e completato il tuo

nome e il tuo indirizzo di posta elettronica. Spedisci questi

esercizi all'indirizzo del tuo insegnante indicato nella lettera di

benvenuto. Indica come soggetto: 'CGE ekz 2'.



LA CURIOSITA'



Molti si stupiscono della scelta degli accenti circonflessi ^ su

alcune lettere. Quando Zamenhof scriveva, la lingua internazionale

era il francese e percio' le tastiere delle macchine da scrivere

avevano, appunto, gli accenti circonflessi. Nessuno avrebbe pensato

che in meno di cento anni si sarebbe imposto l'inglese. Chissa' fra

cent'anni cosa accadra'!



In esperanto gli accenti circonflessi vengono chiamati “cappellini”

(cxapeletoj). Prima della rivoluzione informatica, sui giornali

ciclostilati, venivano messi a mano, uno ad uno.



TERZA LEZIONE
La seconda lezione e' stata intensa. Mettiamo un po' d'ordine a

quanto appreso:



soggetto azione oggetto



-o -as -on

-oj -is -ojn

-os



Esempi:



Mia patrino lavas mian fraton



Niaj fratinoj vidis viajn instruistinojn



L'ordine “soggetto – verbo – oggetto” e' quello piu' usato, ma non

e' obbligatorio: potete cambiarlo per sottolineare maggiormente un

elemento, e il significato della frase restera' chiaro perche' il

ruolo di ogni parola (nome, aggettivo, avverbio…) e' sempre

indicato dalle varie desinenze.



Vediamo un paio di esempi con diverso ordine delle parole e

rispondiamo ad un paio di domande (ricorda di fare attenzione alla

finale di parola).





********************estrai il testo da qui***************************





Ekzercoj, Leciono Tria (parto unua)



1. Mian fraton lavis mia patrino.



Chi viene lavato?

Chi ha compiuto l'azione di lavare?



2. Instruistinojn viajn fratinoj niaj vidis.



Chi e' che ha visto?

Chi e' stato visto?



*****************estrai il testo fino a qui**************************



Andiamo avanti, ora. Ecco le parole nuove della terza lezione.



Vocaboli, lezione tre



Nomi Verbi (all'infinito) Aggettivi

horo (un'ora) atendi (attendere) blanka (bianco)

jaro (un anno) fumi (fumare) blua (blu)

mateno (un mattino) kuri (correre) bruna (marrone)

minuto (un minuto) sati (essere sazio) flava (giallo)

nokto (una notte) promeni (passeggiare) griza (grigio)

semajno (una settimana) respondi (rispondere) nigra (nero)

tago (un giorno) soifi (aver sete) rugxa (rosso)

vespero (una sera) vivi (vivere) verda (verde)

demandi (domandare)



Nota la differenza tra “demandi” (domandare, chiedere per sapere)

e “peti” (chiedere per ottenere qualcosa – vedi “petizione”).



Ricorda anche che la “j” si pronuncia come la “i” in “paio”; cioe'

non costituisce mai una sillaba e non ci cade mai l'accento.



Gli avverbi sono i modificatori dei verbi cosi' come gli aggettivi

lo sono dei nomi. Si usano molto in esperanto, piu' che in italiano,

e precisano le circostanze dell'azione (come, dove, quando essa

avviene).



In esperanto, gli avverbi si ottengono prendendo una radice

(aggettivale, nominale o verbale) e aggiungendo la desinenza “-e”.



Vediamo ancora qualche esempio:



sano = salute

sxi havas bonan sanon = lei ha una buona salute



sana = sano

sxi estas sana = lei e' sana



sani = essere sano

sxi sanas = lei e' sana



sane = in modo sano

sxi sane vivas = lei vive in modo sano



Gli avverbi di solito precedono i verbi, cosi' come gli aggettivi di

solito procedono i nomi che descrivono. Le nostre frasi diventano

sempre piu' ricche di elementi. Tipicamente l'ordine sara':



soggetto avverbio verbo oggetto

-a -o -e -as -an -on

-aj -oj -is -ajn -ojn

-os



Esempio:



La juna instruistino longe riprocxis la maldiligentajn lernantojn

La giovane insegnante rimprovero' a lungo gli allievi negligenti





********************estrai il testo da qui***************************



Ekzercoj, Leciono Tria (parto dua)



3. Mio fratello fara'-una-passeggiata in-mattinata.







4. (L')amico di lui ha risposto con-calore.







5. La penna marrone scrive bene.







6. L'insegnante corre male.







7. Nostro padre fuma di-sera.







8. Lui ama lei.







9. Lui ama (la) sorella di lei.







10. Lei ama lui.



*****************estrai il testo fino a qui**************************



I numeri cardinali (uno, due tre…) in esperanto sono:



nulo 0 dek 10 tridek 30

unu 1 dek unu 11 tridek un u 31

du 2 dek du 12 tridek du 32

tri 3 dek tri 13 …

kvar 4 dek kvar 14 kvardek 40

kvin 5 … kvindek 50

ses 6 e cosi' via sesdek 60

sep 7 dudek 20 cent 100

ok 8 dudek unu 21 mil 1 000

naux 9 … miliono 1 000 000



In esperanto i numeri cardinali sono invariabili: non prendono

mai il plurale '-j'e l'accusativo 'n'



I numeri ordinali (primo, secondo, terzo…) in esperanto sono

normali aggettivi: si formano con la desinenza '-a' e possono avere

il plurale '-j' e l'accusativo '-n'.



unua primo dudeka ventesimo

dua secondo sepdekunua settantunesimo

tria terzo centa centesimo



Usando la desinenza '-e' degli avverbi, otterremo:



unue (in primo luogo, per primo, per prima cosa)

due

trie

kvare



Usando la desinenza '-o' dei nomi, avremo:



unuo una unita' kvaro un gruppo di quattro

duo una coppia …

trio una tripletta





********************estrai il testo da qui***************************



Ekzercoj, Leciono Tria (parto tria)



11. Il primo uomo ama la seconda donna.







12. La seconda donna odia il primo uomo.







13. Due ragazzi hanno chiesto in-primo-luogo tre biscotti.







14. In-secondo-luogo essi hanno chiesto una limonata.







15. Il negozio ha cucinato del pane nero cattivo.







16. Il negozio cucina male il pane nero.









*****************estrai il testo fino a qui**************************



I verbi intransitivi non fanno passare l'azione da un soggetto ad un

oggetto; invece, sono usati per mostrare lo stato del soggetto. Gli

aggettivi e/o i nomi dopo i verbi intransitivi non costituiscono

un oggetto (e quindi NON hanno la desinenza -N), ma descrivono il

soggetto. Un esempio di verbo intransitivo e' il verbo essere:



Li estas sana. (oppure: li sanas).

Lui e' sano.



Sxi estas instruisto (oppure: instruistino).

Lei e' un'insegnante.



Dire “Sxi estas instruistoN” sarebbe sbagliato!





********************estrai il testo da qui***************************



Ekzercoj, Leciono Tria (parto kvara)



17. Sessanta minuti formano (= sono) un'ora.







18. Ventiquattro ore formano (= sono) un giorno.







19. Sette giorni formano (= sono) una settimana.







20. Il terzo ragazzo e' il mio secondo figlio.





*****************estrai il testo fino a qui**************************





LA CURIOSITA'



Le lingue fonte da cui Zamenhof ha costruito l'esperanto sono: lo

jiddish, lingua-calco ebreo-germanica, la lingua della madre; il

russo, la lingua del padre; il polacco e il tedesco, le lingue della

vita quotidiana; il francese, la lingua internazionale; il latino e

il greco classico, le lingue dei colti; inoltre l'inglese, l'italiano

e lo spagnolo, come conoscenza solo libresca. Da tutte queste lingue

Z. ha preso il meglio e lo ha strutturato in un insieme unitario.

Rispetto a tutti i progetti di lingua pianificata che sono stati

tentati, quello di Z. e' l'unico che non seguisse un rigido criterio



etimologico (di solito prendendo solo radici latine) o criteri

filosofici (come le lingue apriori di Leibniz, Wilkins e di molti

altri eruditi). Per una panoramica approfondita su questo argomento,

si veda, anche in edizione economica:



ECO, La ricerca della lingua perfetta, 1993, Laterza


QUARTA LEZIONE
Diamo ora un'occhiata ai tipi di frase: affermazioni, domande si'/no

e risposte:



Una affermazione: La pano estas blanka.

Il pane e' bianco.



Una domanda: Cxu la pano estas blanka?

Il pane e' bianco?



La risposta (a) Jes, la pano estas bruna.

(b) Ne, la pano ne estas blanka, gxi estas nigra.



Nota: ogni domanda e' basata su un'affermazione; una volta preparata

l'affermazione, anteponiamo il dubitativo “cxu” (letteralm., “forse

che… ?”), e formuliamo la domanda si'/no: “l'affermazione e' vera

o falsa?” Si noti come l'italiano sia piu' sintetico dell'esperanto

– le parole non cambiano – ma come non si capisca, in un testo

scritto, da subito, se la frase e' una domanda. Il punto di domanda

rovesciato spagnolo risolve il problema per i testi scritti, ma

lascia all'intonazione la soluzione nel parlato. L'esperanto (che l'

ha mutuato dal polacco “czy”, ma c'e' anche in latino: loquerisne

latine? alla lettera parli(tu)-domanda latinamente?) hanno un morfema

dedicato apposta a questo. Un esempio per vedere se e' chiaro:



Domanda in italiano: I ragazzi venderanno la torta?



Affermazione sottintesa: (I ragazzi venderanno la torta.)

(La knaboj vendos la kukon.)



Domanda in esperanto: Cxu la knaboj vendos la kukon?



Tutte le domande si'/no funzionano nello stesso modo.



*****************estrai il testo da qui******************************



Ekzercoj, Leciono Kvara (parto unua)



Trasforma le seguenti affermative in domande si'/no:



Mia filo forgesis la teon. ->



Lia patro kuiras panon. ->



La tago estas griza. ->



*****************estrai il testo fino a qui**************************



Nelle prime tre lezioni abbiamo imparato come scrivere semplici frasi

affermative, e ora abbiamo imparato a porre domande si'/no e a

rispondere. Imparati i suoni dell'esperanto, potremo iniziare

conversazioni, nella lezione cinque. (Ricordati di completare gli

esercizi in fondo.)



Ecco l'alfabeto esperanto:



a b c cx d e f g gx h hx i j jx k l m n o p r s sx t u ux v z



Si noti che i nomi delle lettere (a, bi, ci, di) sono in -o come i

sostantivi salvo le cinque vocali:



a, bo, co, cxo, do, e, fo, go, gxo, ho, hxo, i, etc.



Si noti che la “j” e la “ux” sono considerate consonanti: percio' si

pronunceranno jo e uxo.



In italiano le lettere sono 21, in esperanto 28. L'esperanto non ha

le seguenti lettere dell'italiano e dell'inglese: q, w, x, y.

Ci sono inoltre 6 lettere con diacritici (segni aggiuntivi sopra le

lettere):



cx, gx, hx, jx, sx [tutti accenti circonflessi]

ux [segno di breve]





UNA GUIDA PER LA PRONUNCIA





Ricorda, in esperanto: una lettera – un suono. Nessuna eccezione.



L'accento cade SEMPRE sulla penultima (attenzione quindi ai falsi

omofoni con l'italiano).





LE VOCALI



Le cinque vocali non sono un problema per gli italiani. Attenzione

pero' all'accento. Le vocali su cui cade l'accento sono maiuscole.

La colonna di destra esemplifica alcuni falsi omofoni.



a blANka sAna grAnda vArma skandAlo

e bEla plEna vErda pEti numEro

i vIvi Ami trInki fIlo tavOlo

o Ovo dOmo kIo nOva telefOno

u Unu plUmo sUno butIko unIka





LE CONSONANTI



Sono analoghe all'italiano:



b d f j l m n p r t v





Alcune lettere in italiano hanno due suoni, in esperanto percio'

corrispondono a due lettere distinte:



c si pronuncia 'ts' come in “razzo”: dAnco leciOno bicIklo

cx si pronuncia come in “certo”: cxAmbro sandvIcxo cxokolAdo



g si pronuncia come in “gatto”: sagEto gustUmi geografIo

gx si pronuncia come in “gesto”: mAngxi lOgxi sEgxo



s si pronuncia come in “sole”: sUno lAsi sIdi

sx si pronuncia come in “sciarpa”: sxAti pOsxo sxUo



z si pronuncia come la 's' di “rosa”: rOzo zOrgi nAzo



Non presenti in italiano, ma di facile comprensione:



h si pronuncia come il tedesco “heimat”: hEla hAlti hAlo

hx si pronuncia come il tedesco “Bach”: hxaOso hxOro Ehxo

jx si pronuncia come “abat-jour”: jxurnAlo Ajxo jxalUzo



k si pronuncia come la 'c' di “cocco”: kAra lAkto Akvo





La distinzione tra le due acca e' sempre risultata difficile fuori

dai paesi germanici, percio' nel parlato e' praticamente scomparsa,

mentre nello scritto viene gradualmente sostituita dalla kappa.

Esempio:



arhxaismo –> arkaismo (arcaismo)





Ancora una notarella su j e ux. Il suono “ux” si trova di solito nei

dittonghi 'aux' (esempio: auxtomobilo) o 'eux' (esempio: euxropo).



Il suono “jo” si trova spesso con le altre vocali. Le seguenti

combinazioni sono dittonghi, sono cioe' singole sillabe con piu'

suoni vocalici.:



aj come finale e' aggettivo plurale: mAjo kAj bElaj

oj come finale e' sostantivo plurale: knAboj vojAgxi gxOjo

ej forma un suffisso, che vedremo: plEj mEjlo lernEjo

uj forma un altro suffisso: tUj rubUjo monUjo

aux come finale forma molti connettivi: nAUX Antaux jxAUXdo

eux si trova in molte radici: EuxrOpo neuxtrAla EuxklIdo





Negli esempi appena proposti, abbiamo messo in maiuscole le vocali su

cui cade l'accento. Questo per mostrare la regola dell'accento. D'ora

in avanti tali vocali verranno scritte minuscole come le altre.





Ecco una lista di parole tradotte che riproducono i suoni esperanto,

quelli illustrati sopra e gli altri. Leggetele ad alta voce piu' e

piu' volte e la vostra pronuncia migliorera' sensibilmente.



Italio l'Italia lernejo una scuola

antaux prima majo maggio

acxeti comprare mangxi mangiare

biciklo una bicicletta mejlo un miglio

cxambro una stanza monujo un portafogli

cxokolado il cioccolato neuxtrala neutrale

danci ballare ovo un uovo

domo una casa plej il piu'…

ehxo l'eco plena pieno

Euxropo Europa posxo una tasca

Euxklido Euclide sageto una freccetta

geografio la geografia sandvicxo un sandwich

gustumi assaggiare segxo una sedia



gxojo la gioia suno il sole

hxoro un coro sxati piacere

jahxto yacht sxuo una scarpa

juna giovane (agg.) teatrajxo un'opera teatrale

jxaluzo la gelosia tuj immediatamente

jxauxdo giovedi' vojagxi viaggiare

jxurnalo un quotidiano

kio che cosa

leciono una lezione Il miglior consiglio: fate

libro un libro pratica, pratica e ancora

logxi risiedere, abitare pratica!



*****************estrai il testo da qui******************************



Ekzercoj, Leciono Kvara (parto dua)



(Tradurre senza rispondere; le parole da non tradurre non vengono

segnate piu')



1. Il padre cucina una torta?







2. Il figlio ha dimenticato il latte?







3. Il padre vendera' le torte?







4. Un ragazzo sano beve latte caldo?







5. La figlia mangera' un panino?







6. Il nuovo insegnante ha dimenticato il tuo zucchero?







7. Vendono te' e caffe'?







8. La ragazza assetata ha scritto male?







9. Lui e' sano?







10. Sette giorni sono una settimana?











Rispondete in esperanto; usate frasi intere, non solo jes o ne.



11. Il latte e' bianco?







12. L'acqua e' secca?







13. Il sole e' caldo?







14. Tua madre e' una femmina?







15. Indossi una scarpa vuota?







16. Due e due fa quattro? [Usa estas]







17. L'acqua la mangi?







18. Il caffe' e' blu?







19. Sette giorni formano una settimana?







20. Le torte le bevi?







(Le domande sono un molto stupide, ma le risposte sono facili.)







LA CURIOSITA'



La forma del nostro punto di domanda (?) deriva dalla lettera qu

maiuscola (Q). Il latino non aveva punteggiatura ne' segnava quando

finiva una parola e iniziava la successiva (untestoapparivacosi').

Per indicare una frase come domanda si inizio' a postporre una Q

che stava per “quaestione” che significa appunto “domanda” (la parola

latina e' rimasta nell'inglese “question” mentre l'italiano l'ha

modificata un pochino con “questionare”, che non e' un analogo per

“domandare”). Tale Q con il tempo e' stata stilizzata sempre piu'

fino a diventare il nostro punto di domanda.



In italiano esiste un solo diacritico: il puntino sulla i. Nacque

perche' scrivendo in corsivo l'accostamento “ui” senza il puntino e'

indistinguibile dal “iu”. Nel turco, per esempio, la i e' senza il

puntino, perche' la u ha la dieresi (umlaut).


Questo messaggio è stato modificato da: oltremare, 13 Nov 2005 – 21:56 [addsig]




2 Commenti

Oltremare
Oltremare

<P><TABLE class=forumline cellSpacing=1 cellPadding=3 width="100%" border=0><TBODY><TR><TD class=row2 vAlign=top align=left width=150><FONT face="MS Sans Serif"><FONT color=#999999></FONT><BR></FONT></TD><TD class=row2 vAlign=top width="100%" height=28><TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%" border=0><TBODY><TR><TD width="100%"><FONT face="MS Sans Serif" color=#999999></FONT></TD><TD vAlign=top noWrap><FONT face="MS Sans Serif"> </FONT></TD></TR><TR><TD colSpan=2><FONT face="MS Sans Serif"><HR></FONT></TD></TR><TR><TD colSpan=2><SPAN class=postbody><FONT color=#999999></FONT><BR><SPAN><FONT face="MS Sans Serif">Il presente corso è un estratto del corso gratuito KIREK della IEJ(Itala Esprantista Janularo). Iscrivetevi, e avrete un Tutor personale a vostra disposizione che vi correggerà gli esercizi e vi chiarirà qualsiasi dubbio, tutto per e-mail! <BR><BR><BR><BR>IEJ Itala Esperantista Junularo - Gioventu' Esperantista Italiana <BR><BR>via Villoresi, 38 <BR><BR>IT-200143 Milano Italia <BR><BR>tel. 02-58100857 <BR><BR></FONT><A href="mailto:iej@esperanto.it"><FONT face="MS Sans Serif" color=#006699>iej@esperanto.it</FONT></A><FONT face="MS Sans Serif"> <BR><BR></FONT><A href="http://www.esperanto.it/iej/" target=_blank><FONT face="MS Sans Serif" color=#006699>http://www.esperanto.it/iej/</FONT></A><FONT face="MS Sans Serif"> <BR><BR><BR><BR>Nota sull'ortografia: <BR><BR>per facilitare la distribuzione di questo corso <BR><BR>ovunque in rete, si e' scelto di rappresentare i due segni diacritici <BR><BR>(vale a dire l'accento circonflesso ^, e l'accento circonflesso <BR><BR>rovesciato, non visualizzabile nell'insieme di caratteri standard) <BR><BR>aggiungendo una x immediatamente dopo il carattere. In altre parole, <BR><BR>ogni volta che nel testo incontrerete una delle sequenze <BR><BR><BR><BR>cx <BR><BR>gx <BR><BR>hx <BR><BR>jx <BR><BR>sx <BR><BR><BR><BR>dovrete immaginare di vedere al suo posto, rispettivamente, una c con <BR><BR>sopra un accento circonflesso (^), una g con sopra lo stesso segno, <BR><BR>eccetera. Al posto della combinazione <BR><BR><BR><BR>ux <BR><BR><BR><BR>dovrete immaginare una u con sopra un accento circonflesso capovolto. <BR><BR><BR><BR>Per poter visualizzare e stampare queste lettere speciali col loro <BR><BR>aspetto "vero", e' necessario installare sul proprio computer un <BR><BR>"font" (cioe' una serie di caratteri) che le comprenda. Se volete <BR><BR>procurarvi (gratuitamente) questi font, chiedete informazioni al <BR><BR>vostro insegnante. Sappiate che esistono altre convenzioni su <BR><BR>internet, ma sono meno usate. <BR></FONT></SPAN><BR><BR><BR><FONT face="MS Sans Serif">PRIMA LEZIONE <BR><BR><BR>1. UNO SGUARDO PRELIMINARE <BR><BR>2. UN AIUTO PER I PRIMI ESERCIZI <BR><BR>3. EKZERCOJ <BR><BR><BR><BR>1. UNO SGUARDO PRELIMINARE <BR><BR><BR><BR>Tutto cio' che viene scritto qui di seguito verra' ripreso piu' <BR><BR>avanti, quindi non preoccupatevi se non ricordate tutto subito! <BR><BR><BR><BR>Una lingua ruota tutta intorno a cose (sostantivi) e azioni (verbi) <BR><BR>che agiscono su altre cose. <BR><BR><BR><BR>Una cosa... Agisce su... Un'altra cosa <BR><BR><BR><BR>birdo kaptas... insekton. <BR><BR>Un uccello cattura... un insetto. <BR><BR><BR><BR>SOGGETTO (nome) VERBO OGGETTO (nome) <BR><BR><BR><BR>In esperanto la funzione di ogni parola nella frase e' indicata <BR><BR>dalla desinenza (cioe' dalla parte finale) della parola stessa. <BR><BR><BR><BR>Per esempio, tutti i nomi finiscono con la desinenza '-o', alla <BR><BR>quale si aggiunge 'j' per indicare il plurale e 'n' per indicare <BR><BR>l'oggetto: <BR><BR><BR><BR>| SOGGETTO | OGGETTO <BR><BR>----------|--------------------|---------- <BR><BR>SINGOLARE | -o | -on <BR><BR>----------|--------------------|---------- <BR><BR>PLURALE | -oj | -ojn <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Gli aggettivi funzionano allo stesso modo, ma al posto <BR><BR>della '-o' usano la desinenza '-a': <BR><BR><BR><BR>| SOGGETTO | OGGETTO <BR><BR>----------|--------------------|---------- <BR><BR>SINGOLARE | -a | -an <BR><BR>----------|--------------------|---------- <BR><BR>PLURALE | -aj | -ajn <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Esempio: <BR><BR><BR><BR>flavAJ birdOJ kaptas nigrAN insektON. <BR><BR>degli uccelli gialli catturano un insetto nero. <BR><BR><BR><BR>Se un nome o un aggettivo fa parte del soggetto (e quindi non ha <BR><BR>la desinenza -N), si puo' dire anche che e' nel caso "nominativo". <BR><BR><BR><BR>Se invece il nome o l'aggettivo fa parte dell'oggetto (e quindi ha <BR><BR>la desinenza -N), si dice che e' nel caso "accusativo". <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Ora completiamo l'elenco delle desinenze (naturalmente le <BR><BR>spiegheremo tutte nelle lezioni seguenti): <BR><BR><BR><BR>-o sostantivi (con le varianti di cui sopra) <BR><BR><BR><BR>-a aggettivi (con le varianti di cui sopra) <BR><BR><BR><BR>-e avverbi <BR><BR><BR><BR>-i verbi all'infinito <BR><BR><BR><BR>-u verbi al volitivo (imperativo e congiuntivi esortativi) <BR><BR><BR><BR>Vediamo i verbi piu' da vicino. Per mostrare il tempo in cui <BR><BR>un'azione avviene, si attacca alla radice del verbo una delle <BR><BR>seguenti desinenze: <BR><BR><BR><BR>tempo presente -as descrive cosa sta accadendo adesso <BR><BR><BR><BR>tempo passato -is descrive un'azione gia' compiuta <BR><BR><BR><BR>tempo futuro -os descrive un'azione che deve ancora iniziare <BR><BR><BR><BR>condizionale -us descrive un'azione ipotetica <BR><BR><BR><BR>volitivo -u descrive un comando, un desiderio, ecc. <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Esempi: <BR><BR><BR><BR>Birdoj kaptis insektojn. <BR><BR>Degli uccelli hanno catturato degli insetti. <BR><BR><BR><BR>Birdoj kaptos insektojn. <BR><BR>Degli uccelli cattureranno degli insetti <BR><BR><BR><BR>Si noti che 'kaptis' in questa frase puo' essere reso anche come <BR><BR>'catturarono'. Torneremo sui verbi in una lezione piu' avanti. <BR><BR>Cio' che importa qui e' che tutti i verbi (compreso il verbo <BR><BR>'essere') seguono queste regole, senza eccezioni. <BR><BR><BR><BR>Ancora un momento sui sostantivi e sugli articoli. In esperanto, i <BR><BR>sostantivi non hanno genere (non esistono desinenze maschili o <BR><BR>femminili, come in italiano o in altre lingue; la differenziazione <BR><BR>tra maschile e femminile viene resa in altro modo). <BR><BR><BR><BR>In esperanto c'e' un'unica parola, "la", per rendere l'articolo <BR><BR>determinativo (in italiano: "il", "lo", "la", "i", "gli", "le"): <BR><BR><BR><BR>la virino = la donna <BR><BR>la birdo = l'uccello <BR><BR>la insektoj = gli insetti <BR><BR><BR><BR>Invece l'articolo indeterminativo (in italiano: "un", "uno", "una") <BR><BR>in esperanto non si esprime, lo si sottintende: <BR><BR><BR><BR>birdo = un uccello <BR><BR>virinoj = delle donne, oppure le donne in generale <BR><BR><BR><BR>Quindi distinguiamo: <BR><BR><BR><BR>Birdoj kaptas insektojn. <BR><BR><BR><BR>da <BR><BR><BR><BR>La birdo kaptis la insekton. <BR><BR><BR><BR>Nel primo caso, sono uccelli e insetti del tutto ipotetici. E' <BR><BR>un'affermazione di valore generale. Nel secondo caso, sono gia' <BR><BR>noti al parlante e all'ascoltatore (per fare un esempio, due ragazzi <BR><BR>sono rimasti a guardare come quell'uccello finalmente ha catturato <BR><BR>l'insetto a cui dava la caccia). <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Abbiamo visto come si formano le parole (morfologia). Una breve nota <BR><BR>sintattica, ora. In esperanto l'ordine delle parole conta molto meno <BR><BR>che in italiano. Per esempio, le frasi seguenti descrivono tutte la <BR><BR>medesima azione (viene data solo un'enfasi differente): <BR><BR><BR><BR>Viro legas libron. Viro libron legas. <BR><BR>Libron legas viro. Libron viro legas. <BR><BR>Legas viro libron. Legas libron viro. <BR><BR><BR><BR>Un uomo legge un libro. <BR><BR><BR><BR>Proviamo a cambiare l'ordine della stessa frase in italiano e vediamo <BR><BR>quanto nella nostra lingua l'ordine delle parole sia rigido: <BR><BR><BR>
<BR>Un uomo legge un libro. *Un uomo un libro legge. <BR><BR>Un libro legge un uomo. *Un libro un uomo legge. <BR><BR>*Legge un uomo un libro. *Legge un libro un uomo. <BR><BR><BR><BR>Ben quattro delle combinazioni sono sgrammaticate (quelle indicate con <BR><BR>l'asterisco), mentre le due combinazioni corrette grammaticamente hanno <BR><BR>significati profondamente diversi. Inoltre la seconda combinazione, <BR><BR>pur corretta grammaticalmente, e' assurda. <BR><BR><BR><BR>Qui di seguito presentiamo alcune parole in esperanto, ciascuna con <BR><BR>la sua radice e la sua desinenza principale: per esempio la parola <BR><BR>"forgesi" ("dimenticare") e' formata dalla radice "forges-" e dalla <BR><BR>desinenza "-i" (verbo all'infinito). <BR><BR><BR><BR>Negli esempi mettiamo un trattino per separare la radice dalla <BR><BR>desinenza ("forges-i"), ma normalmente in esperanto le si scrive <BR><BR>unite ("forgesi"). <BR><BR><BR><BR>Si noti come la maggior parte delle radici assomigli a parole <BR><BR>italiane, ma non mancano radici di provenienza germanica e slava. <BR><BR><BR><BR>Radici nominali Radici verbali Radici aggettivali <BR><BR><BR><BR>amik-o (amico) far-i (fare) varm-a (caldo) <BR><BR>fil-o (figlio) forges-i (dimenticare) alt-a (alto) <BR><BR>frat-o (fratello) mangx-i (mangiare) bel-a (bello) <BR><BR>libr-o (libro) trink-i (bere) long-a (lungo) <BR><BR>knab-o (ragazzo) vend-i (vendere) dolcx-a (dolce) <BR><BR>patr-o (padre) vid-i (vedere) san-a (sano) <BR><BR>kaf-o (caffe') venk-i (vincere) ver-a (vero) <BR><BR><BR><BR>Si noti come, partendo da una stessa radice e mettendo varie <BR><BR>desinenze al posto di quella principale, si possano formare <BR><BR>molte parole diverse. <BR><BR><BR><BR>Esempi: <BR><BR><BR><BR>venk-i vincere bel-a bello <BR><BR>venk-o vittoria bel-o bellezza <BR><BR>venk-a vittorioso bel-i essere bello <BR><BR>venk-e vittoriosamente bel-e in maniera bella <BR><BR><BR><BR>Questo meccanismo non sempre e' immediato, dipende dalla radice. <BR><BR>E' pero' importantissimo, perche' permette con poche radici <BR><BR>di esprimere moltissimi significati. <BR><BR><BR><BR>Non preoccupatevi, ci ritorneremo. Costruire parole e' utile per <BR><BR>ordinare i concetti e, perche' no? anche divertente. <BR><BR><BR><BR><BR><BR>In esperanto ad ogni lettera corrisponde un solo suono, sempre. <BR><BR>Le cinque vocali (a, e, i, o, u) e anche la maggior parte delle <BR><BR>consonanti si pronunciano come in italiano. Piu' precisamente, <BR><BR>sono identiche all'italiano: b, d, f, k, l, m, n, p, r, t, v. <BR><BR>Invece bisogna fare attenzione alle seguenti: <BR><BR><BR><BR>C sempre come la 'z' dura in 'marzo' <BR><BR>(biciklo, leciono) <BR><BR><BR><BR>Cx sempre dolce come in 'cena' <BR><BR>(cxelo, cxarma) <BR><BR><BR><BR>G sempre glottidale come in 'gatto' <BR><BR>(globo, granda) <BR><BR><BR><BR>Gx sempre dolce come in 'gelato' <BR><BR>(gxardeno, gxoja) <BR><BR><BR><BR>H sempre pronunciata, come nell'inglese 'hello' <BR><BR>(hotelo, homo) <BR><BR><BR><BR>Hx fortemente pronunciata, come nel tedesco 'Bach' o nello <BR><BR>spagnolo 'Juan' <BR><BR>(cxehxo, ehxo, hxoro) <BR><BR><BR><BR>Jx come la 'j' francese di 'jour' o come la trascrizione <BR><BR>'zh' del russo 'Brezhnev' e 'Zhivago' <BR><BR>(jxazo, jxongli) <BR><BR><BR><BR>S sempre sibilante come in 'rosso' <BR><BR>(somero, serpento) <BR><BR><BR><BR>Sx sempre come 'sc' in 'scena' <BR><BR>(sxanco, sxangxi) <BR><BR><BR><BR>Z come la 's' in 'rosa' <BR><BR>(zigomo, zorgi) <BR><BR><BR><BR>Infine, in esperanto esistono due semiconsonanti: <BR><BR><BR><BR>J si pronuncia come la 'i' italiana in 'paio' <BR><BR>(jogurto, ejo) <BR><BR><BR><BR>Ux come la 'u' italiana in 'Claudio' <BR><BR>(auxto, Auxstralio, Euxropo) <BR><BR><BR><BR>Queste due lettere non si considerano vocali, quindi su di esse non <BR><BR>cade mai l'accento. <BR><BR><BR><BR>L'accento cade sempre sulla penultima sillaba, cioe' sulla penultima <BR><BR>vocale. <BR><BR><BR><BR>Attenzione ai 'falsi omofoni' come: <BR><BR><BR><BR>telefOno (e non *telEfono) rapIda (e non *rApida) <BR><BR><BR><BR>In esperanto non esistono le seguenti lettere: Q, W, X, Y. <BR><BR><BR><BR><BR><BR>********************************************************************* <BR><BR><BR><BR>2. UN AIUTO PER I PRIMI ESERCIZI <BR><BR><BR><BR>Leggete la prima lezione tutta d'un fiato, ma prima di cimentarvi con <BR><BR>gli esercizi qui di seguito, provate le seguenti traduzioni e <BR><BR>controllatele con noi. <BR><BR><BR><BR>Altre radici nominali <BR><BR><BR><BR>lakto (latte) <BR><BR>kuko (torta) <BR><BR>pano (pane) <BR><BR>sukero (zucchero) <BR><BR>teo (te') <BR><BR>kuiri (cucinare) <BR><BR><BR><BR>Abbiamo aggiunto alcune radici e desinenze per aiutarvi. <BR><BR><BR><BR>1. L'amico vendera' (del) latte. ('del' non va tradotto) <BR><BR><BR><BR>lakton. <BR><BR><BR><BR>2. La madre beve (del) caffe' con latte e zucchero. <BR><BR><BR><BR>La patrino -n kun kaj <BR><BR><BR><BR>3. Gli insegnanti hanno dimenticato il te'. <BR><BR><BR><BR>-j -n. <BR><BR><BR><BR>4. I ragazzi cucineranno la torta. <BR><BR><BR><BR>-n. <BR><BR><BR><BR>5. La knabinoj vidos la instruiston. [knabinoj = ragazze] <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>6. La instruisto vidis la knabinojn. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>7. La filoj trinkas teon sen lakto. [sen = senza] <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>8. La birdoj vidis la insektojn. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>9. Tradurre in italiano (-a sta per aggettivo) <BR><BR><BR><BR>fisxo = pesce <BR><BR>fisxa = <BR><BR><BR><BR><BR><BR>9. Tradurre in italiano (-a sta per aggettivo) <BR><BR><BR><BR>cxevalo = cavallo <BR><BR>cxevala = <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Dopo esservi cimentati con queste frasi, eseguite gli esercizi della <BR><BR>prima lezione. Se c'e' qualcosa che non avete capito, assicuratevi di <BR><BR>richiederlo al vostro insegnante. <BR><BR><BR><BR>Noi cercheremo di essere solleciti, ma voi siate pazienti, e <BR><BR>soprattutto: <BR><BR><BR><BR>Bonvenon al esperanto (Benvenuti all'esperanto)! <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Soluzioni degli esercizi di cui sopra. <BR><BR><BR><BR>1. La amiko vendos lakton. <BR><BR>2. Patrino trinkas kafon kun lakto kaj sukero. <BR><BR>3. La instruistoj forgesis la teon. <BR><BR>4. La knaboj kuiros la kukon. <BR><BR>5. Le ragazze vedranno l'insegnante. <BR><BR>6. L'insegnante ha visto (vide) le ragazze. <BR><BR>7. I figli bevono del te' senza latte. <BR><BR>8. Gli uccelli hanno visto (videro) gli insetti. <BR><BR>9. fisxa = ittico <BR><BR>10. cxevala = equino, equestre, ippico. <BR><BR><BR><BR>********************estrai il testo da qui*************************** <BR><BR><BR><BR>3. EKZERCOJ, Leciono Unua (Esercizi, Prima lezione) <BR><BR><BR><BR>Prendetevi il tempo di cui avete bisogno per tradurre le frasi <BR><BR>seguenti in esperanto. Scrivete le vostre risposte nelle righe poste <BR><BR>tra le domande. <BR><BR><BR><BR>Esempi: <BR><BR><BR><BR>Gli uomini hanno-venduto (delle) torte. <BR><BR>La viroj vendis kukojn. <BR><BR><BR><BR>L' uomo ha-venduto una torta. <BR><BR>La viro vendis kukon. <BR><BR><BR><BR>[Nota] <BR><BR><BR><BR><BR><BR>1. Il padre cucina (una) torta. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>2. Il ragazzo mangera' la torta. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>3. Il figlio ha-dimenticato il latte. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>4. I ragazzi bevono te'. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>5. L'amico ha-venduto (del) pane. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>6. L'insegnante vede (un) ragazzo. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>7. Il figlio ha (un) amico. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>8. Il fratello ha-fatto (del) pane. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>9. I ragazzi mangeranno la torta. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>10. Il padre ha-dimenticato lo zucchero. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>11. I ragazzi hanno (degli) amici. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>12. I figli hanno visto il pane. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>13. I frat
elli vendono zucchero. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>14. L'insegnante dimentica il ragazzo. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>15. L'amico berra' (del) latte. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>16. I figli cucinano (delle) torte. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>17. Il padre vendera' la torta. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>18. L'amico ha-mangiato (del) pane. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>19. I ragazzi vedranno gli insegnanti. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>20. Gli insegnanti bevono caffe'. <BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo fino a qui************************** <BR><BR><BR><BR>Numeri e colori: <BR><BR><BR><BR><BR><BR>0 nulo <BR><BR>1 unu flava giallo <BR><BR>2 du verda verde <BR><BR>3 tri blua blu <BR><BR>4 kvar blanka bianco <BR><BR>5 kvin nigra nero <BR><BR>6 ses griza grigio <BR><BR>7 sep bruna marrone <BR><BR>8 ok rugxa rosso <BR><BR>9 naux ('gx' come in 'gelato', 'gentile' <BR><BR>10 dek 'z' come in 'rosa') <BR><BR>11 dek unu <BR><BR>... <BR><BR>20 dudek <BR><BR>21 dudek unu <BR><BR>... <BR><BR>30 tridek <BR><BR>31 tridek unu <BR><BR>... <BR><BR><BR><BR>100 cent (pronuncia 'zent' con 'c' come la 'z' di 'marzo') <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>SECONDA LEZIONE <BR><BR>Rivediamo brevemente le desinenze incontrate finora: <BR><BR><BR><BR>soggetto (nome) azione (verbo) oggetto (nome) <BR><BR>-o -as -on <BR><BR>-is <BR><BR>-oj -os -ojn <BR><BR><BR><BR>Ora diamo un'occhiata a come descrivere le cose: un BUON caffe', un <BR><BR>te' CALDO... <BR><BR><BR><BR>Una parola che descrive un nome, come 'buon' o 'caldo', in <BR><BR><BR><BR>grammatica viene chiamata 'aggettivo'. In esperanto, come abbiamo <BR><BR>gia' accennato, gli aggettivi terminano con la desinenza '-a'. <BR><BR><BR><BR>Come in italiano e in molte altre lingue, la desinenza dell'aggettivo <BR><BR>deve concordare con il nome a cui e' riferito. Se il nome e' plurale, <BR><BR>(desinenza '-j') l'aggettivo andra' anch'esso al plurale. Se il nome <BR><BR>e' all'accusativo (desinenza '-n'), l'aggettivo andra' anch'esso <BR><BR>all'accusativo. <BR><BR><BR><BR>soggetto azione oggetto <BR><BR>bona patro havos bonan filon <BR><BR>un buon padre avra' un buon figlio <BR><BR><BR><BR>bonaj patroj havas bonajn filojn <BR><BR>i padri buoni hanno figli buoni <BR><BR><BR><BR>Attenzione: diversamente dall'italiano, l'aggettivo non dipende <BR><BR>dal genere maschile o femminile: <BR><BR><BR><BR>un bravo ragazzo = bona knabo <BR><BR>una brava ragazza = bona knabino <BR><BR><BR><BR>Vocabolario: in ogni lezione introduciamo circa venti nuove parole; <BR><BR>cercate di impararle e non dimenticate di ripassare le parole della <BR><BR>lezione precedente. Le parole seguenti servono per impratichirsi su <BR><BR>cio' che avete appena imparato. <BR><BR><BR><BR>Vocabolario, seconda lezione: <BR><BR><BR><BR>Aggettivi Nomi Verbi <BR><BR><BR><BR>bela (bello) akvo (acqua) ami (amare) <BR><BR>granda (grande) butiko (negozio) lavi (lavare) <BR><BR>nova (nuovo) limonado (limonata) peti (chiedere per <BR><BR>ottenere) <BR><BR>sana (sano) papero (carta) porti (portare, <BR><BR>indossare) <BR><BR>seka (secco) plumo (penna) renkonti (incontrare) <BR><BR>varma (caldo) taso (tazza) skribi (scrivere) <BR><BR><BR><BR>Gli esercizi di questa lezione sono divisi in tre parti. <BR><BR><BR><BR>********************estrai il testo da qui*************************** <BR><BR><BR><BR>Ekzercoj, Leciono Dua (parto unua) <BR><BR><BR><BR>1. (Un) ragazzo sano beve (del) latte caldo. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>2. Il negozio nuovo vende (dei) biscotti secchi. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>3. L'insegnante ha incontrato i nuovi amici. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>4. I buoni amici cucineranno (una) buona torta. <BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo fino a qui************************** <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>Promemoria: <BR><BR>-a -o -as -an -on <BR><BR>-aj -oj -is -ajn -ojn <BR><BR>-os <BR><BR><BR><BR>Le poche radici che abbiamo imparato finora non ci consentono di <BR><BR>variare molto questi esercizi, ma in esperanto, grazie al sistema <BR><BR>di costruzione delle parole, possiamo crearne molte usando pochi <BR><BR>elementi. <BR><BR><BR><BR>Per esempio, il prefisso "mal-" indica il contrario. Percio' avremo: <BR><BR><BR><BR>bona = buono malbona = cattivo <BR><BR>pura = pulito malpura = sporco <BR><BR>sana = sano malsana = malato <BR><BR>ami = amare malami = odiare <BR><BR>amiko = un amico malamiko = un nemico <BR><BR><BR><BR>Il suffisso "-in-", invece, indica il femminile: <BR><BR><BR><BR>patro = padre patrino = madre <BR><BR>kato = gatto katino = gatta <BR><BR>viro = uomo virino = donna <BR><BR>knabo = ragazzo knabino = ragazza <BR><BR><BR><BR>Il suffisso "-in-" deriva dal tedesco (Student = studente, <BR><BR>Studentin = studentessa). <BR><BR><BR><BR>I prefissi e suffissi si possono anche attaccare direttamente <BR><BR>a una desinenza, ottenendo, per esempio: <BR><BR><BR><BR>mala = contrario (aggettivo) <BR><BR>malo = il contrario (nome) <BR><BR>male = al contrario (avverbio) <BR><BR><BR><BR>ino = femmina <BR><BR>ina = femminile <BR><BR><BR><BR>"kato" indica un gatto maschio o un gatto di sesso imprecisato; <BR><BR>se vogliamo marcare il fatto che e' un maschio, possiamo usare la <BR><BR>radice "vir-" come un prefisso: <BR><BR><BR><BR>vira = maschile <BR><BR>virkato = un gatto maschio <BR><BR><BR><BR>Per parlare del sesso maschile possiamo anche sfruttare il prefisso <BR><BR>"mal-": <BR><BR><BR><BR>ino = femmina <BR><BR>malino = maschio (il contrario di femmina) <BR><BR><BR><BR>Attenzione: non e' obbligatorio specificare sempre il sesso. <BR><BR>Per esempio, per dire "Giovanna e' un'insegnante", possiamo dire <BR><BR><BR><BR>Giovanna estas instruistino <BR><BR><BR><BR>ma anche, semplicemente, <BR><BR><BR><BR>Giovanna estas instruisto. <BR><BR><BR><BR>********************estrai il testo da qui*************************** <BR><BR><BR><BR>Ekzercoj, Leciono Dua (parto dua) <BR><BR><BR><BR>5. La ragazza piccola ha incontrato le sorelle brutte. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>6. La tazza vecchia ha (della) limonata nuova. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>7. La tazza nuova ha (del) latte vecchio. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>8. La madre lavera' le tazze piccole. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>9. Il ragazzo piccolo ha portato (del) pane nuovo. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>10. (Dell')acqua lava (un) ragazzo piccolo. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo fino a qui************************** <BR><BR><BR><BR>La parola "ne" corrisponde sia all'italiano "no", sia all'italiano <BR><BR>"non": <BR><BR><BR><BR>ne havi = non avere; ne fari = non fare <BR><BR><BR><BR>"Ne" funziona anche come prefisso: <BR><BR><BR><BR>nemulta = non molto <BR><BR>neesperantisto = uno che non parla l'esperanto <BR><BR><BR><BR>Non confondete "ne-" con "mal-". Per chiarire la differenza, facciamo <BR><BR>un esempio: <BR><BR><BR><BR>utila = utile <BR><BR>neutila = inutile <BR><BR>malutila = dannoso <BR><BR><BR><BR>"mal-" indica il contrario, mentre "ne-" nega soltanto. <BR><BR><BR><BR>Introduciamo ora i pronomi in rapporto ai verbi. Ricordate che il <BR><BR>verbo essere dell'esempio si comporta come tutti gli altri: <BR><BR><BR><BR>Forma generica (infinito) essere esti <BR><BR><BR><BR>Indicativo presente (forma in -as) io sono mi estas <BR><BR>tu sei vi estas <BR><BR>egli e' li estas <BR><BR>ella e' sxi estas <BR><BR>esso e' gxi estas <BR><BR>noi siamo ni estas <BR><BR>voi siete vi estas <BR><BR>essi sono ili estas <BR><BR>si e' (impersonale) oni estas <BR><BR><BR><BR>Per chi sa un po' d'inglese: notare la somiglianza dei pronomi. <BR><BR><BR><BR>sxi si pronuncia "sci" (inglese: she) <BR><BR><BR><BR>gxi si pronuncia "gi" <BR><BR><BR><BR>vi e' sia singolare che plurale (inglese: you) <BR><BR><BR><BR>In esperanto non si da' del lei, si da' del tu. Se si vuole portare <BR><BR>rispetto, si chiamano le pe
rsone per cognome, con anteposto <BR><BR><BR><BR>Sinjoro (abbreviato s-ro) = Signore <BR><BR>Sinjorino (abbreviato s-ino) = Signora <BR><BR>Frauxlino (abbreviato f-ino) = Signorina <BR><BR><BR><BR>Ma se preferite, potete anche non usare mai "frauxlino", <BR><BR>e chiamare "sinjorino" anche le donne non sposate. <BR><BR><BR><BR>Un'altra notazione. Nonostante non finiscano in -o, anche i pronomi <BR><BR>personali, quando sono all'accusativo, prendono la solita "-n": <BR><BR><BR><BR>La patrino lavas la knabon. Sxi lavas lin. <BR><BR>La madre lava il ragazzo. Lei lo lava. <BR><BR><BR><BR>Ora che abbiamo imparato i pronomi personali: <BR><BR><BR><BR>mi vi li sxi gxi ni vi ili oni <BR><BR>io tu egli ella esso noi voi essi si <BR><BR><BR><BR>possiamo formare gli aggettivi possessivi: <BR><BR><BR><BR>mia mio, mia <BR><BR>via tuo, tua <BR><BR>lia suo, sua (di lui) <BR><BR>sxia suo, sua (di lei) <BR><BR>gxia suo, sua (di un oggetto inanimato) <BR><BR>nia nostro, nostra <BR><BR>via vostro, vostra <BR><BR>ilia loro <BR><BR>onia di qualcuno (esistono anche altri modi per esprimerlo) <BR><BR><BR><BR>Sono aggettivi perche' modificano, aggiungono informazioni <BR><BR>al nome a cui sono attaccati. <BR><BR><BR><BR>Mia plumo = la mia penna. <BR><BR><BR><BR>Si noti che, come in inglese, se c'e' un aggettivo possessivo <BR><BR>non si deve mettere l'articolo: "la mia penna" si dice <BR><BR>"mia plumo", non "la mia plumo". <BR><BR><BR><BR>Per il resto, i possessivi seguono le stesse regole degli <BR><BR>altri aggettivi: <BR><BR><BR><BR>Mia amiko amas mian fratinon. <BR><BR><BR><BR>Miaj amikoj amas miajn fratinojn. <BR><BR><BR><BR>********************estrai il testo da qui*************************** <BR><BR><BR><BR>Ekzercoj, Leciono Dua (parto tria) <BR><BR><BR><BR>11. Ho dimenticato (la) mia penna. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>12. Non abbiamo carta. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>13. Mia figlia ha chiesto (del) latte caldo. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>14. (Il) suo (di lei) vecchio amico non ha scritto. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>15. Incontrerai (i) loro vecchi amici. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>16. Lei avra' (dell')acqua calda. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>17. (Il) tuo nuovo insegnante ha dimenticato (il) tuo zucchero. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>18. I ragazzi odiano (il) nostro nuovo insegnante. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>19. Essi vendono te' e (= kaj) caffe'. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>20. Venderemo (la) torta di lei e (le) penne di lui. <BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo fino a qui************************** <BR><BR><BR><BR>Non dimenticare di aggiungere al testo estratto e completato il tuo <BR><BR>nome e il tuo indirizzo di posta elettronica. Spedisci questi <BR><BR>esercizi all'indirizzo del tuo insegnante indicato nella lettera di <BR><BR>benvenuto. Indica come soggetto: 'CGE ekz 2'. <BR><BR><BR><BR>LA CURIOSITA' <BR><BR><BR><BR>Molti si stupiscono della scelta degli accenti circonflessi ^ su <BR><BR>alcune lettere. Quando Zamenhof scriveva, la lingua internazionale <BR><BR>era il francese e percio' le tastiere delle macchine da scrivere <BR><BR>avevano, appunto, gli accenti circonflessi. Nessuno avrebbe pensato <BR><BR>che in meno di cento anni si sarebbe imposto l'inglese. Chissa' fra <BR><BR>cent'anni cosa accadra'! <BR><BR><BR><BR>In esperanto gli accenti circonflessi vengono chiamati "cappellini" <BR><BR>(cxapeletoj). Prima della rivoluzione informatica, sui giornali <BR><BR>ciclostilati, venivano messi a mano, uno ad uno. <BR><BR><BR><BR>TERZA LEZIONE <BR>La seconda lezione e' stata intensa. Mettiamo un po' d'ordine a <BR><BR>quanto appreso: <BR><BR><BR><BR>soggetto azione oggetto <BR><BR><BR><BR>-o -as -on <BR><BR>-oj -is -ojn <BR><BR>-os <BR><BR><BR><BR>Esempi: <BR><BR><BR><BR>Mia patrino lavas mian fraton <BR><BR><BR><BR>Niaj fratinoj vidis viajn instruistinojn <BR><BR><BR><BR>L'ordine "soggetto - verbo - oggetto" e' quello piu' usato, ma non <BR><BR>e' obbligatorio: potete cambiarlo per sottolineare maggiormente un <BR><BR>elemento, e il significato della frase restera' chiaro perche' il <BR><BR>ruolo di ogni parola (nome, aggettivo, avverbio...) e' sempre <BR><BR>indicato dalle varie desinenze. <BR><BR><BR><BR>Vediamo un paio di esempi con diverso ordine delle parole e <BR><BR>rispondiamo ad un paio di domande (ricorda di fare attenzione alla <BR><BR>finale di parola). <BR><BR><BR><BR><BR><BR>********************estrai il testo da qui*************************** <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Ekzercoj, Leciono Tria (parto unua) <BR><BR><BR><BR>1. Mian fraton lavis mia patrino. <BR><BR><BR><BR>Chi viene lavato? <BR><BR>Chi ha compiuto l'azione di lavare? <BR><BR><BR><BR>2. Instruistinojn viajn fratinoj niaj vidis. <BR><BR><BR><BR>Chi e' che ha visto? <BR><BR>Chi e' stato visto? <BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo fino a qui************************** <BR><BR><BR><BR>Andiamo avanti, ora. Ecco le parole nuove della terza lezione. <BR><BR><BR><BR>Vocaboli, lezione tre <BR><BR><BR><BR>Nomi Verbi (all'infinito) Aggettivi <BR><BR>horo (un'ora) atendi (attendere) blanka (bianco) <BR><BR>jaro (un anno) fumi (fumare) blua (blu) <BR><BR>mateno (un mattino) kuri (correre) bruna (marrone) <BR><BR>minuto (un minuto) sati (essere sazio) flava (giallo) <BR><BR>nokto (una notte) promeni (passeggiare) griza (grigio) <BR><BR>semajno (una settimana) respondi (rispondere) nigra (nero) <BR><BR>tago (un giorno) soifi (aver sete) rugxa (rosso) <BR><BR>vespero (una sera) vivi (vivere) verda (verde) <BR><BR>demandi (domandare) <BR><BR><BR><BR>Nota la differenza tra "demandi" (domandare, chiedere per sapere) <BR><BR>e "peti" (chiedere per ottenere qualcosa - vedi "petizione"). <BR><BR><BR><BR>Ricorda anche che la "j" si pronuncia come la "i" in "paio"; cioe' <BR><BR>non costituisce mai una sillaba e non ci cade mai l'accento. <BR><BR><BR><BR>Gli avverbi sono i modificatori dei verbi cosi' come gli aggettivi <BR><BR>lo sono dei nomi. Si usano molto in esperanto, piu' che in italiano, <BR><BR>e precisano le circostanze dell'azione (come, dove, quando essa <BR><BR>avviene). <BR><BR><BR><BR>In esperanto, gli avverbi si ottengono prendendo una radice <BR><BR>(aggettivale, nominale o verbale) e aggiungendo la desinenza "-e". <BR><BR><BR><BR>Vediamo ancora qualche esempio: <BR><BR><BR><BR>sano = salute <BR><BR>sxi havas bonan sanon = lei ha una buona salute <BR><BR><BR><BR>sana = sano <BR><BR>sxi estas sana = lei e' sana <BR><BR><BR><BR>sani = essere sano <BR><BR>sxi sanas = lei e' sana <BR><BR><BR><BR>sane = in modo sano <BR><BR>sxi sane vivas = lei vive in modo sano <BR><BR><BR><BR>Gli avverbi di solito precedono i verbi, cosi' come gli aggettivi di <BR><BR>solito procedono i nomi che descrivono. Le nostre frasi diventano <BR><BR>sempre piu' ricche di elementi. Tipicamente l'ordine sara': <BR><BR><BR><BR>soggetto avverbio verbo oggetto <BR><BR>-a -o -e -as -an -on <BR><BR>-aj -oj -is -ajn -ojn <BR><BR>-os <BR><BR><BR><BR>Esempio: <BR><BR><BR><BR>La juna instruistino longe riprocxis la maldiligentajn lernantojn <BR><BR>La giovane insegnante rimprovero' a lungo gli allievi negligenti <BR><BR><BR><BR><BR><BR>********************estrai il testo da qui*************************** <BR><BR><BR><BR>Ekzercoj, Leciono Tria (parto dua) <BR><BR><BR><BR>3. Mio fratello fara'-una-passeggiata in-mattinata. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>4. (L')amico di lui ha risposto con-calore. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>5. La penna marrone scrive bene. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>6. L'insegnante corre male. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>7. Nostro padre fuma di-sera. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>8. Lui ama lei. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>9. Lui ama (la) sorella di lei. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>10. Lei ama lui. <BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo fino a qui************************** <BR><BR><BR><BR>I numeri cardinali (uno, due tre...) in esperanto sono: <BR><BR><BR><BR>nulo 0 dek 10 tridek 30 <BR><BR>unu 1 dek unu 11 tride
k unu 31 <BR><BR>du 2 dek du 12 tridek du 32 <BR><BR>tri 3 dek tri 13 ... <BR><BR>kvar 4 dek kvar 14 kvardek 40 <BR><BR>kvin 5 ... kvindek 50 <BR><BR>ses 6 e cosi' via sesdek 60 <BR><BR>sep 7 dudek 20 cent 100 <BR><BR>ok 8 dudek unu 21 mil 1 000 <BR><BR>naux 9 ... miliono 1 000 000 <BR><BR><BR><BR>In esperanto i numeri cardinali sono invariabili: non prendono <BR><BR>mai il plurale '-j'e l'accusativo 'n' <BR><BR><BR><BR>I numeri ordinali (primo, secondo, terzo...) in esperanto sono <BR><BR>normali aggettivi: si formano con la desinenza '-a' e possono avere <BR><BR>il plurale '-j' e l'accusativo '-n'. <BR><BR><BR><BR>unua primo dudeka ventesimo <BR><BR>dua secondo sepdekunua settantunesimo <BR><BR>tria terzo centa centesimo <BR><BR><BR><BR>Usando la desinenza '-e' degli avverbi, otterremo: <BR><BR><BR><BR>unue (in primo luogo, per primo, per prima cosa) <BR><BR>due <BR><BR>trie <BR><BR>kvare <BR><BR><BR><BR>Usando la desinenza '-o' dei nomi, avremo: <BR><BR><BR><BR>unuo una unita' kvaro un gruppo di quattro <BR><BR>duo una coppia ... <BR><BR>trio una tripletta <BR><BR><BR><BR><BR><BR>********************estrai il testo da qui*************************** <BR><BR><BR><BR>Ekzercoj, Leciono Tria (parto tria) <BR><BR><BR><BR>11. Il primo uomo ama la seconda donna. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>12. La seconda donna odia il primo uomo. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>13. Due ragazzi hanno chiesto in-primo-luogo tre biscotti. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>14. In-secondo-luogo essi hanno chiesto una limonata. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>15. Il negozio ha cucinato del pane nero cattivo. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>16. Il negozio cucina male il pane nero. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo fino a qui************************** <BR><BR><BR><BR>I verbi intransitivi non fanno passare l'azione da un soggetto ad un <BR><BR>oggetto; invece, sono usati per mostrare lo stato del soggetto. Gli <BR><BR>aggettivi e/o i nomi dopo i verbi intransitivi non costituiscono <BR><BR>un oggetto (e quindi NON hanno la desinenza -N), ma descrivono il <BR><BR>soggetto. Un esempio di verbo intransitivo e' il verbo essere: <BR><BR><BR><BR>Li estas sana. (oppure: li sanas). <BR><BR>Lui e' sano. <BR><BR><BR><BR>Sxi estas instruisto (oppure: instruistino). <BR><BR>Lei e' un'insegnante. <BR><BR><BR><BR>Dire "Sxi estas instruistoN" sarebbe sbagliato! <BR><BR><BR><BR><BR><BR>********************estrai il testo da qui*************************** <BR><BR><BR><BR>Ekzercoj, Leciono Tria (parto kvara) <BR><BR><BR><BR>17. Sessanta minuti formano (= sono) un'ora. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>18. Ventiquattro ore formano (= sono) un giorno. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>19. Sette giorni formano (= sono) una settimana. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>20. Il terzo ragazzo e' il mio secondo figlio. <BR><BR><BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo fino a qui************************** <BR><BR><BR><BR><BR><BR>LA CURIOSITA' <BR><BR><BR><BR>Le lingue fonte da cui Zamenhof ha costruito l'esperanto sono: lo <BR><BR>jiddish, lingua-calco ebreo-germanica, la lingua della madre; il <BR><BR>russo, la lingua del padre; il polacco e il tedesco, le lingue della <BR><BR>vita quotidiana; il francese, la lingua internazionale; il latino e <BR><BR>il greco classico, le lingue dei colti; inoltre l'inglese, l'italiano <BR><BR>e lo spagnolo, come conoscenza solo libresca. Da tutte queste lingue <BR><BR>Z. ha preso il meglio e lo ha strutturato in un insieme unitario. <BR><BR>Rispetto a tutti i progetti di lingua pianificata che sono stati <BR><BR>tentati, quello di Z. e' l'unico che non seguisse un rigido criterio <BR><BR><BR><BR>etimologico (di solito prendendo solo radici latine) o criteri <BR><BR>filosofici (come le lingue apriori di Leibniz, Wilkins e di molti <BR><BR>altri eruditi). Per una panoramica approfondita su questo argomento, <BR><BR>si veda, anche in edizione economica: <BR><BR><BR><BR>ECO, La ricerca della lingua perfetta, 1993, Laterza <BR><BR><BR>QUARTA LEZIONE <BR>Diamo ora un'occhiata ai tipi di frase: affermazioni, domande si'/no <BR><BR>e risposte: <BR><BR><BR><BR>Una affermazione: La pano estas blanka. <BR><BR>Il pane e' bianco. <BR><BR><BR><BR>Una domanda: Cxu la pano estas blanka? <BR><BR>Il pane e' bianco? <BR><BR><BR><BR>La risposta (a) Jes, la pano estas bruna. <BR><BR>(b) Ne, la pano ne estas blanka, gxi estas nigra. <BR><BR><BR><BR>Nota: ogni domanda e' basata su un'affermazione; una volta preparata <BR><BR>l'affermazione, anteponiamo il dubitativo "cxu" (letteralm., "forse <BR><BR>che... ?"), e formuliamo la domanda si'/no: "l'affermazione e' vera <BR><BR>o falsa?" Si noti come l'italiano sia piu' sintetico dell'esperanto <BR><BR>- le parole non cambiano - ma come non si capisca, in un testo <BR><BR>scritto, da subito, se la frase e' una domanda. Il punto di domanda <BR><BR>rovesciato spagnolo risolve il problema per i testi scritti, ma <BR><BR>lascia all'intonazione la soluzione nel parlato. L'esperanto (che l' <BR><BR>ha mutuato dal polacco "czy", ma c'e' anche in latino: loquerisne <BR><BR>latine? alla lettera parli(tu)-domanda latinamente?) hanno un morfema <BR><BR>dedicato apposta a questo. Un esempio per vedere se e' chiaro: <BR><BR><BR><BR>Domanda in italiano: I ragazzi venderanno la torta? <BR><BR><BR><BR>Affermazione sottintesa: (I ragazzi venderanno la torta.) <BR><BR>(La knaboj vendos la kukon.) <BR><BR><BR><BR>Domanda in esperanto: Cxu la knaboj vendos la kukon? <BR><BR><BR><BR>Tutte le domande si'/no funzionano nello stesso modo. <BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo da qui****************************** <BR><BR><BR><BR>Ekzercoj, Leciono Kvara (parto unua) <BR><BR><BR><BR>Trasforma le seguenti affermative in domande si'/no: <BR><BR><BR><BR>Mia filo forgesis la teon. -> <BR><BR><BR><BR>Lia patro kuiras panon. -> <BR><BR><BR><BR>La tago estas griza. -> <BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo fino a qui************************** <BR><BR><BR><BR>Nelle prime tre lezioni abbiamo imparato come scrivere semplici frasi <BR><BR>affermative, e ora abbiamo imparato a porre domande si'/no e a <BR><BR>rispondere. Imparati i suoni dell'esperanto, potremo iniziare <BR><BR>conversazioni, nella lezione cinque. (Ricordati di completare gli <BR><BR>esercizi in fondo.) <BR><BR><BR><BR>Ecco l'alfabeto esperanto: <BR><BR><BR><BR>a b c cx d e f g gx h hx i j jx k l m n o p r s sx t u ux v z <BR><BR><BR><BR>Si noti che i nomi delle lettere (a, bi, ci, di) sono in -o come i <BR><BR>sostantivi salvo le cinque vocali: <BR><BR><BR><BR>a, bo, co, cxo, do, e, fo, go, gxo, ho, hxo, i, etc. <BR><BR><BR><BR>Si noti che la "j" e la "ux" sono considerate consonanti: percio' si <BR><BR>pronunceranno jo e uxo. <BR><BR><BR><BR>In italiano le lettere sono 21, in esperanto 28. L'esperanto non ha <BR><BR>le seguenti lettere dell'italiano e dell'inglese: q, w, x, y. <BR><BR>Ci sono inoltre 6 lettere con diacritici (segni aggiuntivi sopra le <BR><BR>lettere): <BR><BR><BR><BR>cx, gx, hx, jx, sx [tutti accenti circonflessi] <BR><BR>ux [segno di breve] <BR><BR><BR><BR><BR><BR>UNA GUIDA PER LA PRONUNCIA <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Ricorda, in esperanto: una lettera - un suono. Nessuna eccezione. <BR><BR><BR><BR>L'accento cade SEMPRE sulla penultima (attenzione quindi ai falsi <BR><BR>omofoni con l'italiano). <BR><BR><BR><BR><BR><BR>LE VOCALI <BR><BR><BR><BR>Le cinque vocali non sono un problema per gli italiani. Attenzione <BR><BR>pero' all'accento. Le vocali su cui cade l'accento sono maiuscole. <BR><BR>La colonna di destra esemplifica alcuni falsi omofoni. <BR><BR><BR><BR>a blANka sAna grAnda vArma skandAlo <BR><BR>e bEla plEna vErda pEti numEro <BR><BR>i vIvi Ami trInki fIlo tavOlo <BR><BR>o Ovo dOmo kIo nOva telefOno <BR><BR>u Unu plUmo sUno butIko unIka <BR><BR><BR><BR><BR><BR>LE CONSONANTI <BR><BR><BR><BR>Sono analoghe all'italiano: <BR><BR><BR><BR>b d f j l m n p r
t v <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Alcune lettere in italiano hanno due suoni, in esperanto percio' <BR><BR>corrispondono a due lettere distinte: <BR><BR><BR><BR>c si pronuncia 'ts' come in "razzo": dAnco leciOno bicIklo <BR><BR>cx si pronuncia come in "certo": cxAmbro sandvIcxo cxokolAdo <BR><BR><BR><BR>g si pronuncia come in "gatto": sagEto gustUmi geografIo <BR><BR>gx si pronuncia come in "gesto": mAngxi lOgxi sEgxo <BR><BR><BR><BR>s si pronuncia come in "sole": sUno lAsi sIdi <BR><BR>sx si pronuncia come in "sciarpa": sxAti pOsxo sxUo <BR><BR><BR><BR>z si pronuncia come la 's' di "rosa": rOzo zOrgi nAzo <BR><BR><BR><BR>Non presenti in italiano, ma di facile comprensione: <BR><BR><BR><BR>h si pronuncia come il tedesco "heimat": hEla hAlti hAlo <BR><BR>hx si pronuncia come il tedesco "Bach": hxaOso hxOro Ehxo <BR><BR>jx si pronuncia come "abat-jour": jxurnAlo Ajxo jxalUzo <BR><BR><BR><BR>k si pronuncia come la 'c' di "cocco": kAra lAkto Akvo <BR><BR><BR><BR><BR><BR>La distinzione tra le due acca e' sempre risultata difficile fuori <BR><BR>dai paesi germanici, percio' nel parlato e' praticamente scomparsa, <BR><BR>mentre nello scritto viene gradualmente sostituita dalla kappa. <BR><BR>Esempio: <BR><BR><BR><BR>arhxaismo --> arkaismo (arcaismo) <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Ancora una notarella su j e ux. Il suono "ux" si trova di solito nei <BR><BR>dittonghi 'aux' (esempio: auxtomobilo) o 'eux' (esempio: euxropo). <BR><BR><BR><BR>Il suono "jo" si trova spesso con le altre vocali. Le seguenti <BR><BR>combinazioni sono dittonghi, sono cioe' singole sillabe con piu' <BR><BR>suoni vocalici.: <BR><BR><BR><BR>aj come finale e' aggettivo plurale: mAjo kAj bElaj <BR><BR>oj come finale e' sostantivo plurale: knAboj vojAgxi gxOjo <BR><BR>ej forma un suffisso, che vedremo: plEj mEjlo lernEjo <BR><BR>uj forma un altro suffisso: tUj rubUjo monUjo <BR><BR>aux come finale forma molti connettivi: nAUX Antaux jxAUXdo <BR><BR>eux si trova in molte radici: EuxrOpo neuxtrAla EuxklIdo <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Negli esempi appena proposti, abbiamo messo in maiuscole le vocali su <BR><BR>cui cade l'accento. Questo per mostrare la regola dell'accento. D'ora <BR><BR>in avanti tali vocali verranno scritte minuscole come le altre. <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Ecco una lista di parole tradotte che riproducono i suoni esperanto, <BR><BR>quelli illustrati sopra e gli altri. Leggetele ad alta voce piu' e <BR><BR>piu' volte e la vostra pronuncia migliorera' sensibilmente. <BR><BR><BR><BR>Italio l'Italia lernejo una scuola <BR><BR>antaux prima majo maggio <BR><BR>acxeti comprare mangxi mangiare <BR><BR>biciklo una bicicletta mejlo un miglio <BR><BR>cxambro una stanza monujo un portafogli <BR><BR>cxokolado il cioccolato neuxtrala neutrale <BR><BR>danci ballare ovo un uovo <BR><BR>domo una casa plej il piu'... <BR><BR>ehxo l'eco plena pieno <BR><BR>Euxropo Europa posxo una tasca <BR><BR>Euxklido Euclide sageto una freccetta <BR><BR>geografio la geografia sandvicxo un sandwich <BR><BR>gustumi assaggiare segxo una sedia <BR><BR><BR><BR>gxojo la gioia suno il sole <BR><BR>hxoro un coro sxati piacere <BR><BR>jahxto yacht sxuo una scarpa <BR><BR>juna giovane (agg.) teatrajxo un'opera teatrale <BR><BR>jxaluzo la gelosia tuj immediatamente <BR><BR>jxauxdo giovedi' vojagxi viaggiare <BR><BR>jxurnalo un quotidiano <BR><BR>kio che cosa <BR><BR>leciono una lezione Il miglior consiglio: fate <BR><BR>libro un libro pratica, pratica e ancora <BR><BR>logxi risiedere, abitare pratica! <BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo da qui****************************** <BR><BR><BR><BR>Ekzercoj, Leciono Kvara (parto dua) <BR><BR><BR><BR>(Tradurre senza rispondere; le parole da non tradurre non vengono <BR><BR>segnate piu') <BR><BR><BR><BR>1. Il padre cucina una torta? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>2. Il figlio ha dimenticato il latte? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>3. Il padre vendera' le torte? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>4. Un ragazzo sano beve latte caldo? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>5. La figlia mangera' un panino? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>6. Il nuovo insegnante ha dimenticato il tuo zucchero? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>7. Vendono te' e caffe'? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>8. La ragazza assetata ha scritto male? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>9. Lui e' sano? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>10. Sette giorni sono una settimana? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>Rispondete in esperanto; usate frasi intere, non solo jes o ne. <BR><BR><BR><BR>11. Il latte e' bianco? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>12. L'acqua e' secca? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>13. Il sole e' caldo? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>14. Tua madre e' una femmina? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>15. Indossi una scarpa vuota? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>16. Due e due fa quattro? [Usa estas] <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>17. L'acqua la mangi? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>18. Il caffe' e' blu? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>19. Sette giorni formano una settimana? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>20. Le torte le bevi? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>(Le domande sono un molto stupide, ma le risposte sono facili.) <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>LA CURIOSITA' <BR><BR><BR><BR>La forma del nostro punto di domanda (?) deriva dalla lettera qu <BR><BR>maiuscola (Q). Il latino non aveva punteggiatura ne' segnava quando <BR><BR>finiva una parola e iniziava la successiva (untestoapparivacosi'). <BR><BR>Per indicare una frase come domanda si inizio' a postporre una Q <BR><BR>che stava per "quaestione" che significa appunto "domanda" (la parola <BR><BR>latina e' rimasta nell'inglese "question" mentre l'italiano l'ha <BR><BR>modificata un pochino con "questionare", che non e' un analogo per <BR><BR>"domandare"). Tale Q con il tempo e' stata stilizzata sempre piu' <BR><BR>fino a diventare il nostro punto di domanda. <BR><BR><BR><BR>In italiano esiste un solo diacritico: il puntino sulla i. Nacque <BR><BR>perche' scrivendo in corsivo l'accostamento "ui" senza il puntino e' <BR><BR>indistinguibile dal "iu". Nel turco, per esempio, la i e' senza il <BR><BR>puntino, perche' la u ha la dieresi (umlaut). <BR><BR><BR></FONT></SPAN></TD></TR></TBODY></TABLE></TD></TR></TBODY></TABLE></P><!-- editby --><br /><br /><i>Questo messaggio è stato modificato da: oltremare, 13 Nov 2005 - 21:56 </i><!-- end editby -->[addsig]

Oltremare
Oltremare

<P><TABLE class=forumline cellSpacing=1 cellPadding=3 width="100%" border=0><TBODY><TR><TD class=row2 vAlign=top align=left width=150><FONT face="MS Sans Serif"><FONT color=#999999></FONT><BR></FONT></TD><TD class=row2 vAlign=top width="100%" height=28><TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%" border=0><TBODY><TR><TD width="100%"><FONT face="MS Sans Serif" color=#999999></FONT></TD><TD vAlign=top noWrap><FONT face="MS Sans Serif"> </FONT></TD></TR><TR><TD colSpan=2><FONT face="MS Sans Serif"><HR></FONT></TD></TR><TR><TD colSpan=2><SPAN class=postbody><FONT color=#999999></FONT><BR><SPAN><FONT face="MS Sans Serif">Il presente corso è un estratto del corso gratuito KIREK della IEJ(Itala Esprantista Janularo). Iscrivetevi, e avrete un Tutor personale a vostra disposizione che vi correggerà gli esercizi e vi chiarirà qualsiasi dubbio, tutto per e-mail! <BR><BR><BR><BR>IEJ Itala Esperantista Junularo - Gioventu' Esperantista Italiana <BR><BR>via Villoresi, 38 <BR><BR>IT-200143 Milano Italia <BR><BR>tel. 02-58100857 <BR><BR></FONT><A href="mailto:iej@esperanto.it"><FONT face="MS Sans Serif" color=#006699>iej@esperanto.it</FONT></A><FONT face="MS Sans Serif"> <BR><BR></FONT><A href="http://www.esperanto.it/iej/" target=_blank><FONT face="MS Sans Serif" color=#006699>http://www.esperanto.it/iej/</FONT></A><FONT face="MS Sans Serif"> <BR><BR><BR><BR>Nota sull'ortografia: <BR><BR>per facilitare la distribuzione di questo corso <BR><BR>ovunque in rete, si e' scelto di rappresentare i due segni diacritici <BR><BR>(vale a dire l'accento circonflesso ^, e l'accento circonflesso <BR><BR>rovesciato, non visualizzabile nell'insieme di caratteri standard) <BR><BR>aggiungendo una x immediatamente dopo il carattere. In altre parole, <BR><BR>ogni volta che nel testo incontrerete una delle sequenze <BR><BR><BR><BR>cx <BR><BR>gx <BR><BR>hx <BR><BR>jx <BR><BR>sx <BR><BR><BR><BR>dovrete immaginare di vedere al suo posto, rispettivamente, una c con <BR><BR>sopra un accento circonflesso (^), una g con sopra lo stesso segno, <BR><BR>eccetera. Al posto della combinazione <BR><BR><BR><BR>ux <BR><BR><BR><BR>dovrete immaginare una u con sopra un accento circonflesso capovolto. <BR><BR><BR><BR>Per poter visualizzare e stampare queste lettere speciali col loro <BR><BR>aspetto "vero", e' necessario installare sul proprio computer un <BR><BR>"font" (cioe' una serie di caratteri) che le comprenda. Se volete <BR><BR>procurarvi (gratuitamente) questi font, chiedete informazioni al <BR><BR>vostro insegnante. Sappiate che esistono altre convenzioni su <BR><BR>internet, ma sono meno usate. <BR></FONT></SPAN><BR><BR><BR><FONT face="MS Sans Serif">PRIMA LEZIONE <BR><BR><BR>1. UNO SGUARDO PRELIMINARE <BR><BR>2. UN AIUTO PER I PRIMI ESERCIZI <BR><BR>3. EKZERCOJ <BR><BR><BR><BR>1. UNO SGUARDO PRELIMINARE <BR><BR><BR><BR>Tutto cio' che viene scritto qui di seguito verra' ripreso piu' <BR><BR>avanti, quindi non preoccupatevi se non ricordate tutto subito! <BR><BR><BR><BR>Una lingua ruota tutta intorno a cose (sostantivi) e azioni (verbi) <BR><BR>che agiscono su altre cose. <BR><BR><BR><BR>Una cosa... Agisce su... Un'altra cosa <BR><BR><BR><BR>birdo kaptas... insekton. <BR><BR>Un uccello cattura... un insetto. <BR><BR><BR><BR>SOGGETTO (nome) VERBO OGGETTO (nome) <BR><BR><BR><BR>In esperanto la funzione di ogni parola nella frase e' indicata <BR><BR>dalla desinenza (cioe' dalla parte finale) della parola stessa. <BR><BR><BR><BR>Per esempio, tutti i nomi finiscono con la desinenza '-o', alla <BR><BR>quale si aggiunge 'j' per indicare il plurale e 'n' per indicare <BR><BR>l'oggetto: <BR><BR><BR><BR>| SOGGETTO | OGGETTO <BR><BR>----------|--------------------|---------- <BR><BR>SINGOLARE | -o | -on <BR><BR>----------|--------------------|---------- <BR><BR>PLURALE | -oj | -ojn <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Gli aggettivi funzionano allo stesso modo, ma al posto <BR><BR>della '-o' usano la desinenza '-a': <BR><BR><BR><BR>| SOGGETTO | OGGETTO <BR><BR>----------|--------------------|---------- <BR><BR>SINGOLARE | -a | -an <BR><BR>----------|--------------------|---------- <BR><BR>PLURALE | -aj | -ajn <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Esempio: <BR><BR><BR><BR>flavAJ birdOJ kaptas nigrAN insektON. <BR><BR>degli uccelli gialli catturano un insetto nero. <BR><BR><BR><BR>Se un nome o un aggettivo fa parte del soggetto (e quindi non ha <BR><BR>la desinenza -N), si puo' dire anche che e' nel caso "nominativo". <BR><BR><BR><BR>Se invece il nome o l'aggettivo fa parte dell'oggetto (e quindi ha <BR><BR>la desinenza -N), si dice che e' nel caso "accusativo". <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Ora completiamo l'elenco delle desinenze (naturalmente le <BR><BR>spiegheremo tutte nelle lezioni seguenti): <BR><BR><BR><BR>-o sostantivi (con le varianti di cui sopra) <BR><BR><BR><BR>-a aggettivi (con le varianti di cui sopra) <BR><BR><BR><BR>-e avverbi <BR><BR><BR><BR>-i verbi all'infinito <BR><BR><BR><BR>-u verbi al volitivo (imperativo e congiuntivi esortativi) <BR><BR><BR><BR>Vediamo i verbi piu' da vicino. Per mostrare il tempo in cui <BR><BR>un'azione avviene, si attacca alla radice del verbo una delle <BR><BR>seguenti desinenze: <BR><BR><BR><BR>tempo presente -as descrive cosa sta accadendo adesso <BR><BR><BR><BR>tempo passato -is descrive un'azione gia' compiuta <BR><BR><BR><BR>tempo futuro -os descrive un'azione che deve ancora iniziare <BR><BR><BR><BR>condizionale -us descrive un'azione ipotetica <BR><BR><BR><BR>volitivo -u descrive un comando, un desiderio, ecc. <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Esempi: <BR><BR><BR><BR>Birdoj kaptis insektojn. <BR><BR>Degli uccelli hanno catturato degli insetti. <BR><BR><BR><BR>Birdoj kaptos insektojn. <BR><BR>Degli uccelli cattureranno degli insetti <BR><BR><BR><BR>Si noti che 'kaptis' in questa frase puo' essere reso anche come <BR><BR>'catturarono'. Torneremo sui verbi in una lezione piu' avanti. <BR><BR>Cio' che importa qui e' che tutti i verbi (compreso il verbo <BR><BR>'essere') seguono queste regole, senza eccezioni. <BR><BR><BR><BR>Ancora un momento sui sostantivi e sugli articoli. In esperanto, i <BR><BR>sostantivi non hanno genere (non esistono desinenze maschili o <BR><BR>femminili, come in italiano o in altre lingue; la differenziazione <BR><BR>tra maschile e femminile viene resa in altro modo). <BR><BR><BR><BR>In esperanto c'e' un'unica parola, "la", per rendere l'articolo <BR><BR>determinativo (in italiano: "il", "lo", "la", "i", "gli", "le"): <BR><BR><BR><BR>la virino = la donna <BR><BR>la birdo = l'uccello <BR><BR>la insektoj = gli insetti <BR><BR><BR><BR>Invece l'articolo indeterminativo (in italiano: "un", "uno", "una") <BR><BR>in esperanto non si esprime, lo si sottintende: <BR><BR><BR><BR>birdo = un uccello <BR><BR>virinoj = delle donne, oppure le donne in generale <BR><BR><BR><BR>Quindi distinguiamo: <BR><BR><BR><BR>Birdoj kaptas insektojn. <BR><BR><BR><BR>da <BR><BR><BR><BR>La birdo kaptis la insekton. <BR><BR><BR><BR>Nel primo caso, sono uccelli e insetti del tutto ipotetici. E' <BR><BR>un'affermazione di valore generale. Nel secondo caso, sono gia' <BR><BR>noti al parlante e all'ascoltatore (per fare un esempio, due ragazzi <BR><BR>sono rimasti a guardare come quell'uccello finalmente ha catturato <BR><BR>l'insetto a cui dava la caccia). <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Abbiamo visto come si formano le parole (morfologia). Una breve nota <BR><BR>sintattica, ora. In esperanto l'ordine delle parole conta molto meno <BR><BR>che in italiano. Per esempio, le frasi seguenti descrivono tutte la <BR><BR>medesima azione (viene data solo un'enfasi differente): <BR><BR><BR><BR>Viro legas libron. Viro libron legas. <BR><BR>Libron legas viro. Libron viro legas. <BR><BR>Legas viro libron. Legas libron viro. <BR><BR><BR><BR>Un uomo legge un libro. <BR><BR><BR><BR>Proviamo a cambiare l'ordine della stessa frase in italiano e vediamo <BR><BR>quanto nella nostra lingua l'ordine delle parole sia rigido: <BR><BR><BR>
<BR>Un uomo legge un libro. *Un uomo un libro legge. <BR><BR>Un libro legge un uomo. *Un libro un uomo legge. <BR><BR>*Legge un uomo un libro. *Legge un libro un uomo. <BR><BR><BR><BR>Ben quattro delle combinazioni sono sgrammaticate (quelle indicate con <BR><BR>l'asterisco), mentre le due combinazioni corrette grammaticamente hanno <BR><BR>significati profondamente diversi. Inoltre la seconda combinazione, <BR><BR>pur corretta grammaticalmente, e' assurda. <BR><BR><BR><BR>Qui di seguito presentiamo alcune parole in esperanto, ciascuna con <BR><BR>la sua radice e la sua desinenza principale: per esempio la parola <BR><BR>"forgesi" ("dimenticare") e' formata dalla radice "forges-" e dalla <BR><BR>desinenza "-i" (verbo all'infinito). <BR><BR><BR><BR>Negli esempi mettiamo un trattino per separare la radice dalla <BR><BR>desinenza ("forges-i"), ma normalmente in esperanto le si scrive <BR><BR>unite ("forgesi"). <BR><BR><BR><BR>Si noti come la maggior parte delle radici assomigli a parole <BR><BR>italiane, ma non mancano radici di provenienza germanica e slava. <BR><BR><BR><BR>Radici nominali Radici verbali Radici aggettivali <BR><BR><BR><BR>amik-o (amico) far-i (fare) varm-a (caldo) <BR><BR>fil-o (figlio) forges-i (dimenticare) alt-a (alto) <BR><BR>frat-o (fratello) mangx-i (mangiare) bel-a (bello) <BR><BR>libr-o (libro) trink-i (bere) long-a (lungo) <BR><BR>knab-o (ragazzo) vend-i (vendere) dolcx-a (dolce) <BR><BR>patr-o (padre) vid-i (vedere) san-a (sano) <BR><BR>kaf-o (caffe') venk-i (vincere) ver-a (vero) <BR><BR><BR><BR>Si noti come, partendo da una stessa radice e mettendo varie <BR><BR>desinenze al posto di quella principale, si possano formare <BR><BR>molte parole diverse. <BR><BR><BR><BR>Esempi: <BR><BR><BR><BR>venk-i vincere bel-a bello <BR><BR>venk-o vittoria bel-o bellezza <BR><BR>venk-a vittorioso bel-i essere bello <BR><BR>venk-e vittoriosamente bel-e in maniera bella <BR><BR><BR><BR>Questo meccanismo non sempre e' immediato, dipende dalla radice. <BR><BR>E' pero' importantissimo, perche' permette con poche radici <BR><BR>di esprimere moltissimi significati. <BR><BR><BR><BR>Non preoccupatevi, ci ritorneremo. Costruire parole e' utile per <BR><BR>ordinare i concetti e, perche' no? anche divertente. <BR><BR><BR><BR><BR><BR>In esperanto ad ogni lettera corrisponde un solo suono, sempre. <BR><BR>Le cinque vocali (a, e, i, o, u) e anche la maggior parte delle <BR><BR>consonanti si pronunciano come in italiano. Piu' precisamente, <BR><BR>sono identiche all'italiano: b, d, f, k, l, m, n, p, r, t, v. <BR><BR>Invece bisogna fare attenzione alle seguenti: <BR><BR><BR><BR>C sempre come la 'z' dura in 'marzo' <BR><BR>(biciklo, leciono) <BR><BR><BR><BR>Cx sempre dolce come in 'cena' <BR><BR>(cxelo, cxarma) <BR><BR><BR><BR>G sempre glottidale come in 'gatto' <BR><BR>(globo, granda) <BR><BR><BR><BR>Gx sempre dolce come in 'gelato' <BR><BR>(gxardeno, gxoja) <BR><BR><BR><BR>H sempre pronunciata, come nell'inglese 'hello' <BR><BR>(hotelo, homo) <BR><BR><BR><BR>Hx fortemente pronunciata, come nel tedesco 'Bach' o nello <BR><BR>spagnolo 'Juan' <BR><BR>(cxehxo, ehxo, hxoro) <BR><BR><BR><BR>Jx come la 'j' francese di 'jour' o come la trascrizione <BR><BR>'zh' del russo 'Brezhnev' e 'Zhivago' <BR><BR>(jxazo, jxongli) <BR><BR><BR><BR>S sempre sibilante come in 'rosso' <BR><BR>(somero, serpento) <BR><BR><BR><BR>Sx sempre come 'sc' in 'scena' <BR><BR>(sxanco, sxangxi) <BR><BR><BR><BR>Z come la 's' in 'rosa' <BR><BR>(zigomo, zorgi) <BR><BR><BR><BR>Infine, in esperanto esistono due semiconsonanti: <BR><BR><BR><BR>J si pronuncia come la 'i' italiana in 'paio' <BR><BR>(jogurto, ejo) <BR><BR><BR><BR>Ux come la 'u' italiana in 'Claudio' <BR><BR>(auxto, Auxstralio, Euxropo) <BR><BR><BR><BR>Queste due lettere non si considerano vocali, quindi su di esse non <BR><BR>cade mai l'accento. <BR><BR><BR><BR>L'accento cade sempre sulla penultima sillaba, cioe' sulla penultima <BR><BR>vocale. <BR><BR><BR><BR>Attenzione ai 'falsi omofoni' come: <BR><BR><BR><BR>telefOno (e non *telEfono) rapIda (e non *rApida) <BR><BR><BR><BR>In esperanto non esistono le seguenti lettere: Q, W, X, Y. <BR><BR><BR><BR><BR><BR>********************************************************************* <BR><BR><BR><BR>2. UN AIUTO PER I PRIMI ESERCIZI <BR><BR><BR><BR>Leggete la prima lezione tutta d'un fiato, ma prima di cimentarvi con <BR><BR>gli esercizi qui di seguito, provate le seguenti traduzioni e <BR><BR>controllatele con noi. <BR><BR><BR><BR>Altre radici nominali <BR><BR><BR><BR>lakto (latte) <BR><BR>kuko (torta) <BR><BR>pano (pane) <BR><BR>sukero (zucchero) <BR><BR>teo (te') <BR><BR>kuiri (cucinare) <BR><BR><BR><BR>Abbiamo aggiunto alcune radici e desinenze per aiutarvi. <BR><BR><BR><BR>1. L'amico vendera' (del) latte. ('del' non va tradotto) <BR><BR><BR><BR>lakton. <BR><BR><BR><BR>2. La madre beve (del) caffe' con latte e zucchero. <BR><BR><BR><BR>La patrino -n kun kaj <BR><BR><BR><BR>3. Gli insegnanti hanno dimenticato il te'. <BR><BR><BR><BR>-j -n. <BR><BR><BR><BR>4. I ragazzi cucineranno la torta. <BR><BR><BR><BR>-n. <BR><BR><BR><BR>5. La knabinoj vidos la instruiston. [knabinoj = ragazze] <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>6. La instruisto vidis la knabinojn. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>7. La filoj trinkas teon sen lakto. [sen = senza] <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>8. La birdoj vidis la insektojn. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>9. Tradurre in italiano (-a sta per aggettivo) <BR><BR><BR><BR>fisxo = pesce <BR><BR>fisxa = <BR><BR><BR><BR><BR><BR>9. Tradurre in italiano (-a sta per aggettivo) <BR><BR><BR><BR>cxevalo = cavallo <BR><BR>cxevala = <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Dopo esservi cimentati con queste frasi, eseguite gli esercizi della <BR><BR>prima lezione. Se c'e' qualcosa che non avete capito, assicuratevi di <BR><BR>richiederlo al vostro insegnante. <BR><BR><BR><BR>Noi cercheremo di essere solleciti, ma voi siate pazienti, e <BR><BR>soprattutto: <BR><BR><BR><BR>Bonvenon al esperanto (Benvenuti all'esperanto)! <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Soluzioni degli esercizi di cui sopra. <BR><BR><BR><BR>1. La amiko vendos lakton. <BR><BR>2. Patrino trinkas kafon kun lakto kaj sukero. <BR><BR>3. La instruistoj forgesis la teon. <BR><BR>4. La knaboj kuiros la kukon. <BR><BR>5. Le ragazze vedranno l'insegnante. <BR><BR>6. L'insegnante ha visto (vide) le ragazze. <BR><BR>7. I figli bevono del te' senza latte. <BR><BR>8. Gli uccelli hanno visto (videro) gli insetti. <BR><BR>9. fisxa = ittico <BR><BR>10. cxevala = equino, equestre, ippico. <BR><BR><BR><BR>********************estrai il testo da qui*************************** <BR><BR><BR><BR>3. EKZERCOJ, Leciono Unua (Esercizi, Prima lezione) <BR><BR><BR><BR>Prendetevi il tempo di cui avete bisogno per tradurre le frasi <BR><BR>seguenti in esperanto. Scrivete le vostre risposte nelle righe poste <BR><BR>tra le domande. <BR><BR><BR><BR>Esempi: <BR><BR><BR><BR>Gli uomini hanno-venduto (delle) torte. <BR><BR>La viroj vendis kukojn. <BR><BR><BR><BR>L' uomo ha-venduto una torta. <BR><BR>La viro vendis kukon. <BR><BR><BR><BR>[Nota] <BR><BR><BR><BR><BR><BR>1. Il padre cucina (una) torta. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>2. Il ragazzo mangera' la torta. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>3. Il figlio ha-dimenticato il latte. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>4. I ragazzi bevono te'. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>5. L'amico ha-venduto (del) pane. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>6. L'insegnante vede (un) ragazzo. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>7. Il figlio ha (un) amico. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>8. Il fratello ha-fatto (del) pane. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>9. I ragazzi mangeranno la torta. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>10. Il padre ha-dimenticato lo zucchero. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>11. I ragazzi hanno (degli) amici. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>12. I figli hanno visto il pane. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>13. I frat
elli vendono zucchero. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>14. L'insegnante dimentica il ragazzo. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>15. L'amico berra' (del) latte. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>16. I figli cucinano (delle) torte. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>17. Il padre vendera' la torta. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>18. L'amico ha-mangiato (del) pane. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>19. I ragazzi vedranno gli insegnanti. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>20. Gli insegnanti bevono caffe'. <BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo fino a qui************************** <BR><BR><BR><BR>Numeri e colori: <BR><BR><BR><BR><BR><BR>0 nulo <BR><BR>1 unu flava giallo <BR><BR>2 du verda verde <BR><BR>3 tri blua blu <BR><BR>4 kvar blanka bianco <BR><BR>5 kvin nigra nero <BR><BR>6 ses griza grigio <BR><BR>7 sep bruna marrone <BR><BR>8 ok rugxa rosso <BR><BR>9 naux ('gx' come in 'gelato', 'gentile' <BR><BR>10 dek 'z' come in 'rosa') <BR><BR>11 dek unu <BR><BR>... <BR><BR>20 dudek <BR><BR>21 dudek unu <BR><BR>... <BR><BR>30 tridek <BR><BR>31 tridek unu <BR><BR>... <BR><BR><BR><BR>100 cent (pronuncia 'zent' con 'c' come la 'z' di 'marzo') <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>SECONDA LEZIONE <BR><BR>Rivediamo brevemente le desinenze incontrate finora: <BR><BR><BR><BR>soggetto (nome) azione (verbo) oggetto (nome) <BR><BR>-o -as -on <BR><BR>-is <BR><BR>-oj -os -ojn <BR><BR><BR><BR>Ora diamo un'occhiata a come descrivere le cose: un BUON caffe', un <BR><BR>te' CALDO... <BR><BR><BR><BR>Una parola che descrive un nome, come 'buon' o 'caldo', in <BR><BR><BR><BR>grammatica viene chiamata 'aggettivo'. In esperanto, come abbiamo <BR><BR>gia' accennato, gli aggettivi terminano con la desinenza '-a'. <BR><BR><BR><BR>Come in italiano e in molte altre lingue, la desinenza dell'aggettivo <BR><BR>deve concordare con il nome a cui e' riferito. Se il nome e' plurale, <BR><BR>(desinenza '-j') l'aggettivo andra' anch'esso al plurale. Se il nome <BR><BR>e' all'accusativo (desinenza '-n'), l'aggettivo andra' anch'esso <BR><BR>all'accusativo. <BR><BR><BR><BR>soggetto azione oggetto <BR><BR>bona patro havos bonan filon <BR><BR>un buon padre avra' un buon figlio <BR><BR><BR><BR>bonaj patroj havas bonajn filojn <BR><BR>i padri buoni hanno figli buoni <BR><BR><BR><BR>Attenzione: diversamente dall'italiano, l'aggettivo non dipende <BR><BR>dal genere maschile o femminile: <BR><BR><BR><BR>un bravo ragazzo = bona knabo <BR><BR>una brava ragazza = bona knabino <BR><BR><BR><BR>Vocabolario: in ogni lezione introduciamo circa venti nuove parole; <BR><BR>cercate di impararle e non dimenticate di ripassare le parole della <BR><BR>lezione precedente. Le parole seguenti servono per impratichirsi su <BR><BR>cio' che avete appena imparato. <BR><BR><BR><BR>Vocabolario, seconda lezione: <BR><BR><BR><BR>Aggettivi Nomi Verbi <BR><BR><BR><BR>bela (bello) akvo (acqua) ami (amare) <BR><BR>granda (grande) butiko (negozio) lavi (lavare) <BR><BR>nova (nuovo) limonado (limonata) peti (chiedere per <BR><BR>ottenere) <BR><BR>sana (sano) papero (carta) porti (portare, <BR><BR>indossare) <BR><BR>seka (secco) plumo (penna) renkonti (incontrare) <BR><BR>varma (caldo) taso (tazza) skribi (scrivere) <BR><BR><BR><BR>Gli esercizi di questa lezione sono divisi in tre parti. <BR><BR><BR><BR>********************estrai il testo da qui*************************** <BR><BR><BR><BR>Ekzercoj, Leciono Dua (parto unua) <BR><BR><BR><BR>1. (Un) ragazzo sano beve (del) latte caldo. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>2. Il negozio nuovo vende (dei) biscotti secchi. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>3. L'insegnante ha incontrato i nuovi amici. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>4. I buoni amici cucineranno (una) buona torta. <BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo fino a qui************************** <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>Promemoria: <BR><BR>-a -o -as -an -on <BR><BR>-aj -oj -is -ajn -ojn <BR><BR>-os <BR><BR><BR><BR>Le poche radici che abbiamo imparato finora non ci consentono di <BR><BR>variare molto questi esercizi, ma in esperanto, grazie al sistema <BR><BR>di costruzione delle parole, possiamo crearne molte usando pochi <BR><BR>elementi. <BR><BR><BR><BR>Per esempio, il prefisso "mal-" indica il contrario. Percio' avremo: <BR><BR><BR><BR>bona = buono malbona = cattivo <BR><BR>pura = pulito malpura = sporco <BR><BR>sana = sano malsana = malato <BR><BR>ami = amare malami = odiare <BR><BR>amiko = un amico malamiko = un nemico <BR><BR><BR><BR>Il suffisso "-in-", invece, indica il femminile: <BR><BR><BR><BR>patro = padre patrino = madre <BR><BR>kato = gatto katino = gatta <BR><BR>viro = uomo virino = donna <BR><BR>knabo = ragazzo knabino = ragazza <BR><BR><BR><BR>Il suffisso "-in-" deriva dal tedesco (Student = studente, <BR><BR>Studentin = studentessa). <BR><BR><BR><BR>I prefissi e suffissi si possono anche attaccare direttamente <BR><BR>a una desinenza, ottenendo, per esempio: <BR><BR><BR><BR>mala = contrario (aggettivo) <BR><BR>malo = il contrario (nome) <BR><BR>male = al contrario (avverbio) <BR><BR><BR><BR>ino = femmina <BR><BR>ina = femminile <BR><BR><BR><BR>"kato" indica un gatto maschio o un gatto di sesso imprecisato; <BR><BR>se vogliamo marcare il fatto che e' un maschio, possiamo usare la <BR><BR>radice "vir-" come un prefisso: <BR><BR><BR><BR>vira = maschile <BR><BR>virkato = un gatto maschio <BR><BR><BR><BR>Per parlare del sesso maschile possiamo anche sfruttare il prefisso <BR><BR>"mal-": <BR><BR><BR><BR>ino = femmina <BR><BR>malino = maschio (il contrario di femmina) <BR><BR><BR><BR>Attenzione: non e' obbligatorio specificare sempre il sesso. <BR><BR>Per esempio, per dire "Giovanna e' un'insegnante", possiamo dire <BR><BR><BR><BR>Giovanna estas instruistino <BR><BR><BR><BR>ma anche, semplicemente, <BR><BR><BR><BR>Giovanna estas instruisto. <BR><BR><BR><BR>********************estrai il testo da qui*************************** <BR><BR><BR><BR>Ekzercoj, Leciono Dua (parto dua) <BR><BR><BR><BR>5. La ragazza piccola ha incontrato le sorelle brutte. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>6. La tazza vecchia ha (della) limonata nuova. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>7. La tazza nuova ha (del) latte vecchio. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>8. La madre lavera' le tazze piccole. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>9. Il ragazzo piccolo ha portato (del) pane nuovo. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>10. (Dell')acqua lava (un) ragazzo piccolo. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo fino a qui************************** <BR><BR><BR><BR>La parola "ne" corrisponde sia all'italiano "no", sia all'italiano <BR><BR>"non": <BR><BR><BR><BR>ne havi = non avere; ne fari = non fare <BR><BR><BR><BR>"Ne" funziona anche come prefisso: <BR><BR><BR><BR>nemulta = non molto <BR><BR>neesperantisto = uno che non parla l'esperanto <BR><BR><BR><BR>Non confondete "ne-" con "mal-". Per chiarire la differenza, facciamo <BR><BR>un esempio: <BR><BR><BR><BR>utila = utile <BR><BR>neutila = inutile <BR><BR>malutila = dannoso <BR><BR><BR><BR>"mal-" indica il contrario, mentre "ne-" nega soltanto. <BR><BR><BR><BR>Introduciamo ora i pronomi in rapporto ai verbi. Ricordate che il <BR><BR>verbo essere dell'esempio si comporta come tutti gli altri: <BR><BR><BR><BR>Forma generica (infinito) essere esti <BR><BR><BR><BR>Indicativo presente (forma in -as) io sono mi estas <BR><BR>tu sei vi estas <BR><BR>egli e' li estas <BR><BR>ella e' sxi estas <BR><BR>esso e' gxi estas <BR><BR>noi siamo ni estas <BR><BR>voi siete vi estas <BR><BR>essi sono ili estas <BR><BR>si e' (impersonale) oni estas <BR><BR><BR><BR>Per chi sa un po' d'inglese: notare la somiglianza dei pronomi. <BR><BR><BR><BR>sxi si pronuncia "sci" (inglese: she) <BR><BR><BR><BR>gxi si pronuncia "gi" <BR><BR><BR><BR>vi e' sia singolare che plurale (inglese: you) <BR><BR><BR><BR>In esperanto non si da' del lei, si da' del tu. Se si vuole portare <BR><BR>rispetto, si chiamano le pe
rsone per cognome, con anteposto <BR><BR><BR><BR>Sinjoro (abbreviato s-ro) = Signore <BR><BR>Sinjorino (abbreviato s-ino) = Signora <BR><BR>Frauxlino (abbreviato f-ino) = Signorina <BR><BR><BR><BR>Ma se preferite, potete anche non usare mai "frauxlino", <BR><BR>e chiamare "sinjorino" anche le donne non sposate. <BR><BR><BR><BR>Un'altra notazione. Nonostante non finiscano in -o, anche i pronomi <BR><BR>personali, quando sono all'accusativo, prendono la solita "-n": <BR><BR><BR><BR>La patrino lavas la knabon. Sxi lavas lin. <BR><BR>La madre lava il ragazzo. Lei lo lava. <BR><BR><BR><BR>Ora che abbiamo imparato i pronomi personali: <BR><BR><BR><BR>mi vi li sxi gxi ni vi ili oni <BR><BR>io tu egli ella esso noi voi essi si <BR><BR><BR><BR>possiamo formare gli aggettivi possessivi: <BR><BR><BR><BR>mia mio, mia <BR><BR>via tuo, tua <BR><BR>lia suo, sua (di lui) <BR><BR>sxia suo, sua (di lei) <BR><BR>gxia suo, sua (di un oggetto inanimato) <BR><BR>nia nostro, nostra <BR><BR>via vostro, vostra <BR><BR>ilia loro <BR><BR>onia di qualcuno (esistono anche altri modi per esprimerlo) <BR><BR><BR><BR>Sono aggettivi perche' modificano, aggiungono informazioni <BR><BR>al nome a cui sono attaccati. <BR><BR><BR><BR>Mia plumo = la mia penna. <BR><BR><BR><BR>Si noti che, come in inglese, se c'e' un aggettivo possessivo <BR><BR>non si deve mettere l'articolo: "la mia penna" si dice <BR><BR>"mia plumo", non "la mia plumo". <BR><BR><BR><BR>Per il resto, i possessivi seguono le stesse regole degli <BR><BR>altri aggettivi: <BR><BR><BR><BR>Mia amiko amas mian fratinon. <BR><BR><BR><BR>Miaj amikoj amas miajn fratinojn. <BR><BR><BR><BR>********************estrai il testo da qui*************************** <BR><BR><BR><BR>Ekzercoj, Leciono Dua (parto tria) <BR><BR><BR><BR>11. Ho dimenticato (la) mia penna. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>12. Non abbiamo carta. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>13. Mia figlia ha chiesto (del) latte caldo. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>14. (Il) suo (di lei) vecchio amico non ha scritto. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>15. Incontrerai (i) loro vecchi amici. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>16. Lei avra' (dell')acqua calda. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>17. (Il) tuo nuovo insegnante ha dimenticato (il) tuo zucchero. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>18. I ragazzi odiano (il) nostro nuovo insegnante. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>19. Essi vendono te' e (= kaj) caffe'. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>20. Venderemo (la) torta di lei e (le) penne di lui. <BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo fino a qui************************** <BR><BR><BR><BR>Non dimenticare di aggiungere al testo estratto e completato il tuo <BR><BR>nome e il tuo indirizzo di posta elettronica. Spedisci questi <BR><BR>esercizi all'indirizzo del tuo insegnante indicato nella lettera di <BR><BR>benvenuto. Indica come soggetto: 'CGE ekz 2'. <BR><BR><BR><BR>LA CURIOSITA' <BR><BR><BR><BR>Molti si stupiscono della scelta degli accenti circonflessi ^ su <BR><BR>alcune lettere. Quando Zamenhof scriveva, la lingua internazionale <BR><BR>era il francese e percio' le tastiere delle macchine da scrivere <BR><BR>avevano, appunto, gli accenti circonflessi. Nessuno avrebbe pensato <BR><BR>che in meno di cento anni si sarebbe imposto l'inglese. Chissa' fra <BR><BR>cent'anni cosa accadra'! <BR><BR><BR><BR>In esperanto gli accenti circonflessi vengono chiamati "cappellini" <BR><BR>(cxapeletoj). Prima della rivoluzione informatica, sui giornali <BR><BR>ciclostilati, venivano messi a mano, uno ad uno. <BR><BR><BR><BR>TERZA LEZIONE <BR>La seconda lezione e' stata intensa. Mettiamo un po' d'ordine a <BR><BR>quanto appreso: <BR><BR><BR><BR>soggetto azione oggetto <BR><BR><BR><BR>-o -as -on <BR><BR>-oj -is -ojn <BR><BR>-os <BR><BR><BR><BR>Esempi: <BR><BR><BR><BR>Mia patrino lavas mian fraton <BR><BR><BR><BR>Niaj fratinoj vidis viajn instruistinojn <BR><BR><BR><BR>L'ordine "soggetto - verbo - oggetto" e' quello piu' usato, ma non <BR><BR>e' obbligatorio: potete cambiarlo per sottolineare maggiormente un <BR><BR>elemento, e il significato della frase restera' chiaro perche' il <BR><BR>ruolo di ogni parola (nome, aggettivo, avverbio...) e' sempre <BR><BR>indicato dalle varie desinenze. <BR><BR><BR><BR>Vediamo un paio di esempi con diverso ordine delle parole e <BR><BR>rispondiamo ad un paio di domande (ricorda di fare attenzione alla <BR><BR>finale di parola). <BR><BR><BR><BR><BR><BR>********************estrai il testo da qui*************************** <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Ekzercoj, Leciono Tria (parto unua) <BR><BR><BR><BR>1. Mian fraton lavis mia patrino. <BR><BR><BR><BR>Chi viene lavato? <BR><BR>Chi ha compiuto l'azione di lavare? <BR><BR><BR><BR>2. Instruistinojn viajn fratinoj niaj vidis. <BR><BR><BR><BR>Chi e' che ha visto? <BR><BR>Chi e' stato visto? <BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo fino a qui************************** <BR><BR><BR><BR>Andiamo avanti, ora. Ecco le parole nuove della terza lezione. <BR><BR><BR><BR>Vocaboli, lezione tre <BR><BR><BR><BR>Nomi Verbi (all'infinito) Aggettivi <BR><BR>horo (un'ora) atendi (attendere) blanka (bianco) <BR><BR>jaro (un anno) fumi (fumare) blua (blu) <BR><BR>mateno (un mattino) kuri (correre) bruna (marrone) <BR><BR>minuto (un minuto) sati (essere sazio) flava (giallo) <BR><BR>nokto (una notte) promeni (passeggiare) griza (grigio) <BR><BR>semajno (una settimana) respondi (rispondere) nigra (nero) <BR><BR>tago (un giorno) soifi (aver sete) rugxa (rosso) <BR><BR>vespero (una sera) vivi (vivere) verda (verde) <BR><BR>demandi (domandare) <BR><BR><BR><BR>Nota la differenza tra "demandi" (domandare, chiedere per sapere) <BR><BR>e "peti" (chiedere per ottenere qualcosa - vedi "petizione"). <BR><BR><BR><BR>Ricorda anche che la "j" si pronuncia come la "i" in "paio"; cioe' <BR><BR>non costituisce mai una sillaba e non ci cade mai l'accento. <BR><BR><BR><BR>Gli avverbi sono i modificatori dei verbi cosi' come gli aggettivi <BR><BR>lo sono dei nomi. Si usano molto in esperanto, piu' che in italiano, <BR><BR>e precisano le circostanze dell'azione (come, dove, quando essa <BR><BR>avviene). <BR><BR><BR><BR>In esperanto, gli avverbi si ottengono prendendo una radice <BR><BR>(aggettivale, nominale o verbale) e aggiungendo la desinenza "-e". <BR><BR><BR><BR>Vediamo ancora qualche esempio: <BR><BR><BR><BR>sano = salute <BR><BR>sxi havas bonan sanon = lei ha una buona salute <BR><BR><BR><BR>sana = sano <BR><BR>sxi estas sana = lei e' sana <BR><BR><BR><BR>sani = essere sano <BR><BR>sxi sanas = lei e' sana <BR><BR><BR><BR>sane = in modo sano <BR><BR>sxi sane vivas = lei vive in modo sano <BR><BR><BR><BR>Gli avverbi di solito precedono i verbi, cosi' come gli aggettivi di <BR><BR>solito procedono i nomi che descrivono. Le nostre frasi diventano <BR><BR>sempre piu' ricche di elementi. Tipicamente l'ordine sara': <BR><BR><BR><BR>soggetto avverbio verbo oggetto <BR><BR>-a -o -e -as -an -on <BR><BR>-aj -oj -is -ajn -ojn <BR><BR>-os <BR><BR><BR><BR>Esempio: <BR><BR><BR><BR>La juna instruistino longe riprocxis la maldiligentajn lernantojn <BR><BR>La giovane insegnante rimprovero' a lungo gli allievi negligenti <BR><BR><BR><BR><BR><BR>********************estrai il testo da qui*************************** <BR><BR><BR><BR>Ekzercoj, Leciono Tria (parto dua) <BR><BR><BR><BR>3. Mio fratello fara'-una-passeggiata in-mattinata. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>4. (L')amico di lui ha risposto con-calore. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>5. La penna marrone scrive bene. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>6. L'insegnante corre male. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>7. Nostro padre fuma di-sera. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>8. Lui ama lei. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>9. Lui ama (la) sorella di lei. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>10. Lei ama lui. <BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo fino a qui************************** <BR><BR><BR><BR>I numeri cardinali (uno, due tre...) in esperanto sono: <BR><BR><BR><BR>nulo 0 dek 10 tridek 30 <BR><BR>unu 1 dek unu 11 tride
k unu 31 <BR><BR>du 2 dek du 12 tridek du 32 <BR><BR>tri 3 dek tri 13 ... <BR><BR>kvar 4 dek kvar 14 kvardek 40 <BR><BR>kvin 5 ... kvindek 50 <BR><BR>ses 6 e cosi' via sesdek 60 <BR><BR>sep 7 dudek 20 cent 100 <BR><BR>ok 8 dudek unu 21 mil 1 000 <BR><BR>naux 9 ... miliono 1 000 000 <BR><BR><BR><BR>In esperanto i numeri cardinali sono invariabili: non prendono <BR><BR>mai il plurale '-j'e l'accusativo 'n' <BR><BR><BR><BR>I numeri ordinali (primo, secondo, terzo...) in esperanto sono <BR><BR>normali aggettivi: si formano con la desinenza '-a' e possono avere <BR><BR>il plurale '-j' e l'accusativo '-n'. <BR><BR><BR><BR>unua primo dudeka ventesimo <BR><BR>dua secondo sepdekunua settantunesimo <BR><BR>tria terzo centa centesimo <BR><BR><BR><BR>Usando la desinenza '-e' degli avverbi, otterremo: <BR><BR><BR><BR>unue (in primo luogo, per primo, per prima cosa) <BR><BR>due <BR><BR>trie <BR><BR>kvare <BR><BR><BR><BR>Usando la desinenza '-o' dei nomi, avremo: <BR><BR><BR><BR>unuo una unita' kvaro un gruppo di quattro <BR><BR>duo una coppia ... <BR><BR>trio una tripletta <BR><BR><BR><BR><BR><BR>********************estrai il testo da qui*************************** <BR><BR><BR><BR>Ekzercoj, Leciono Tria (parto tria) <BR><BR><BR><BR>11. Il primo uomo ama la seconda donna. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>12. La seconda donna odia il primo uomo. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>13. Due ragazzi hanno chiesto in-primo-luogo tre biscotti. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>14. In-secondo-luogo essi hanno chiesto una limonata. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>15. Il negozio ha cucinato del pane nero cattivo. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>16. Il negozio cucina male il pane nero. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo fino a qui************************** <BR><BR><BR><BR>I verbi intransitivi non fanno passare l'azione da un soggetto ad un <BR><BR>oggetto; invece, sono usati per mostrare lo stato del soggetto. Gli <BR><BR>aggettivi e/o i nomi dopo i verbi intransitivi non costituiscono <BR><BR>un oggetto (e quindi NON hanno la desinenza -N), ma descrivono il <BR><BR>soggetto. Un esempio di verbo intransitivo e' il verbo essere: <BR><BR><BR><BR>Li estas sana. (oppure: li sanas). <BR><BR>Lui e' sano. <BR><BR><BR><BR>Sxi estas instruisto (oppure: instruistino). <BR><BR>Lei e' un'insegnante. <BR><BR><BR><BR>Dire "Sxi estas instruistoN" sarebbe sbagliato! <BR><BR><BR><BR><BR><BR>********************estrai il testo da qui*************************** <BR><BR><BR><BR>Ekzercoj, Leciono Tria (parto kvara) <BR><BR><BR><BR>17. Sessanta minuti formano (= sono) un'ora. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>18. Ventiquattro ore formano (= sono) un giorno. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>19. Sette giorni formano (= sono) una settimana. <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>20. Il terzo ragazzo e' il mio secondo figlio. <BR><BR><BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo fino a qui************************** <BR><BR><BR><BR><BR><BR>LA CURIOSITA' <BR><BR><BR><BR>Le lingue fonte da cui Zamenhof ha costruito l'esperanto sono: lo <BR><BR>jiddish, lingua-calco ebreo-germanica, la lingua della madre; il <BR><BR>russo, la lingua del padre; il polacco e il tedesco, le lingue della <BR><BR>vita quotidiana; il francese, la lingua internazionale; il latino e <BR><BR>il greco classico, le lingue dei colti; inoltre l'inglese, l'italiano <BR><BR>e lo spagnolo, come conoscenza solo libresca. Da tutte queste lingue <BR><BR>Z. ha preso il meglio e lo ha strutturato in un insieme unitario. <BR><BR>Rispetto a tutti i progetti di lingua pianificata che sono stati <BR><BR>tentati, quello di Z. e' l'unico che non seguisse un rigido criterio <BR><BR><BR><BR>etimologico (di solito prendendo solo radici latine) o criteri <BR><BR>filosofici (come le lingue apriori di Leibniz, Wilkins e di molti <BR><BR>altri eruditi). Per una panoramica approfondita su questo argomento, <BR><BR>si veda, anche in edizione economica: <BR><BR><BR><BR>ECO, La ricerca della lingua perfetta, 1993, Laterza <BR><BR><BR>QUARTA LEZIONE <BR>Diamo ora un'occhiata ai tipi di frase: affermazioni, domande si'/no <BR><BR>e risposte: <BR><BR><BR><BR>Una affermazione: La pano estas blanka. <BR><BR>Il pane e' bianco. <BR><BR><BR><BR>Una domanda: Cxu la pano estas blanka? <BR><BR>Il pane e' bianco? <BR><BR><BR><BR>La risposta (a) Jes, la pano estas bruna. <BR><BR>(b) Ne, la pano ne estas blanka, gxi estas nigra. <BR><BR><BR><BR>Nota: ogni domanda e' basata su un'affermazione; una volta preparata <BR><BR>l'affermazione, anteponiamo il dubitativo "cxu" (letteralm., "forse <BR><BR>che... ?"), e formuliamo la domanda si'/no: "l'affermazione e' vera <BR><BR>o falsa?" Si noti come l'italiano sia piu' sintetico dell'esperanto <BR><BR>- le parole non cambiano - ma come non si capisca, in un testo <BR><BR>scritto, da subito, se la frase e' una domanda. Il punto di domanda <BR><BR>rovesciato spagnolo risolve il problema per i testi scritti, ma <BR><BR>lascia all'intonazione la soluzione nel parlato. L'esperanto (che l' <BR><BR>ha mutuato dal polacco "czy", ma c'e' anche in latino: loquerisne <BR><BR>latine? alla lettera parli(tu)-domanda latinamente?) hanno un morfema <BR><BR>dedicato apposta a questo. Un esempio per vedere se e' chiaro: <BR><BR><BR><BR>Domanda in italiano: I ragazzi venderanno la torta? <BR><BR><BR><BR>Affermazione sottintesa: (I ragazzi venderanno la torta.) <BR><BR>(La knaboj vendos la kukon.) <BR><BR><BR><BR>Domanda in esperanto: Cxu la knaboj vendos la kukon? <BR><BR><BR><BR>Tutte le domande si'/no funzionano nello stesso modo. <BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo da qui****************************** <BR><BR><BR><BR>Ekzercoj, Leciono Kvara (parto unua) <BR><BR><BR><BR>Trasforma le seguenti affermative in domande si'/no: <BR><BR><BR><BR>Mia filo forgesis la teon. -> <BR><BR><BR><BR>Lia patro kuiras panon. -> <BR><BR><BR><BR>La tago estas griza. -> <BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo fino a qui************************** <BR><BR><BR><BR>Nelle prime tre lezioni abbiamo imparato come scrivere semplici frasi <BR><BR>affermative, e ora abbiamo imparato a porre domande si'/no e a <BR><BR>rispondere. Imparati i suoni dell'esperanto, potremo iniziare <BR><BR>conversazioni, nella lezione cinque. (Ricordati di completare gli <BR><BR>esercizi in fondo.) <BR><BR><BR><BR>Ecco l'alfabeto esperanto: <BR><BR><BR><BR>a b c cx d e f g gx h hx i j jx k l m n o p r s sx t u ux v z <BR><BR><BR><BR>Si noti che i nomi delle lettere (a, bi, ci, di) sono in -o come i <BR><BR>sostantivi salvo le cinque vocali: <BR><BR><BR><BR>a, bo, co, cxo, do, e, fo, go, gxo, ho, hxo, i, etc. <BR><BR><BR><BR>Si noti che la "j" e la "ux" sono considerate consonanti: percio' si <BR><BR>pronunceranno jo e uxo. <BR><BR><BR><BR>In italiano le lettere sono 21, in esperanto 28. L'esperanto non ha <BR><BR>le seguenti lettere dell'italiano e dell'inglese: q, w, x, y. <BR><BR>Ci sono inoltre 6 lettere con diacritici (segni aggiuntivi sopra le <BR><BR>lettere): <BR><BR><BR><BR>cx, gx, hx, jx, sx [tutti accenti circonflessi] <BR><BR>ux [segno di breve] <BR><BR><BR><BR><BR><BR>UNA GUIDA PER LA PRONUNCIA <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Ricorda, in esperanto: una lettera - un suono. Nessuna eccezione. <BR><BR><BR><BR>L'accento cade SEMPRE sulla penultima (attenzione quindi ai falsi <BR><BR>omofoni con l'italiano). <BR><BR><BR><BR><BR><BR>LE VOCALI <BR><BR><BR><BR>Le cinque vocali non sono un problema per gli italiani. Attenzione <BR><BR>pero' all'accento. Le vocali su cui cade l'accento sono maiuscole. <BR><BR>La colonna di destra esemplifica alcuni falsi omofoni. <BR><BR><BR><BR>a blANka sAna grAnda vArma skandAlo <BR><BR>e bEla plEna vErda pEti numEro <BR><BR>i vIvi Ami trInki fIlo tavOlo <BR><BR>o Ovo dOmo kIo nOva telefOno <BR><BR>u Unu plUmo sUno butIko unIka <BR><BR><BR><BR><BR><BR>LE CONSONANTI <BR><BR><BR><BR>Sono analoghe all'italiano: <BR><BR><BR><BR>b d f j l m n p r
t v <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Alcune lettere in italiano hanno due suoni, in esperanto percio' <BR><BR>corrispondono a due lettere distinte: <BR><BR><BR><BR>c si pronuncia 'ts' come in "razzo": dAnco leciOno bicIklo <BR><BR>cx si pronuncia come in "certo": cxAmbro sandvIcxo cxokolAdo <BR><BR><BR><BR>g si pronuncia come in "gatto": sagEto gustUmi geografIo <BR><BR>gx si pronuncia come in "gesto": mAngxi lOgxi sEgxo <BR><BR><BR><BR>s si pronuncia come in "sole": sUno lAsi sIdi <BR><BR>sx si pronuncia come in "sciarpa": sxAti pOsxo sxUo <BR><BR><BR><BR>z si pronuncia come la 's' di "rosa": rOzo zOrgi nAzo <BR><BR><BR><BR>Non presenti in italiano, ma di facile comprensione: <BR><BR><BR><BR>h si pronuncia come il tedesco "heimat": hEla hAlti hAlo <BR><BR>hx si pronuncia come il tedesco "Bach": hxaOso hxOro Ehxo <BR><BR>jx si pronuncia come "abat-jour": jxurnAlo Ajxo jxalUzo <BR><BR><BR><BR>k si pronuncia come la 'c' di "cocco": kAra lAkto Akvo <BR><BR><BR><BR><BR><BR>La distinzione tra le due acca e' sempre risultata difficile fuori <BR><BR>dai paesi germanici, percio' nel parlato e' praticamente scomparsa, <BR><BR>mentre nello scritto viene gradualmente sostituita dalla kappa. <BR><BR>Esempio: <BR><BR><BR><BR>arhxaismo --> arkaismo (arcaismo) <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Ancora una notarella su j e ux. Il suono "ux" si trova di solito nei <BR><BR>dittonghi 'aux' (esempio: auxtomobilo) o 'eux' (esempio: euxropo). <BR><BR><BR><BR>Il suono "jo" si trova spesso con le altre vocali. Le seguenti <BR><BR>combinazioni sono dittonghi, sono cioe' singole sillabe con piu' <BR><BR>suoni vocalici.: <BR><BR><BR><BR>aj come finale e' aggettivo plurale: mAjo kAj bElaj <BR><BR>oj come finale e' sostantivo plurale: knAboj vojAgxi gxOjo <BR><BR>ej forma un suffisso, che vedremo: plEj mEjlo lernEjo <BR><BR>uj forma un altro suffisso: tUj rubUjo monUjo <BR><BR>aux come finale forma molti connettivi: nAUX Antaux jxAUXdo <BR><BR>eux si trova in molte radici: EuxrOpo neuxtrAla EuxklIdo <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Negli esempi appena proposti, abbiamo messo in maiuscole le vocali su <BR><BR>cui cade l'accento. Questo per mostrare la regola dell'accento. D'ora <BR><BR>in avanti tali vocali verranno scritte minuscole come le altre. <BR><BR><BR><BR><BR><BR>Ecco una lista di parole tradotte che riproducono i suoni esperanto, <BR><BR>quelli illustrati sopra e gli altri. Leggetele ad alta voce piu' e <BR><BR>piu' volte e la vostra pronuncia migliorera' sensibilmente. <BR><BR><BR><BR>Italio l'Italia lernejo una scuola <BR><BR>antaux prima majo maggio <BR><BR>acxeti comprare mangxi mangiare <BR><BR>biciklo una bicicletta mejlo un miglio <BR><BR>cxambro una stanza monujo un portafogli <BR><BR>cxokolado il cioccolato neuxtrala neutrale <BR><BR>danci ballare ovo un uovo <BR><BR>domo una casa plej il piu'... <BR><BR>ehxo l'eco plena pieno <BR><BR>Euxropo Europa posxo una tasca <BR><BR>Euxklido Euclide sageto una freccetta <BR><BR>geografio la geografia sandvicxo un sandwich <BR><BR>gustumi assaggiare segxo una sedia <BR><BR><BR><BR>gxojo la gioia suno il sole <BR><BR>hxoro un coro sxati piacere <BR><BR>jahxto yacht sxuo una scarpa <BR><BR>juna giovane (agg.) teatrajxo un'opera teatrale <BR><BR>jxaluzo la gelosia tuj immediatamente <BR><BR>jxauxdo giovedi' vojagxi viaggiare <BR><BR>jxurnalo un quotidiano <BR><BR>kio che cosa <BR><BR>leciono una lezione Il miglior consiglio: fate <BR><BR>libro un libro pratica, pratica e ancora <BR><BR>logxi risiedere, abitare pratica! <BR><BR><BR><BR>*****************estrai il testo da qui****************************** <BR><BR><BR><BR>Ekzercoj, Leciono Kvara (parto dua) <BR><BR><BR><BR>(Tradurre senza rispondere; le parole da non tradurre non vengono <BR><BR>segnate piu') <BR><BR><BR><BR>1. Il padre cucina una torta? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>2. Il figlio ha dimenticato il latte? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>3. Il padre vendera' le torte? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>4. Un ragazzo sano beve latte caldo? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>5. La figlia mangera' un panino? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>6. Il nuovo insegnante ha dimenticato il tuo zucchero? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>7. Vendono te' e caffe'? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>8. La ragazza assetata ha scritto male? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>9. Lui e' sano? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>10. Sette giorni sono una settimana? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>Rispondete in esperanto; usate frasi intere, non solo jes o ne. <BR><BR><BR><BR>11. Il latte e' bianco? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>12. L'acqua e' secca? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>13. Il sole e' caldo? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>14. Tua madre e' una femmina? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>15. Indossi una scarpa vuota? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>16. Due e due fa quattro? [Usa estas] <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>17. L'acqua la mangi? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>18. Il caffe' e' blu? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>19. Sette giorni formano una settimana? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>20. Le torte le bevi? <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>(Le domande sono un molto stupide, ma le risposte sono facili.) <BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>LA CURIOSITA' <BR><BR><BR><BR>La forma del nostro punto di domanda (?) deriva dalla lettera qu <BR><BR>maiuscola (Q). Il latino non aveva punteggiatura ne' segnava quando <BR><BR>finiva una parola e iniziava la successiva (untestoapparivacosi'). <BR><BR>Per indicare una frase come domanda si inizio' a postporre una Q <BR><BR>che stava per "quaestione" che significa appunto "domanda" (la parola <BR><BR>latina e' rimasta nell'inglese "question" mentre l'italiano l'ha <BR><BR>modificata un pochino con "questionare", che non e' un analogo per <BR><BR>"domandare"). Tale Q con il tempo e' stata stilizzata sempre piu' <BR><BR>fino a diventare il nostro punto di domanda. <BR><BR><BR><BR>In italiano esiste un solo diacritico: il puntino sulla i. Nacque <BR><BR>perche' scrivendo in corsivo l'accostamento "ui" senza il puntino e' <BR><BR>indistinguibile dal "iu". Nel turco, per esempio, la i e' senza il <BR><BR>puntino, perche' la u ha la dieresi (umlaut). <BR><BR><BR></FONT></SPAN></TD></TR></TBODY></TABLE></TD></TR></TBODY></TABLE></P><!-- editby --><br /><br /><i>Questo messaggio è stato modificato da: oltremare, 13 Nov 2005 - 21:56 </i><!-- end editby -->[addsig]

You need or account to post comment.