Corsi in inglese al Politecnico: il no degli intellettuali

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Milano, 19 febbraio 2013 – L'idea del Politecnico era nata con le migliori intenzioni: predisporre i corsi di laurea solo in lingua inglese, in modo da rendere i nostri ingegneri e architetti pronti a competere sull'intero globo. Ma non aveva fatto i conti con i puristi della lingua italiana, che mercoledì 20 febbraio, capitanati dal premio Nober Dario Fo, si riuniranno per dare battaglia, in difesa dell'idioma nazionale e delle sue possibilità.
Come un sol uomo, linguisti, glottologi, filosofi, letterati, giornalisti si riuniranno oggi alla Società Umanitaria, con il comune intento di salvaguardare la lingua di Dante negli atenei. Dall'anno accademico 2014-2015, infatti, l'intera offerta formativa del Politecnico di Milano sarà in lingua inglese. Anche gli ultimi corsi tenuti ancora in italiano (nelle magistrali, circa due terzi) saranno immolati sull'altare dell'internazionalizzazione che ha permesso all'ateneo milanese di vedere gli studenti stranieri sul totale degli iscritti passare dall'1,9% nel 2004 al 17,8% nel 2011.
Il convegno, dal titolo “Lingua, cultura e libertà”, è organizzato da prestigiose e storiche istituzioni come l’Accademia della Crusca, l’Accademia del Lincei, la Società Dante Alighieri, l’Associazione italiana per la Terminologia, l’Istituto italiano di studi filosofici. "Se passa la decisione del Politecnico – è la tesi – la futura classe dirigente del nostro Paese proporrà un’offerta formativa piatta e impoverita dal ricorso ad un lessico spesso non adeguatamente padroneggiato. Per non parlare della rinuncia alla propria lingua e alla propria identità culturale".
L'appuntamento è dalle 9 alle 18, nel cinquecentesco Salone degli Affreschi, all'interno del quale si alterneranno tavole rotonde e dibattiti. Tra i promotori, in occasione della Giornata mondiale di tutela della lingua madre, ci sono anche alcuni docenti che si sono opposti alla decisione a sorpresa del Politecnico, già oggetto di un ricorso al Tar per dubbi di illegittimità costituzionale.
Concluderà i lavori proprio Dario Fo che riproporrà un suo cavallo di battaglia ossia “Mistero buffo: il grammelot inglese”, una parodia bonaria e simpatica della lingua inglese arricchita da mimo e gestualità inarrivabili, una performance che aveva già riscosso un notevole successo nel lontano 1977 quando venne mandata in onda da Rai2.
Nel corso del convegno verrà anche presentato il volume a cura di Nicoletta Maraschio “Fuori l’italiano dall’università? Inglese, internazionalizzazione, politica linguistica”, edito nel 2012 da Laterza

Da: http://www.ilgiorno.it 20/02/2013




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