Corsi di italiano vs. corsi di spagnolo per residenti all’estero.

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Corsi di italiano vs. corsi di spagnolo per residenti all’estero.

Beppe, confronto impietoso, temo.
Ti parlo dei corsi di lingua Italiana (la mia esperienza è a Londra) vs. corsi di lingua Spagnola per residenti all’estero. Le mie figlie frequentano entrambi.
Nel caso Spagnolo viene offerto, gratis e con un monte-ore equivalente, un approccio strutturato e, mi sembra, semplice e rigoroso: colloquio iniziale per stabilire i vari gradi di competenza e formare classi omogenee, materiale didattico, accesso al docente via email, compiti a casa eseguiti e corretti tramite webpage. La didattica e’ l’elemento chiave. Non e’ difficile, no?
Nel caso Italiano, 100GBP/bambino/anno, le classi sono chiaramente poco omogenee (c’è chi si annoia e chi non capisce un tubo), e tutto quanto sembra dipendere unicamente dalla volontà del singolo insegnante (grazie Renata!) e, immagino, della singola scuola.
Tralascio i dettagli organizzativi: tra ambasciata, scuole, volontari e quant’altro è chiara, nel caso Italiano, la confusione di ruoli e responsabilità. Inevitabilmente, qualcosa scappa; senza contare l’ovvio ping-pong tra le varie organizzazioni: l’ambasciata ti riferisce alla scuola, la scuola all’ambasciata e via di questo rimbalzo. Gli utenti vengono a conoscenza di quanto rilevante più per passa-parola che altro: non ricordo aver ricevuto nessun avviso dell’inizio delle lezioni, per darti un esempio. Ciò che è peggio è che la didattica diventa, spesso, un dettaglio: nella recente assemblea è sembrato molto più importante discutere della modalità più efficiente per riscuotere il pagamento che non di cosa e quanto possano imparare i nostri figli. Meno male che ci sono i nonni via Skype.
Matteo Castagna, matteo.castagna@gmail.com
(Da italians.corriere.it , 7/12/2014).

 




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