Conti Ue, l’Italia "preoccupa"

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15/12/2004, La Repubblica, pag. 20

Il commissario Almunia: niente procedura di deficit eccessivo contro Parigi e Berlino

Conti Ue, l'Italia “preoccupa”


dal nostro inviato marco marozzi

STRASURGO – Francia e Germaniasono «vulnerabili» e fragili», ma avviate «sulla buona strada» e «coerenti». L'Italia anche se ha un deficit inferiore continua a «preoccupare». La Commissione europea dopo un anno assolve Parigi e Berlino e congela le misure per deficit eccessivo da lei avviate contro i due paesi e mai applicate per l'opposizione dei governi Ue. Contemporaneamente il commissario per gli Affari economici e monetari, il socialista spagnolo Joacquin Almunia, ribadisce le sue paure per conti e manovre fiscali di Roma: «Ho espresso la mia preoccupazione all'Ecofin della scorsa settimana, ma per il momento quel paese non è sotto procedura».
Due pesi e due misure, oltre il passaggio dalla Commissione Prodi a quella
Gianfranco Fini si limita a chiedere «un revisione intelligente del patto», Silvio Berlusconi annuncia di voler portare le sue proposte al vertice europeo di giovedì e venerdì a Bruxelles. «Gli altri leader prenderanno atto, ma non si aprirà nessuna discussione» fa sapere. Un tentativo di ammortizzare il fatto che la riforma va avanti con tempi, linee ed alleanze in cui l'Italia fatica ad avere un ruolo. Lo stesso Ppe a cui aderisce Berlusconi ne contesta la linea. «A larga maggioranza noi riteniamo che i principi del patto non devono essere toccati – ha dichiarato Hans-Gert Poettering, capogruppo all'Europarlamento – la flessibilità va bene, ma soltanto se il debito pubblico non supera il 60 per cento». L'Italia è al 106.
Sulle richieste di Berlusconi ripetute anche ieri a Londra da Blair, Poettering specifica: «L'introduzione della golden ride non è opportuna, sarebbe un pretesto per nuovi debiti. Non è un giudizio sul premier italiano, ma la risposta è no». Entro questa settimana i tecnici di Bruxelles potrebbero presentare le prime conclusioni sui documenti consegnati ad Almunia dal ministro Domenico Siniscalco la scorsa settimana. Della revisione del patto parleranno iministri dell'Economia a gennaio. A marzo l'operazione dovrebbe andare in porto, sotto la presidenza lussemburghese dell'Unione.

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