Consiglio UE: a dicembre tabella di marcia verso autentica Unione economica e monetaria

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Alla luce delle sfide fondamentali che si trova ad affrontare, l'Unione economica e monetaria dev'essere rafforzata per assicurare il benessere economico e sociale, nonché la stabilità e una prosperità duratura.

A seguito della relazione intermedia presentata dal presidente del Consiglio europeo in stretta collaborazione con i presidenti della Commissione, dell'Eurogruppo e della Banca centrale europea (BCE), proseguiranno le consultazioni informali con gli Stati membri e il Parlamento europeo sulle diverse questioni da esplorare. Il Consiglio europeo attende con interesse una tabella di marcia specifica e con scadenze precise che sarà presentata nella riunione del dicembre 2012, in modo da poter compiere progressi riguardo a tutti gli elementi costitutivi essenziali sui quali costruire un'autentica UEM.

Il processo di approfondimento dell'unione economica e monetaria dovrebbe essere basato sul quadro istituzionale e giuridico dell'UE e improntato all'apertura e alla trasparenza nei confronti degli Stati membri che non utilizzano la moneta unica, nonché al rispetto dell'integrità del mercato unico. La relazione finale e la tabella di marcia dovrebbero includere proposte concrete su come conseguire tale risultato.

Quadro finanziario integrato

Dobbiamo procedere verso un quadro finanziario integrato, per quanto possibile aperto a tutti gli Stati membri che desiderano prendervi parte. In tale contesto, il Consiglio europeo invita i legislatori a proseguire i lavori concernenti le proposte legislative sul meccanismo di vigilanza unico in via prioritaria, con l'obiettivo di trovare un accordo sul quadro legislativo entro il 1º gennaio 2013. I lavori sull'attuazione operativa si svolgeranno nel corso del 2013. A questo riguardo, è essenziale rispettare pienamente l'integrità del mercato unico.

Occorre assicurare una netta separazione tra la politica monetaria e le funzioni di vigilanza della BCE, nonché un trattamento e una rappresentanza equi degli Stati membri che partecipano al meccanismo di vigilanza unico, facciano essi parte della zona euro o no. La responsabilità risiede al livello in cui sono adottate e attuate le decisioni. Il meccanismo di vigilanza unico sarà fondato sugli standard più elevati in materia di vigilanza bancaria e la BCE sarà in grado di effettuare, in modo differenziato, la vigilanza diretta, nonché di utilizzare i poteri effettivi conferitile dalla legislazione non appena questa entrerà in vigore. È inoltre della massima importanza stabilire un corpus unico di norme alla base della vigilanza centralizzata.

È importante assicurare condizioni di parità tra gli Stati membri che partecipano al meccanismo di vigilanza unico e quelli che non vi partecipano, nel pieno rispetto dell'integrità del mercato unico dei servizi finanziari. Tenendo conto dei possibili sviluppi nella partecipazione al meccanismo di vigilanza unico, è necessaria una soluzione accettabile ed equilibrata riguardo alle modifiche delle modalità di voto e alle decisioni ai sensi del regolamento istitutivo dell'Autorità bancaria europea (ABE) che sia in grado di garantire un processo decisionale non discriminatorio ed efficace all'interno del mercato unico. Su tale base, l'ABE dovrebbe mantenere gli attuali poteri e responsabilità.

Il Consiglio europeo chiede l'adozione rapida delle disposizioni relative all'armonizzazione dei quadri nazionali per la risoluzione e la garanzia dei depositi basate sulle proposte legislative della Commissione relative al risanamento e alla risoluzione delle crisi delle banche ed ai sistemi nazionali di garanzia dei depositi. Chiede altresì la rapida conclusione dei lavori sul corpus unico di norme, compreso un accordo sulle proposte relative ai requisiti patrimoniali delle banche (CRR/CRD4), entro la fine dell'anno.

In tutte queste questioni è importante assicurare un giusto equilibrio tra paesi d'origine e ospitanti.

Il Consiglio europeo prende atto dell'intenzione della Commissione di proporre un unico meccanismo di risoluzione per gli Stati membri che partecipano al meccanismo di vigilanza unico dopo l'adozione della proposta di direttiva sul risanamento e la risoluzione delle crisi bancarie e della proposta di direttiva sul sistema di garanzia dei depositi.

L'Eurogruppo metterà a punto i criteri operativi precisi che orienteranno il meccanismo europeo di stabilità (MES) nella ricapitalizzazione diretta delle banche, nel pieno rispetto della dichiarazione del vertice della zona euro del 29 giugno. È imperativo spezzare il circolo vizioso tra banche e debito sovrano. Una volta istituito, per le banche della zona euro, un efficace meccanismo di vigilanza unico con il coinvolgimento della BCE, il MES potrà avere facoltà, sulla scorta di una decisione ordinaria, di ricapitalizzare direttamente gli istituti bancari. Quadro di bilancio integrato e quadro integrato di politica economica, legittimità e responsabilità democratiche.

Il Consiglio europeo invita i legislatori a trovare un accordo in vista dell'adozione del "two-pack" al più tardi entro la fine del 2012. Si tratta di atti normativi essenziali per il rafforzamento della nuova governance economica dell'UE, insieme con il patto di stabilità e crescita rafforzato, il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance e il "six-pack". Invita le autorità nazionali e le istituzioni europee ad attuare appieno tutti questi strumenti conformemente alle funzioni attribuite loro dai trattati UE. In relazione all'attività normativa in corso nel settore bancario dell'UE, il Consiglio europeo prende atto delle proposte del gruppo di esperti ad alto livello sulla struttura di tale settore, che la Commissione sta attualmente esaminando, compreso il loro possibile contributo al raggiungimento dell'obiettivo di creare un sistema bancario stabile ed efficiente.

Un quadro di bilancio integrato costituisce parte di un'unione economica e monetaria. In tale contesto, saranno vagliati ulteriori meccanismi per la zona euro, compresa un'adeguata capacità di bilancio. Il processo di analisi di tali meccanismi non sarà connesso alla preparazione del prossimo quadro finanziario pluriennale.

Il buon funzionamento dell'UEM richiede il rafforzamento e la sostenibilità della crescita economica, dell'occupazione e della coesione sociale e un incremento del coordinamento, della convergenza e del rispetto delle norme della politica economica. A questo proposito, si vaglierà l'idea che gli Stati membri della zona euro concludano intese individuali di carattere contrattuale con le istituzioni dell'UE sulle riforme che si impegnano a intraprendere e sulla relativa realizzazione. Tali intese potrebbero essere connesse alle riforme individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio e basarsi su procedure dell'UE.

Occorre migliorare ulteriormente la governance della zona euro muovendo dal trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance e tenendo conto della dichiarazione del vertice della zona euro del 26 ottobre 2011. Gli Stati membri partecipanti dovrebbero esplorare le modalità per assicurare che tutte le principali riforme di politica economica previste siano discusse ex ante e, ove opportuno, coordinate nell'ambito del quadro della governance economica dell'UE, in linea con l'articolo 11 del trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance. I capi di Stato o di governo della zona euro adotteranno un regolamento interno per le loro riunioni.

Sono necessari meccanismi forti di legittimità e responsabilità democratiche. Uno dei principi guida al riguardo consiste nell'assicurare che il controllo democratico e la responsabilità democratica siano esercitati al livello in cui sono prese e attuate le decisioni. In tale ottica, occorre esaminare le modalità per assicurare un dibattito nel contesto del semestre europeo, in sede sia di Parlamento europeo sia di parlamenti nazionali. A tale proposito, il Consiglio europeo prende atto dell'intenzione degli Stati membri parti del trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance di migliorare il livello di cooperazione tra i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo, sulla base dell'articolo 13 del trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance e del protocollo 1 del TFUE.

(da lastampa.it, 19/10/2012)




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