Concorso docenti: la prova in lingua è stata strumento di distruzione di massa.

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Concorso docenti: la prova in lingua è stata strumento di distruzione di massa. Lettera.

di redazione.

In merito al concorso docenti 2016 ci sarebbero molte cose da dire, peraltro già diffusamente pubblicate. Tuttavia, forse vale ancora la pena stigmatizzare la frettolosità con cui è stato pensato e l’arroganza di dimostrare urbi et orbi di voler essere a tutti i costi innovativi, superiori, tosti.
I risultati si sono visti: l’esempio dei non ammessi alle prove orali di sostegno a Trento (e non solo ) ne è una prova. I commissari, ripetutamente sostituiti per dimissioni altrui, sono stati nominati a caso, senza alcuna selezione di merito, a volte presi a scampolo dallo stesso istituto (forse per dividere le spese di viaggio), personale in pensione, giovanotti di primo pelo, sprovveduti, pochissimi i competenti. Insomma, le commissioni sono state composte in modo approssimativo e all’ingrosso un po’ in tutta Italia.
Tutte, però, si sono affinate a predisporre a loro immagine e somiglianza raffinate quanto inutili griglie di valutazione, soggette per loro natura a giudizi discrezionali e opinabili.
L’altra perla è l’inaspettato, improvviso ed estemporaneo obbligo della prove in lingua straniera rivelatosi strumento di distruzione di massa. E poi, serve ad un docente di diritto, di sc.motorie o di latino conoscere una lingua straniera nell’esercizio della sua funzione? Ad una classe si può comunicare in una delle 4 lingue straniere a seconda dell’insegnante di turno? E’ pensabile che un concorrente di greco, che ha lasciato gli studi secondari da una ventina di anni, impari una lingua straniera in un mese dalle prove? Sembra più ragionevole pensare che gli ideatori di questo concorso siano molto poco sani di mente o tanto infami da inventarsi uno sgambetto di miserevole decimazione.
Guy Ferraro
(Da orizzontescuola.it, 13/7/2016).

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