Con le 198 tecniche della nonviolenza in Esperanto la Lezione di pace dell’ERA alla Perugia-Assisi

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13-09-2011
Quest’anno alla Marcia Perugia-Assisi si parla di pace nella lingua di tutti. Il 24 settembre, il giorno prima della Marcia, nell’ambito dell’incontro “Mille giovani per la Pace” l’Associazione Radicale “Esperanto” terrà una lezione-seminario. All’interno delle “Lezioni di pace” previste dal meeting di Bastia Umbra, insieme ai giovani dell’ERA si parlerà del rapporto tra lingua e potere presentando anche il libro Lukacs appena edito in italiano dall’ERA “Gli aspetti economici della disuguaglianza linguistica”. L’evento si svolgerà a Umbria Fiere, nella Piazza Moncada di Bastia Umbra in provincia di Perugia.

Nel 1943 Winston Churchill dichiarava “Il potere di dominare la lingua di un popolo offre guadagni di gran lunga superiori che non il togliergli province e territori o schiacciarli con lo sfruttamento. Gli imperi del futuro sono quelli della mente”. Gli rispondeva Gandhi nel ’48 con la celebre frase: “Insegnare l’inglese a milioni di persone equivale a schiavizzarli”. Gandhi aveva già compreso quali fossero le mire della Gran Bretagna e del suo uso dell’inglese nei confronti dell’India e del mondo.

Lo scontro tra il mondo colonialista anglofono e quello nonviolento risale dunque alla genesi stessa della nonviolenza come noi oggi la intendiamo. L’incontro “Lingua e Potere” è anche un modo per ribadirlo. La lezione prevede due fasi: motivazioni e dati della guerra delle lingue e dell’imperialismo linguistico e lezione di Esperanto attraverso le 198 tecniche della nonviolenza di Gene Sharp tradotte nella lingua della nonviolenza, l’Esperanto. Parlare oggi di pace nel grande Impero della Mente voluto da Churchill è difficile. Assistiamo oggi a una cultura militarista che continua imperterrita la sua opera di colonizzazione.

Il mondo del pacifismo assiste in silenzio senza premere per l’alternativa. In Italia, la situazione dei diritti linguistici è drammatica. Gli italiani sono obbligati a conoscere la lingua di Churchill per poter lavorare, studiare, conoscere. I costi della disuguaglianza linguistica sono sbalorditivi. Si parla di Unione Europea quando i paesi non anglofoni dell’Unione spendono 350 miliardi di euro l’anno per apprendere la lingua dei paesi anglofoni. La Gran Bretagna ne risparmia 18, ma questo tributo annuale non la dispensa dall’attaccare l’euro quando la crisi si fa seria. Lo stesso dicasi per lo “storico alleato” americano. Il mondo della nonviolenza non può non denunciare quanto sta accadendo. E’ necessario che chi crede nella nonviolenza parteggi anche per quella linguistica. Ne va del concetto di non aggressione, perché la guerra delle lingue è solo un modo diverso di aggredire i popoli, come spiegava bene Churchill. Il genocidio linguistico perpetrato attraverso l’inglese ovunque, dai modelli educativi a quelli mediatici, porta con sé dati agghiaccianti. Il 90% delle lingue, e quindi dei popoli, del mondo rischia di scomparire entro il secolo. L’Europa potrebbe avere un grande ruolo nella democrazia linguistica a causa della sua realtà plurilingue e multiculturale ma, paralizzata dalla sindrome di
Stoccolma, preferisce asservirsi e collaborare con l’imperialismo linguicida.

Il mondo nonviolento deve fare interamente sua la battaglia per l’Esperanto. La Lingua Internazionale è l’unica in grado di garantire il dialogo paritario e democratico con i popoli non egemoni. Ciò è di massima urgenza in questo periodo, in cui noi, come europei e come nonviolenti, dobbiamo rivolgerci ai popoli arabi che si sono ribellati alle dittature rifiutando l’uso della forza. L’alfabetizzazione mondiale non può avere come conseguenza la prevaricazione e sovrapposizione nei confronti delle culture autoctone, minoritarie e maggioritarie che portano queste ultime all’estinzione o alla marginalizzazione.

L’Esperanto ha tempi di apprendimento pari a 1/24 di quelli richiesti da una lingua autoctona. S’impara gratuitamente, perché quella esperantista è una realtà storicamente autodidatta. La sua propedeuticità nello studio di altre lingue è stata dimostrata ed è tutt’ora al centro di metodologie linguistiche usate in varie scuole e università del mondo. Queste sono le potenzialità di dialogo e di educazione alla pace alla base della persecuzione degli esperantisti sotto tutti i grandi regimi dittatoriali del Novecento.

Oggi il regime linguistico anglo-americano provvede con la censura ad oscurare la leva che potrebbe sollevare l’Europa e il mondo. Per questo l’Associazione Radicale “Esperanto” ha deciso di rivolgersi ai giovani pacifisti e nonviolenti, a partire proprio dalle tecniche della nonviolenza di Gene Sharp in Esperanto.

Un futuro di pace e di democrazia sarà possibile solo se il meccanismo feudale che vede l’inglese come sovrano, poche lingue egemoni feudatarie e le altre, in rapporto di vassallaggio, destinate all’estinzione, sarà rovesciato da un grande Risorgimento nonviolento.

Giorgio Pagano
Segretario dell’Associazione Radicale “Esperanto”.

Notizie Radicali




1 Commenti

Redazione Forum
Redazione Forum

[justify]13.09.2011<br />
Grazie al Dipartimento giovani dell'Associazione Radicale Esperanto, la lingua della nonviolenza sbarca al “Meeting dei 1000 giovani per la pace” di Bastia Umbria del prossimo 23/24 settembre, incontro che precede la 50° marcia di pace Perugia-Assisi.<br />
Articolo di: ERA onlus<br />
Nell'epoca del “controllo delle menti” solo l'Esperanto, quale lingua del dialogo paritario e della non prevaricazione, è in grado di giocare un ruolo centrale nel futuro della democrazia e della nonviolenza tra i popoli. Come tale non poteva dunque mancare in un meeting i cui protagonisti, le giovani generazioni e la pace appunto, rappresentano il terreno su cui far attecchire il seme dell'Esperanto.<br />
Questa naturale attitudine non violenta della lingua di Zamenhof sarà evidenziata all'interno della lezione-seminario “Lingua e Potere”, che si terrà sabato 24 dalle 11.30 alle 13.00. Nel corso del seminario una lezione pratica metterà in luce la rapidità, la gratuità e la propedeuticità dell'Esperanto ai fini dell'apprendimento linguistico, nonché la sua straordinaria capacità di educare al dialogo e alla pace, e ancor più di porre fine alla colonizzazione linguistica ed alla prevaricazione in corso nei confronti delle culture autoctone nell'epoca della globalizzazione.<br />
Nello specifico, e come tributo alla Marcia, la lezione interattiva di Esperanto muoverà dalle "198 tecniche della nonviolenza" di Gene Sharp, appena tradotte in Esperanto, introducendo così le azioni della nonviolenza nella Lingua Internazionale, comprensiva di una sezione dedicata al suo utilizzo in musica e in poesia. (Per maggiori dettagli, vedi programma allegato).<br />
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Per ulteriori informazioni sull'ERA e per sostenere le attività del suo Dipartimento giovani in occasione del meeting, si rimanda al sito ufficiale dell'Associazione www.democrazialinguistica.it<br />
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