Con i tagli indiscriminati ai lettorati di Italianistica c’è il rischio di perdere 22 mila studenti di lingua italiana nel mondo.

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Quei tagli dei Lettorati di Italianistica.

Va via l’unico Lettorato universitario di Lingua e Letteratura Italiana rimasto a Barcellona, va via quello di Bergen in Norvegia lasciando scoperta un’intera nazione, come anche all’estremo opposto del mondo in Senegal, a Dakar. Niente più Italiano , ad un livello di studio universitario, in Uruguay, dopo la cancellazione anche di Montevideo. Scoperta anche l’Estonia se si cancella il lettorato di Tartu. Bosnia e Serbia perdono due sedi, Novi Sad e Sarajevo, come pure in Australia chiuderanno due corsi di Italianistica a Perth ed Adelaide. Dopo un anno di stand-by, cancellata alla fine pure Smirne, al momento al centro di un intensissimo e nascente interscambio economico di imprese locali e italiane, come in tutta la Turchia del resto dove l’Italia è tra i primi partner commerciali. E la lista è ancora lunga, è una vera strage che comprende per il 2015/16 55 sedi di Lettorati di Italianistica nelle università straniere di tutto il mondo (ma già un’ulteriore cinquantina erano stati chiusi tra il 2012 e il ’14), frutto di ultradecennali convenzioni internazionali tra Italia e stati Esteri, che il Maeci (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione ) dovrà chiudere dal 2015 a causa dei tagli imposti dalla legge Monti di spending review. Solo uno dei risultati raggiunti in questi ultimi dieci anni? Italiano quarta lingua più studiata al mondo, e l’intensificarsi di rapporti e partnership economiche e culturali nel mondo. Si perderanno invece decine di migliaia di studenti di Italiano nelle Università, facendo cosi un “regalo” alle altre lingue. Ci saranno inoltre 21 “trasferimenti d’ufficio” di lettori ancora in servizio, le cui sedi saranno soppresse (ancora da decidere quali) e spostati nelle sedi libere per fine mandato dei colleghi e “salvate” da i tagli. Anche in quel caso sarà difficile recuperare gli studenti che attendono , perché un trasferimento d’ufficio comporta dei tempi lunghi, anche di mesi, e quando finalmente si giunge in sede c’è il rischio che gli studenti abbiano già tutti optato per altre lingue. Questa distribuzione dei 148 tagli previsti, che va a colpire in maggior misura proprio i Lettorati di Italianistica, si fanno nell’ambito di un più ampio progetto del Maeci per la “Promozione e Diffusione della Lingua e Cultura Italiana nel mondo” (“Scuole” pubbliche, private e straniere; “Corsi” extrascolastici e “Lettorati” universitari di Italianistica) e prevede comunque, nonostante il taglio, un investimento pubblico consistente. Ed è per questo che la decisione di far ricadere la maggior parte delle soppressioni proprio sulla punta di diamante di questo intervento pubblico sta provocando sconcerto e allarme. Noi Docenti MIUR/MAECI del Coordinamento per un Equo razionale Contingente facciamo quindi un ultimo appello alle istituzioni affinché provvedano a una distribuzione più equa e proporzionale dei tagli imposti dalla spending review che salvi circa 22 mila studenti di Italiano nel mondo.
Coordinamento Domerc-Docenti MIUR-MAECI, domerc1@hotmail.com
(Da italians.corriere.it, 31/3/2015).

 




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