Con DeaKids a scuola d’inglese: e la Rai?‏

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Non vivono male, questi signori Gionni. Hanno una bella casa movimentata, un bel giardino, un bel garage-dépendance dove ama dormire la figlia più piccola, Camilla: e per forza è tutto bello, le scenografie sono di Carlo Serafini, vincitore di un Emmy (l'Oscar della tv) per «Rome», dell'HBO. Nella nuova sit com di Maria Teresa Carpino, regista Maurizio Simonetti, da ieri su DeaKids, prodotta dal canale per ragazzi insieme con Mto, i protagonisti sono rassicuranti e benestanti, non coinvolti nella crisi, beati loro. Anzi, caso mai vivono una crisi di crescenza: il padre, Max Pisu, ingegnere, deve andare a lavorare un anno in America, a Miami. A una condizione: che impari l'inglese. Lui e la moglie Tosca D'Aquino. Che cosa ostica. I tre figli lo conoscono abbastanza. La trasferta Usa è dunque lo spunto per far arrivare in casa una maestra di inglese (Denise Malgieri), che insegnerà la lingua applicato alla vita pratica, colazione, spesa, vicini di casa. Ottima idea: servirà ad avvicinare all'inglese il refrattario pubblico italiano? Peccato che si possa comunque avvicinare solo quello che ha Sky, un programma così dovrebbe andare sulla tv pubblica (figuriamoci!). E' divertente, fatto bene, presto arriverà il prof. Marcorè, occhiuto verificatore di preparazione, che parla un buon inglese e un italiano con bell'accento marchigiano. Anzi, «marchijano».

La Stampa




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