Comunità cinese

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La comunità cinese chiede, la Toscana risponde

di Rita Sanvincenti

In Toscana la maggior concentrazione di immigrati si registra a Prato, Firenze ed Empoli ed è in queste zone che si sono sviluppati i servizi di mediazione culturale, soprattutto in ambito sanitario…Il progetto, di cui è responsabile per Ucoped (Unità per la solidarietà e la cooperazione internazionale tra i popoli) Giulio Capitani, ha permesso di organizzare un calendario di presenze dei mediatori presso i consultori e i grandi ospedali garantendo presenza fissa, turni di reperibilità, di emergenza o di interpretariato, anche telefonico. Per i presidi fiorentini il costo complessivo del servizio di mediazione culturale ammonta in media a circa 38.500 euro mensili. Su questa cifra incide in maniera preponderante la mediazione cinese, rispetto alle altre due in presenza fissa, albanese e araba.

A Firenze il monte ore annuo del servizio di mediazione culturale arriva a 26mila: per i soli mediatori cinesi inizialmente le ore stabilite erano 66 settimanali, che però si sono notevolmente ridotte ed ora oscillano tra le 40 e le 45. Questa a causa della crescente difficoltà a mantenere il numero degli operatori, che tendono ad abbandonare questa attività in cambio di altre che offrono maggiori certezze nel settore industriale.

“Con la comunità cinese – spiega Capitani – emergono molte difficoltà. La prima barriera è quella linguistica. Gli immigrati appartengono a 36 ceppi linguistici diversi, mentre i mediatori parlano il mandarino”…

(Da Il Sole-24 Ore, 15/8/2005).

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