Complotti M5S e dati sensibili: L’Europa deve sfruttare le proprie risorse e ribellarsi al controllo che proviene oltreoceano

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«Sono 70 anni che viviamo sotto l’influenza mediatica degli americani, un’influenza che ha tolto a noi europei la possibilità di sviluppare le nostre capacità sfruttando le nostre risorse e che ha assicurato agli USA lo sfruttamento commerciale di una popolazione che conta mezzo miliardo di persone». Questa la dichiarazione di Giorgio Pagano in merito alla maxi multa appena inflitta dalla Commissione Europea a Microsoft, a causa di un presunto bug nel software che avrebbe impedito da maggio 2011 a luglio 2012 che 28 milioni di utenti di Windows 7 avessero possibilità di scelta sul browser internet da utilizzare. Non c’è molto da sorridere davanti alle affermazioni, pur se complottistiche, dell’Onorevole 5 Stelle Bernini sui microchip impiantati dal governo sotto la pelle dei cittadini americani. Il futuro potrebbe spingersi oltre le nostre più incredibili previsioni per quanto riguarda lo sfruttamento dei cittadini attraverso una digitalizzazione e informatizzazione antidemocratiche e incontrollate.
«Dalla fine del secondo dopoguerra siamo stati vessati mediaticamente affinché lo schieramento commerciale e politico a favore degli USA fosse assicurato. Finalmente iniziano a muoversi i primi passi, ossia la volontà dell’Unione Europea di garantire la privacy dei cittadini europei e di multare le multinazionali straniere che non rispettano i principi e le leggi della nostra federazione. La situazione è certamente drammatica e bisogna muoversi al più presto affinché l’Europa si riappropri di ciò che ha perso in quasi tre quarti di secolo, ossia il diritto e la possibilità di disporre del proprio spazio, delle proprie capacità e risorse per creare un vero e proprio sistema economico e commerciale europeo» ha aggiunto Pagano.
E di fronte la pressione di alcuni stati (in prima linea UK, Germania, Svezia e Belgio) UE nei confronti della Commissione per allentare la pressione sulle aziende americane sulla questione della privacy il dirigente radicale afferma: «Bisogna far loro capire che la pressione deve essere allentata solo a favore delle aziende europee per assicurare la loro espansione e preminenza sul mercato rispetto a quelle straniere, cosicché un’identità europea e un’Unione che facciano leva sulle proprie risorse possa essere realmente creata. Ma certe misure predisposte dalla Commissione, come per esempio l’obbligo di richiedere il consenso esplicito degli individui all’elaborazione dei loro dati o l’assicurazione del diritto all’oblio per gli utenti online fanno parte dei diritti democratici degli eurocittadini».

Roma, 8-03-2013




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