Come sarebbe bello parlare tutti Esperanto

Posted on in Politica e lingue 24 vedi

Ottobre 3, 2009 at 7:28 pm (1)

“Qui, purtroppo, non parliamo la tua lingua”.

Si apre così, in modo lievemente ironico, il glossario di lingue (al plurale) che a Stoccolma accoglie i turisti. L’opuscolo contempla la traduzione in decine di lingue, comunitarie ed extra, di tutti i termini di uso comune, inclusi gli insulti accettabili nel paese.

La lingua può unire ma anche dividere. I “normali” dai “diversi”, i sani dai malati, i legittimi dai clandestini. L’usura, ma soprattutto il cattivo uso delle parole, possono trasformare nel tempo un vocabolo in un insulto.

Vi ricordate quando , negli anni Ottanta, si diffuse la vergognosa abitudine di usare la parola handicappato come offesa ? Per mettere fine all’odiosa pratica, in cerca di un termine non ancora corrotto da un uso incivile, si inventò “portatore di handicap”, che sembra più neutro ma suggerisce (secondo me) il peso del disagio “portato” addosso, come una pena.

E’ il destino delle parole, sporcarsi nel tempo. Lo studioso Predrag Matvejevic, che al tema ha dedicato vari libri, propone addirittura di abolire il termine “etnia” , in quanto evoca concetti pericolosi come nazionalismo e razza. Ma allora non dovremmo per prima cosa cancellare in tutti i vocabolari la parola “razza”, evocatrice da sola di conflitti e rivendicazioni pericolosissime ?

Non credo che basti, per combattere il razzismo – quello espresso e quello sotterraneo, nascosto dentro di noi – sostituire la parola Nero , marchiata dalle catene, macchiata dal sangue – con la più asettica parola Nero (che poi non è asettica, perché nero è il colore della notte e del lutto. I neri preferiscono dirsi Colored, colorati ). Non basta a redimerci, a ripulirci la voce e la coscienza. Non deve bastare a farci sentire migliori.

E allora ? Nel 1887 qualcuno ci provò, un giovane ebreo polacco, Ludovico Zamenhof . Inventò l’ Esperanto. La lingua delle lingue, della comunicazione universale. Visto che rischia di essere l’inglese, fra qualche tempo, la probabile lingua comune del mondo, perché allora non l’Esperanto, come suggerisce – e fa sognare – qualcuno ?

http://elviraseminara.wordpress.com/2009/10/03/come-sarebbe-bello-parlare-tutti-esperanto/

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