Come cambia la lingua italiana ai tempi degli sms e delle mail?

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Come cambia la lingua italiana ai tempi degli sms? L’Accademia della Crusca lo spiega con il libro appena pubblicato “Se telefonando ti scrivo”, l’italiano al telefono, dal parlato al digitato.

“Quando si scrivono sms oppure email l’obiettivo di chi scrive è quello di arrivare immediatamente con il messaggio al proprio interlocutore e quindi essere veloce – spiega all’Adnkronos la presidente dell’Accademia, Nicoletta Maraschio – la scrittura in questo caso ha un carattere effimero, tanto da essere definita scrittura volatili, cioè che se ne va”. Ma allora, come si può difendere l’italiano da queste nuove forme? “Il problema – secondo la presidente – è che non ci sia un travaso di questo tipo di comunicazione effimera verso la scrittura normale che noi usiamo tutti i giorni per scrivere relazioni oppure a scuola o nelle occasioni in cui dobbiamo utilizzare l’italiano scritto. Per questo è importante che la scuola intervenga non tanto censurando, perchè non servirebbe, ma alzando la capacità dei ragazzi di muoversi all’interno di una lingua complessa e variegata come è la nostra oggi e come sono in genere tutte le lingue. L’importante è sapersi muovere attraverso le tante varietà e non mescolare tra loro. Non far quindi debordare le caratteristiche di una varietà in un’altra varietà”.

Come farlo? “Insegnando – rimarca la presidente dell’Accademia della Crusca – È molto importante intanto parlarne con i ragazzi. La scuola di oggi ha un compito essenziale: quello di formare linguisticamente i propri allievi nella propria lingua materna. Formare vuol dire appunto dare una competenza comunicativa, cioè la capacità di variare la lingua a seconda delle diverse situazioni comunicative, quindi nel parlato e nei diversi tipi di scritto. Per questo è necessario iniziare a farlo da subito, dalle elementari fino alla fine del percorso scolastico”. “Ma il problema – prosegue – non riguarda solo l’italiano, ma anche le altre lingue. Abbiamo realizzato questo libro ‘Se telefonando ti scrivo‘ insieme ad un collega polacco e un altro belga, anche loro hanno rilevato le stesse forme di abbreviazione nelle loro lingue che sono grosso modo analoghe a quelle dell’italiano. È molto caratteristico di questo tipo di scritture effimere il fatto che lo scrivente non rilegge i testi, determinando in molti casi errori di ortografie o parole scritte unite là dove dovrebbero essere separate o uso degli accenti o degli apostrofi diverso o anomalo, quindi agrammaticale, perchè l’obiettivo appunto non è tanto quello della correttezza quanto quello di una comunicatività immediata”.

La lettura può avere un compito importante nella formazione delle capacità comunicative delle giovani generazioni? “La lettura – conclude Nicoletta Maraschio – è fondamentale e soprattutto oggi, perchè la lettura significa ‘lentezzà. È importante che in un mondo così veloce come quello di oggi si abituino i giovani alla lentezza che significa riflessione, capacità di acquisire un testo e rileggerlo e apprezzarlo. La lettura è quindi uno strumento fondamentale”. Eppure, contrazioni, abbreviazioni di intere frasi che non sono nuove alla nostra lingua, soprattutto scritta. Infatti, come spiega la presidente della Crusca, “chi studia i manoscritti medievali sa che questo tipo di abbreviazione si applicavano già allora per un problema di costi della carta e quindi di massima utilizzazione di ogni spazio”. “Tanto – continua – che oggi abbiamo difficoltà a tradurre gli scritti medievali, per questo ci sono dei manuali che ci aiutano a farlo. Esattamente come online si trovano manuali che ci servono a spiegare molte delle abbreviazioni che sono in circolazione negli sms. Questo vuol dire che si è formata una specie di tradizione nell’uso di alcune abbreviazioni”.

dal sito http://www.articolotre.com
del 4/01/2012




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