Colonia Italia, il libro che spiega come gli Inglesi ci controllano da oltre un secolo.

Posted on in Europa e oltre 29 vedi

È in libreria e come bitlibro “COLONIA ITALIA”, il nuovo libro di Giovanni Fasanella e Mario Josè Cereghino che racconta la guerra senza quartiere condotta per tutto il Novecento dalla diplomazia di Sua Maestà per controllare l’opinione pubblica italiana in funzione degli interessi economici e politici inglesi.
Massimiliano Pennone intervista Giovanni Fasanella per Il rottamatore

Giovanni, “Colonia Italia” è un seguito de Il Golpe inglese, quali tasselli aggiunge al volume precedente? Quali sono le parti della storia nascosta che questo libro aggiunge ai tuoi lavori precedenti?

“Colonia Italia” aggiunge molti tasselli, sulla base di nuovi documenti trovati negli archivi di Stato di Kew Gradens, a Londra. Rivela l’esistenza di una vera e propria macchina della propaganda occulta della diplomazia e dei servizi segreti britannici, e ne ricostruisce i meccanismi di funzionamento. Porta alla luce un apparato che ha controllato per un secolo gran parte dell’informazione italiana, con l‘obiettivo di orientare l’opinione pubblica e, di conseguenza, le scelte politiche dei partiti e dei governi in funzione degli interessi inglesi.

Quali interessi?

Soprattutto quelli petroliferi in alcune aree strategiche del Nord Africa e del Medio Oriente. Per la sua posizione geografica al centro del Mediterraneo, il controllo dell’Italia da parte inglese è sempre stato, quindi, un obiettivo di primaria importanza. Controllo politico-culturale e talvolta anche militare per impedire che il nostro Paese si trasformasse in un pericoloso concorrente, in una minaccia per la Gran Bretagna nei suoi possedimenti coloniali.

Nel libro dedicate più capitoli ai processi di mistificazione delle informazioni, alle macchine del fango e alla disinformazione sistematica. Gli Italiani si prestano più “facilmente” a questi brainwashing? Puoi dirci di più?

Gli italiani? Mica tutti. Comunque, il panorama dell’informazione e dell’industria culturale influenzato dalla macchina occulta britannica è davvero impressionante, stando a quello che emerge dagli archivi. Per gran parte dell’élite italiana, Londra è stato un punto di riferimento importante a partire dal Risorgimento. I legami intrecciati allora da correnti politico-culturali, famiglie aristocratiche, potentati economici e gruppi editoriali con il Regno Unito si sono irrobustiti nelle fasi successive della nostra storia. Per questi ambienti, la capitale britannica è sempre stata il faro e la bussola che ne hanno illuminato e orientato la navigazione nelle acque agitatissime della politica italiana. Erano (sono) ambienti «anglosassocentrici», per usare un neologismo coniato da Eugenio Scalfari nel suo splendido libro “La sera andavamo in via Veneto”.

E le macchine del fango?




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.