Classifiche: il Politecnico di Torino non è più al top. Allora non era l’inglese!

Posted on 17 agosto 2014 in Politica e lingue 22 vedi

MITI CASALINGHI

Il Politecnico non è più al top. “Scomparso” dalle eccellenze mondiali.

L’ateneo torinese non rientra tra le 500 migliori università del mondo dell’Arwu. Si salva solo per lo studio della matematica. L’Università subalpina migliora, seppur di poco, la performance, ma è appena al 151° posto. Buon risultato per Medicina.

In quella che appare una vera e propria bocciatura del sistema universitario italiano, Torino e il Piemonte non si discostano dalla generale débâcle. Nessun ateneo nostrano, infatti, compare tra i top 150 nella graduatoria delle 500 migliori università del mondo che ogni anno, a metà agosto realizza, l’ateneo Jao Tong di Shangai pubblicando l’Academic Ranking of World Universities (Arwu). Bologna, che occupa la posizione “più alta”, si piazza appena tra la 151ᵃ e la 200ᵃ posizione. Qualche scalino più giù ci sono Milano, Padova, Pisa, Roma La Sapienza, e finalmente Torino. In tutto, nella classificazione mondiale si contano solo 21 atenei italiani, cifra ben lontana dalle 146 presenze statunitensi. E certo stupisce la totale assenza dalla classifica generale del Politecnico di Torino, da sempre fiore all’occhiello dell’establishment cittadino, fucina di generazioni di ingegneri per il sistema Fiat e di una caterva di manager e amministratori pubblici. La tradizionale competizione con il “cugino” Politecnico di Milano sembra, almeno per il momento, premiare l’istituto d’Oltreticino che riesce, nonostante la Caporetto complessiva, a piazzarsi tra la 201ᵃ e 300ᵃ posizione. Unica consolazione per l’Ateneo di corso Duca degli Abruzzi il riconoscimento che ottiene per l’insegnamento della matematica: in questa categoria ottiene un World Rank 151-200 da condividere con la Sissa di Trieste, Bologna, Calabria e Tor Vergata.

Ma Torino è un buon posto per studiare Medicina. Anche in questo caso, un primato da spartire con Milano. Secondo l’Arwu sono i due atenei del nord ovest i migliori per lo studio della medicina e a livello mondiale si piazzano tra il 76° e il 100° posto. Seguono Bologna e Padova (101-150); Firenze, Genova, Federico II, La Sapienza (151-200).
Il nostro Paese è 18° nella classifica generale. Tra gli indicatori presi ad esame per la valutazione, ci sono la qualità dell’insegnamento, delle facoltà e della ricerca e le performance di ciascun istituto rispetto al numero degli iscritti. “Ecco la metodologia #ARWU per stilare la graduatoria delle #universita così si capisce dove si deve investire – commenta su Twitter Maria ChiaraCarrozza, ex ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del governo Letta- oggi quasi tutti i #ricercatori vanno a vedere come sono le università nei #ranking #ARWU”. Se è così, insomma, c’è poco da star allegri.

Dominano la classifica Harvard, Stanford e Massachusetts Insitute of Technology, il mitico Mit. Per trovare un istituto italiano, invece bisogna scorrere la classifica fino al 151-200° posto. Apre Bologna, in fondo pur sempre “la Dotta”, che migliora la sua posizione rispetto al 2013, seguono Milano, Padova, Pisa, Roma La Sapienza, Torino. Tra la 201ᵃ e la 300ᵃ posizione si trovano il Politecnico di Milano e l’Università di Firenze, mentre ancora più giù (301-400) la Normale di Pisa, Milano Bicocca, Federico II di Napoli, Roma Tor Vergata. Fanalino di coda, tra le ultime 100, l’Università Cattolica e quelle di Cagliari, Ferrara, Genova, Palermo, Parma, Pavia, Perugia e Trieste. La Bocconi, assente nella classifica generale, è al 101-150° posto delle università mondiali per l’insegnamento dell’Economia. La statale di Milano si piazza invece tra il 151-200° posto. Sono le uniche due italiane nella classifica mondiale. Insegnamenti come computer e tecnologie contano solo 4 atenei nostrani nella top 200 e non ai primissimi posti: Politecnico di Torino, Sapienza (101-150), Politecnico di Milano e Università di Trento (151-200).

Da lospiffero.com, 16/8/2014




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