Cittadinanza, iter da sveltire E tagliano il test di italiano

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L’eredità dei Prof: diventa italiano chi non sa l’italiano

La denuncia della Lega

Cittadinanza, iter da sveltire E tagliano il test di italiano

Le questure devono smaltire le tante pratiche accumulate. Ma così aumentano i cittadini che non sanno la lingua. E addio integrazione

di MATTEO PANDINI

  Addio colloquio d’italiano. Da alcuni mesi l’iter per acquisire la cittadinanza s’è snellito, col risultato di incrementare il numero di nuovi connazionali. Che però potrebbero ignorare la nostra lingua. La denuncia è della Lega Nord di Bergamo, che cita una circolare interna del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, firmata all’inizio di aprile dal direttore centrale Angelo Di Caprio. Che scrive: «Al fine di assicurare che le istanze già presentate (…) vengano definite prima della introduzione della nuova procedura informatizzata (…) le questure non dovranno più procedere al colloquio con l’interessato, limitandosi a fornire esclusivamente tramite il sistema informatico in uso le informazioni riguardanti la regolare presenza sul territorio nazionale dello straniero richiedente». Tradotto dal burocratese: per alleggerire le questure sommerse dalle richieste e velocizzare l’iter, hanno
cancellato il test in italiano.

DENTRO TUTTI

  Da notare, peraltro, che chi diventa cittadino fa automaticamente acquisire lo status anche ai suoi figli minori. Il colloquio era uno dei passaggi previsti fin dai primi anni Novanta (e quindi non inserito per mano della Lega). Fatto sta che la circolare è stata poi girata alle questure con una nota del Dipartimento di Pubblica sicurezza firmata dal direttore Rodolfo Ronconi. Il Carroccio promette battaglia e annuncia iniziative parlamentari. Obiettivi: ritiro della circolare del Viminale e ripristino dei colloqui. Il segretario provinciale dei padani bergamaschi, l’ex assessore regionale Daniele Belotti, chiede anche di potenziare l’organico in servizio alle questure negli uffici Immigrazione e di aumentare il prezzo del permesso di soggiorno elettronico, che oggi può al massimo costare 200 euro. Da notare che l’iniziativa del Viminale è avvenuta quando il governo di Enrico Letta non era ancora in carica, visto che l’insediamento risale al 28 aprile. In altre parole, Angelino Alfano non ha responsabilità. Resta un dubbio: è davvero aumentato il numero di cittadini italiani? Nella Bergamasca la risposta è affermativa. Nel 2010 in tutta la provincia erano state rilasciate 258 cittadinanze per residenza, mentre negli ultimi sei mesi sarebbero
oltre 400. Nello specifico, Azzano San Paolo ha contato tre cittadinanze sia nel 2011 che nel 2012, mentre quest’anno è già a quota 10. E poi. Chiuduno: 6 documenti rilasciati nel 2011, 10 nel 2012 e 18 nel 2013. E ancora. Telgate, il paese che per primo in Italia sperimentò la videosorveglianza: 11 cittadinanze sia nel 2011 che nel 2012, diventate 22 nel 2013. Non fa eccezione il capoluogo: nel 2012 i nuovi connazionali erano 37, che con l’allargamento ai figli ha permesso a 52 persone in tutto di essere cittadini tricolori. Ebbene, nel 2013 dal primo gennaio al 31 marzo i via libera hanno coinvolto 14 persone più altre 19 per i loro figli, ma dal primo aprile (più o meno con l’entrata in vigore della circolare) i semafori verdi sono diventati 68 più 75 per i pargoli.

BUONSENSO CERCASI

  «Per accelerare i tempi di concessione della cittadinanza» tuona Belotti «viene escluso un elemento fondamentale, quale il livello di integrazione, che valuta la conoscenza della lingua italiana e dei principi fondamentali del nostro ordinamento e della nostra cultura». In effetti, il trend bergamasco pare confermato anche in altre zone del Paese. La prefettura di Modena ha fatto sapere che in tutta la provincia le domande degli immigrati con requisiti sono state 945 contro le 736 del 2012. Un incremento del 22% confermato pure sul sito del Viminale.
(Da Libero Quotidiano, 30/10/2013).




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