CITTÀ DEL MESSICO. L’allarme del vertice.

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G20, Europa sotto pressione. L'incognita della Grecia fa paura.

La crescita rischia di rimanere modesta, secondo i grandi delle economie mondiali. Ma difficilmente arriveranno soluzioni: troppi gli assenti, compreso Draghi.

Di Laura Verlicchi

Il G20 di Città del Messico lancia 'allarme sulla crescita, che rischia di rimanere «modesta» ed è ancora soggetta a rischi «elevati»: questo il messaggio che potrebbe emergere oggi dal comunicato finale del vertice, che vede riuniti i ministri delle Finanze delle maggiori economie e igovernatori delle relative Banche centrali. Sullo sfondo, resta vivo il dramma della Grecia, con le potenze mondiali intenzionate a mettere l'Europa sotto pressione per gestire il debito insostenibile di Atene. Una fonte del G20 riferisce al Wall Street Journal che «il Fmi sta chiedendo all'Europa a misure concrete per tagliare il debito greco, prima che la situazione vada fuori controllo ancora una volta». La proposta di una svalutazione del debito greco tra i 30 e i 50 miliardi di euro non piace, poi, né alla Germania (che ha le elezioni il prossimo anno) né alla Bce, che vi vede un pericoloso precedente. «Dobbiamo salvare il Paese dalla catastrofe, se uscissimo dall'euro niente avrebbe più senso», avverte il premier ellenico, Dimitris Samaras, alla vigilia di due passaggi cruciali: l'approvazione del bilancio 2013 e ilvoto, mercoledì, su un nuovo pacchetto di austerity. Intanto spunta un piano, riportato dallo Spiegel, che prevederebbe 12 opzioni per tagliare il fardello di Atene. Un ventaglio così ampio da far pensare che l'Eurozona sia ancora in alto mare, mentre anche la Spagna, altra spada di Damode sui mercati, continua a rinviare la richiesta d'aiuto. Ma l'Europa messa sotto pressione potrebbe ricordare ai partner d'Oltreoceano le loro responsabilità, a partire dalla minaccia del «fiscal cliff», la stretta fiscale da 600 miliardi di dollari pronta a scattare automaticamente negli Usa a gennaio, in assenza di un accordo politico sul debito. Alla vigilia delle elezioni, però, alla Casa Bianca si pensa a tutt'altro. E molti, comunque, dubitano che al G20 si prospettino soluzioni, viste anche le assenze del segretario Usa al Tesoro, Tim Geithner, e del presidente della Bce, Mario Draghi. Che giovedì festeggerà in Consiglio, a Francoforte, il primo anno alla guida dell'Eurotower. Sarà una riunione probabilmente più tranquilla di quella dove, in occasione della sua prima riunione del Consiglio della Bce come presidente, Draghi tagliò a sorpresa i tassi. Questa volta invece, secondo le attese degli analisti, la Bce terrà ancora fermi al minimo storico i tassi di riferimento.

La decisione dipolitica monetaria sarà in linea con il percorso che Francoforte ha intrapreso: la difesa a oltranza dell'euro, nel pieno del mandato che i Trattati le attribuiscono. Una scelta che Draghi ha ribadito e difeso in tuttii passaggi più difficili del suo primo anno di guida. Tanto che le sue famose dichiarazioni di luglio a Londra, quando affermò che la Bce era pronta a fare qualsiasi cosa per proteggere la moneta unica, impressero una svolta ai mercati e spianarono la strada all'approvazione delpiano anti-spread, nonostante le resistenze della Bundesbank. E da quel primo novembre del 2011 in cui l'Europa sembrava sull'orlo del baratro la situazione appare più distesa, nonostante il recente allarme della cancelliera Angela Merkel, secondo cui ci vorranno almeno cinque anni per uscire dalla crisi.

(Da "Il Giornale", 05/11/2012)




1 Commenti

E.R.A.
E.R.A.

[justify]<strong>Preoccupano i bassi livelli di crescita delle economie occidentali: rischia di rimanere "modesta". Critico anche l'andamento delle economie emergenti. Intanto il premier greco lancia l'allarme: "Dobbiamo salvare il Paese dalla catastrofe".<br />
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CITTA' DEL MESSICO - La crescita in occidente è a rischio "elevato" e rischia di rimanere "modesta". Questo l'allarme che arriva da Città del Messico, dove sono riuniti i ministri dell'Economia e delle Finanze delle 20 maggiori economie mondiali, questo il messaggio che potrebbe emergere dopo i due giorni di lavori, nel comunicato finale del meeting. <br />
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EUROPA E USA A RISCHIO. Secondo indiscrezioni, nel vertice verrebbero evidenziati la lenta messa in pratica delle misure europee contro la crisi. Ma anche la stretta fiscale da 600 miliardi di dollari, pronta a scattare automaticamente negli Stati Uniti a gennaio, in assenza di un accordo politico sul debito. Preoccupano anche i bassi livelli di crescita in alcune economie emergenti e possibili choc nel mercato delle materie prime. Sullo sfondo, resta vivo il dramma della Grecia, con le potenze mondiali intenzionate a mettere l'Europa sotto pressione per gestire il debito insostenibile di Atene. Ma al meeting l'Europa potrebbe rispondere ricordando ai partner le loro responsabilità.<br />
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GRECIA SULL'ORLO DELLA CATASTROFE. Intanto il premier ellenico, Dimitris Samaras, lancia il grido d'allarme: ''Dobbiamo salvare il Paese dalla catastrofe, se uscissimo dall'euro niente avrebbe più senso''. Un appello che arriva alla vigilia di due passaggi cruciali, l'approvazione del bilancio 2013 e il voto, mercoledì, su un nuovo pacchetto di austerity. A Samaras fa eco il ministro delle Finanze Yiannis Stournaras, che ha ricordato come le prossime due settimane siano decisive: ''Non c'è più spazio per errori''. Appelli che rimbalzano sull'agenda del G20, dove l'Europa - in particolare il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble - rischia di trovarsi ancora una volta sotto pressione dai partner globali, preoccupati per lo stallo sulla Grecia. Intanto spunta un piano, riportato dallo Spiegel, che prevedrebbe 12 opzioni per tagliare il fardello di Atene, dal taglio dei tassi sui prestiti alla Grecia al trasferimento al governo greco degli utili che le banche centrali incassano sui titoli ellenici in portafoglio, fino a uno schema di garanzie europee sui titoli e i beni statali per facilitare le dismissioni. <br />
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LA SPAGNA E I "COMPITI A CASA". La Spagna - ha detto oggi a Città del Messico il segretario generale dell'Ocse Angel Gurria - ha ''fatto i compiti'' (come richiesto dalla cancelliera, Angela Merkel) per prepararsi al salvataggio, l'Europa deve essere pronta a intervenire. Anche se emerge un'indagine interna della Bce sulla possibilità che i titoli di Stato spagnoli possano essere gestiti troppo ''generosamente'' quando utilizzati come garanzie in scambio di prestiti. <br />
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UN VERTICE SENZA RISULTATI? Molti, però, dubitano che al G20 si prospettino soluzioni, viste anche le assenze del segretario Usa al Tesoro, Tim Geithner, del presidente della Bce Mario Draghi e del ministro delle Finanze francese Pierre Moscovici. Difficile anche che dai Venti emerga una presa di posizione sul 'fiscal cliff', la stretta fiscale da 600 miliardi di dollari pronta a scattare automaticamente a gennaio negli Usa, aprendo a una recessione potenziale, in assenza di una svolta politica. Alla vigilia dalle elezioni, alla Casa Bianca si pensa a tutt'altro.<br />
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(da <!-- m --><a class="postlink" href="http://www.tg1.rai.it">http://www.tg1.rai.it</a><!-- m -->, 05/11/2012)[/justify]

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