Cipro spacca l’Eurogruppo. Draghi contro Berlino

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Dall’Egeo è in arrivo uno tsunami che agita le acque dell’Unione europea: un duro scontro sul salvataggio di Cipro tra Mario Draghi e il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble (Cdu), infatti, ha infuocato la riunione dei ministri delle Finanze dell’Ue della scorsa settimana. Lo rivela lo Spiegel, secondo il quale il presidente della Bce ha contestato la tesi del ministro tedesco, che ritiene Cipro «irrilevante», quindi un eventuale fallimento dell`Isola non presenterebbe pericoli per la sopravvivenza dell`Eurozona.
L’aiuto chiesto da Cipro è di 17,5 miliardi di euro, anche se il ministro delle Finanze, Vassos Shiarly, ha tranquillizzato che il suo Paese «può andare avanti fino a marzo, anche se le cose peggiorano». Di fatto, lo Spiegel rivela che prima di allora un primo pacchetto di aiuti non potrà essere formalizzato, anche perché per il nuovo presidente dell’Eurogruppo, l`olandese Jeroen Dijsselbloem, l’operazione richiede tempo. Proprio come ha detto Schaueble: «Occorre ancora lungo tempo prima che possiamo decidere su un pacchetto di aiuti». Prima, secondo il ministro tedesco, si dovrà stabilire se i problemi di Cipro mettono a rischio la stabilità dell`intera Eurozona, presupposto per l’intervento da parte
dei fondi di salvataggio. Ma Draghi ha ribattuto a muso duro di avere già ascoltato una tesi simile da giuristi – riferendosi alla formazione di Schaeuble, appunto un giurista – e ha sottolineato che il compito di stabilire se il salvataggio di Cipro sia rilevante o meno spetta solo agli economisti.
La posizione di Draghi sarebbe stata difesa anche dal Commissario europeo alla moneta unica, Olli Rehn, e dal presidente del fondo salvastati Esm, il tedesco Klaus Regling, secondo i quali le due maggiori banche cipriote possiedono un’ampia rete di filiali in Grecia, con il risultato che se i loro depositi non fossero più sicuri, i timori dei risparmiatori potrebbero riversarsi presto sugli istituti bancari greci, mettendo di nuovo a rischio la situazione di Atene. Il trio formato da Draghi, Rehn e Regling ha anche fatto osservare che un fallimento di Cipro renderebbe tutte le notizie positive arrivate negli ultimi tempi, che hanno considerevolmente contribuito a calmare la situazione nell’Eurozona, sottolineando che da settimane tutti gli indicatori segnalano un miglioramento, in particolare con la riduzione dello spread dei titoli spagnoli e italiani. Nel corso della discussione è anche stato fatto valere l’argomento giuridico che Cipro contribuisce al fondo salvastati, dunque ha il diritto di chiederne il sostegno.
Intanto, venerdì scorso, Fitch ha tagliato il rating di Cipro di altri due gradini da BB- a B. L’outlook rimane negativo. Secondo l`agenzia di rating, che aveva già abbassato di due gradini il giudizio sul Paese a novembre, i costi del programma di ricapitalizzazio ne delle banche cipriote che dovrà essere effettuato dallo Stato saranno con ogni probabilità superiori ai 10 miliardi di euro previsti. Con il taglio del debito pubblico nella vicina Grecia, infatti, le banche cipriote hanno subito pesanti perdite; e altre perdite sono arrivate con la svalutazione dei creditiverso il settore privato greco.

(Da: Il Giornale, 28/01/2013)




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