Cipro, nella notte spunta l’intesa Anastasiades apre al piano Ue

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BRUXELLES
L’ACCORDO tra la Ue e Cipro si è profilato nella notte quando il presidente cipriota Nicos Anastasiades ha aperto uno spiraglio al piano di salvataggio prospettato da Bruxelle e che prevede la risoluzione della Laiki bank. Secondo l’accordo raggiunto tra la troika e Anastasiades, la Laiki bank sarà chiusa …
BRUXELLES
L’ACCORDO tra la Ue e Cipro si è profilato nella notte quando il presidente cipriota Nicos Anastasiades ha aperto uno spiraglio al piano di salvataggio prospettato da Bruxelle e che prevede la risoluzione della Laiki bank. Secondo l’accordo raggiunto tra la troika e Anastasiades, la Laiki bank sarà chiusa attraverso un processo controllato e i suoi asset finiranno in una ‘good bank’ e in una ‘bad bank’. Per i depositi sotto i 100mila euro scatterà la garanzia europea, quindi saranno salvi. Inoltre, non ci sara’ alcuna tassa o prelievo sui depositi, ma un’altra forma di ‘bail-in’: si congelano cioè i depositi sopra i 100mila euro, che verranno poi convertiti probabilmente con obbligazioni dello Stato. Questo tipo di ‘bail-in’ dovrebbe riguardare anche la Bank of Cyprus.
Era l’ultima notte per salvare Cipro ed evitare che uscisse dall’euro, uno scenario che nessuno si sentiva di escludere ma che tutti volevano evitare. A Bruxelles trattativa a oltranza, e ai massimi livelli, per una soluzione che tenga il Paese ancorato all’eurozona. E mentre il tempo, assieme al contante, sta per finire e Laiki bank e Banca di Cirpo tagliano a 100 euro i prelievi ai bancomat, l’Europa chiarisce che il suo obiettivo è ‘rifondare’ la struttura economica dell’isola, mettendo fine alla sua «economia-casinò».

I ‘BIG’ si sono riuniti dalla mattina nella sede del Consiglio europeo, e il loro incontro è durato più del previsto, tanto da far slittare dalle 18 alle 21 anche l’inizio dell’Eurogruppo: al tavolo si sono seduti il presidente cipriota Nicos Anastasiades, quello della Ue Herman Van Rompuy, della Commissione Jose’ Barroso, della Bce Mario Draghi, dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, e la direttrice del Fmi Christine Lagarde. La loro trattativa, un inedito negli schemi europei, doveva facilitare la ricerca di una soluzione.
Che invece è risultata più complessa del previsto. «Siamo qui per evitare l’uscita di Cipro dall’euro, serve una soluzione globale e giusta, che ridimensioni il sistema bancario di Cipro e che faccia pagare i più ricchi, e non i piccoli depositi», aveva detto il ministro francese dell’economia Pierre Moscovici arrivando alle sede del Consiglio. Moscovici ha evocato lo spettro che si aggira a Bruxelles e nelle capitali europee: l’uscita di Cipro dall’euro è purtroppo più vicina di quanto non lo sia mai stata per la Grecia, perché nonostante i ritardi e il caos politico di Atene, nessuno aveva mai rigettato con così tanta forza le condizioni di salvataggio della Ue.

CIPRO invece resiste, come era chiaro dalle dure e inconcludenti trattative a Nicosia con la Troika Ue-Bce-Fmi dell’ultima settimana, andate in scena fino a sabato sera, prima della partenza di Anastasiades per Bruxelles. «Non c’è stato nessun progresso», lamentava ieri il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. Ma l’offerta della Ue non cambia, perché «i numeri restano gli stessi. E io non mi faccio ricattare da niente e nessuno».
Il salvataggio proposto dall’Eurozona è di 17 miliardi di euro. Dieci ce li mette la Ue, via fondo Esm, e 7 li deve trovare Cipro, evitando di tassare i depositi sotto i 100mila euro. Il governo di Nicosia, che si è sempre opposto a prendere di mira i grandi depositi, la metà dei quali intestati a ricchi cittadini russi, sabato sembrava convinto ad accettare una tagliola del 20% sui conti correnti sopra i 100mila euro per la principale banca, la Bank of Cyprus, e del 4% su quelli delle altre banche.

Da: http://qn.quotidiano.net 25/03/2013




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