Cina: La Grande Muraglia ferma Google, la democrazia s’arrende al mercato cinese.

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Qualche tempo fa il motore di ricerca più famoso al mondo, Google, ha iniziato ad avere problemi con l’Unione Europea per abuso di posizione dominante. Ora Google s’arrende alla Muraglia cinese e accetta d’autocensurarsi.
«E’ un evento significativo che lancia al mondo un messaggio preoccupante. Di fronte alla penetrazione nei mercati anche la democrazia e la libertà passano in secondo piano», afferma Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.

«Accettando il compromesso, Google si assicura gli introiti di una fetta commerciale di quasi un miliardo e mezzo di abitanti, pur mettendosi al servizio di una politica antidemocratica.
Se pensiamo anche al mezzo miliardo di europei che Google monopolizza ed ai 300 milioni di americani, per non parlare di India e Australia, Google si pone come l’imperatore incontrastato della rete e delle menti del mondo che attraverso internet interagiscono», aggiunge Pagano.

«Questa la situazione dei cinesi democratici, dei tibetani e degli stessi europei, che rappresentano un vasto numero di menti dominate, senza via di fuga, dal volere politico e commerciale di chi, al momento, risulta essere il più forte. Bisogna ribellarsi e porre le basi per la costruzione di un sistema aperto che rappresenti la liberazione delle nostre menti dal dominio coloniale di forze così opprimenti», ha concluso Pagano.

Roma, 11 gennaio 2013




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