Cina: inglese vietato ma dilaga su internet

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Cina: inglese ‘vietato’ ma dilaga su internet
Parole straniere ‘danneggiano la purezza della lingua’
22 dicembre, 23:14
di Beniamino Natale
PECHINO – Le parole e le abbreviazioni in inglese saranno "vietati" a tutte le pubblicazioni cinesi per "salvaguardare la purezza" della lingua locale. Lo ha annunciato l’amministrazione generale per la stampa e le pubblicazioni (Gapp), l’ agenzia governativa incaricata di controllare il settore. "Le parole straniere mischiate con quelle cinesi danneggiano gravemente la purezza della lingua cinese e turbano l’ altrimenti sano e armonioso ambiente culturale", afferma il decreto del Gapp riportato oggi dalla stampa cinese. Di conseguenza viene "vietato di introdurre dei termini stranieri come parole o abbreviazioni in inglese nelle pubblicazioni in cinese e di creare dei termini che non sono né cinesi né stranieri e il cui significato non è chiaro".
L’uso di alcune parole come "cool" ("forte", "alla moda") o di abbreviazioni inglesi come Cpi (indice dei prezzi al consumo, la misura dell’ inflazione) o Gdp (Prodotto interno lordo) è frequente nella lingua cinese parlata e scritto e dilaga su Internet, della quale il dictat della Gapp non fa cenno. Dato che i siti di comunicazione sociale come Twitter, Facebook e Youtube in Cina sono vietati gli strumenti più usati dagli internauti cinesi sono infatti i "microblog", di fatto un sostituto locale di Twitter, sui quali le espressioni in "chinglish" sono all’ ordine del giorno. Il quotidiano Global Times ha riportato oggi la notizia che uno degli inventori del sistema di censura di Internet, chiamato "la grande muraglia di fuoco" è stato costretto a chiudere il suo "microblog" dopo aver ricevuto valanghe di critiche dagli internauti.
Il giornale riferisce che Fang Binxing, professore dell’ Università per le poste e le telecomunicazioni di Pechino che è stato impegnato nella messa a punto della "muraglia" aveva aperto il blog la scorsa settimana e ieri ha deciso di chiuderlo. Il giornale cita ad esempio il messaggio che un anonimo internauta ha inviato al professore: "Fang Binxing, la grande muraglia di fuoco ha privato il popolo del suo diritto ad un libero accesso ad Internet". Nonostante la censura il mercato cinese di Internet, che con 420 milioni di utenti è il più grande del mondo, attira l’ attenzione degli imprenditori stranieri. In questi giorni è in vacanza in Cina Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, uno dei siti "sociali" che fanno paura a Pechino. Zuckerberg non si è limitato a visitare monumenti e musei ma ha anche incontrato i dirigenti di alcuni dei principali portali cinesi come Sina.com e Baidu.com.




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