Cina, i puristi dichiarano guerra alle parole inglesi.

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Cina, i puristi dichiarano guerra alle parole inglesi.

“PM 2,5”, vale a dire l’abbreviazione dell’inglese “particulate matter 2,5” è stata in quest’ultimo anno un’espressione tormentone per tutti quei cinesi che hanno a cuore la qualità dell’aria che respirano. Con “particolato” s’intende l’insieme di tutte quelle particelle di sostanze inquinanti, liquide e solide, che sono sospese nell’aria. Il problema in molte città cinesi è serio, eppure vi è chi si preoccupa più della purezza linguistica che della tossicità delle polveri. E’ stato infatti proposto di sostituire l’espressione inglese con un equivalente cinese, più lungo e meno diretto.

Più di trent’anni fa, con l’inizio della stagione delle riforme e dell’apertura all’Occidente, un crescente numero di parole straniere (in massima parte inglesi) è passato nel vocabolario quotidiano dei cinesi. L’uso così frequente di vocaboli stranieri ha però suscitato un acceso dibattito intorno alla necessità di preservare la purezza della propria lingua. Secondo Du Chuijian, un esperto in confucianesimo dell’Università Normale di Beijing, il ricorso massiccio a parole inglesi cui si sta assistendo in Cina, sebbene principalmente dovuto a pigrizia mentale, denuncia anche, e forse soprattutto, una mancanza di fiducia nella propria cultura. Sull’altro versante, sono in molti a sostenere che le parole inglesi (in particolare abbreviazioni e acronimi) hanno semplificato e reso più efficace la comunicazione quotidiana. Comunque, in risposta alla minacciata perdita di identità linguistica, un gruppo di utenti della rete ha messo a punto un manuale con una serie di indicazioni su come mantenere inalterata la purezza del cinese mandarino. Il manuale è poi stato reso fruibile, e ampiamente diffuso, attraverso Sina Weibo, il più popolare sito di microblogging del Paese. “Nel privato, naturalmente, ciascuno è libero di parlare come vuole” osserva Gao Jian, professore alla Shanghai International Studies University, “ma nelle situazioni ufficiali il governo ha il diritto di imporre una limitazione nell’uso delle parole importate dalla lingua inglese”. “La lingua” conclude “è una manifestazione molto importante dell’identità nazionale ed è nostro dovere proteggerne l’integrità”.
(Da firstonline.info/a, 8/5/2014).




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