CILE: Critiche al progetto di un codice di condotta per investimenti in aree indigene

CILE: Critiche al progetto di “Codice di condotta responsabile” promosso dal governo per regolare investimenti pubblici e private nelle aree indigene.

Il governo dell’amministrazione di centro sinistra di Michelle Bachelet ha promosso la stesura di quello che è stato chiamato “il Codice indigeno”, con l’obiettivo di implementare nella legislazione cilena la Conevenzione ILO 169, che entrerà in vigore nel paese il 15 settembre.

Si stima che gli indigeni del Cile siano circa 1 milione di persone, su un totale di 16 milioni di abitanti. L’approvazione da parte delle autorità governative di vaste deforestazioni, cartiere, miniere, dighe idroelettriche, autostrade, aereoporti e altri grandi progetti infrastrutturali nelle terre ancestrali dei popoli indigeni, è la ragione principale del conflitto con le autorità governative cilene.

Finora il dibattito sul codice di condotta responsabile di privati e industrie per investimenti in aree indigene e in aree in via di sviluppo (9 milioni di ettari su 75,5 milioni di ettari di territorio nazionale cileno) è stato descritto dal Commissario Presidenziale sugli Affari Indigeni, Rodrigo Egaña, come positivo.

Dopo che il governo avrà completato la stesura della bozza del codice, il Cile si avvierà ad un processo di consultazione nazionale indigena, che il governo provvederà a rendere testo scritto in un progetto di legge. La Presidente Bachelet avrà l’ultima parola a riguardo.

Il codice propone nuove “sfere di protezione” per i popoli indigeni, connesse a terre e territori, risorse naturali, intellettuali e genetiche, nonché educazione, salute, sicurezza e condizioni lavorative. Le sfere di protezione includeranno inoltre processi di partecipazione delle comunità locali su progetti che li riguardano, processi caratterizzati da trasparenza e mancanza di corruzione.

Le reazioni alla bozza del codice sono diverse, la comunità indigena, la cui maggior parte è di appartenenza Mapuche, si è divisa in due posizioni: il leader Mapuche Aucán Huilcamán (del “Consejo de Todas las Tierras”) apprezza il progetto di codice, che permetterebbe di bloccare progetti di investimento nelle terre indigene.

Altre comunità Mapuche, rappresentate nella “Alianza Territorial Wenteche-Pewenche”, si sono espresso negativamente rispetto al disegno di legge, in merito alla modalità di implementazione scelta dal governo a proposito della partecipazione indigena prevista dalla Convenzione ILO 169.
Chiedono inoltre una maggior partecipazione indigena sin dall’inizio nella stesura del Codice.
Gustavo Quilaqueo, Presidente del “Wallmapuwen”, un partito politico Mapuche, approva lo sforzo di redigere il Codice ma critica l’impostazione data al documento dal governo e dall’UNDP, il programma ONU per lo sviluppo, i quali mirano più all’organizzazione di politiche di sviluppo che alla garanzia di diritti umani collettivi, come previsti dallo spirito della Convenzione 169 dell’ILO. Il Codice non sembra inoltre operativizzare gli standard con cui applicare un consenso preventivo, libero e informato dei popoli indigeni.
La ”Alianza Territorial Wenteche-Pewenche” accusa anzi questo meccanismo di favorire lo sfruttamento delle risorse ridecendo in minoranza il consenso delle comunità indigene.


Fonte: ipsnews.com

Questo messaggio è stato modificato da: Federica, 15 Giu 2009 – 06:52 [addsig]




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.