Ci dobbiamo stare. È morto Scalfaro, il Presidente esperantista.

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la copertina dle libroGiorgio Pagano: Ci dobbiamo stare. È morto Scalfaro, il Presidente esperantista.

Ci dobbiamo stare! Ieri è morto Scalfaro, il Ministro e Presidente della Repubblica, esperantista.
È una grande perdita anche per noi radicali-esperantisti. Un uomo di grande cultura che, al contrario di certi intellettuali, giornalisti o parlamentari, europei e nostrani, sapeva di cosa si parlava quando si diceva “esperanto”.
Da Ministro dei Trasporti, nel 1967, dispose che l’orario ufficiale delle Ferrovie dello Stato riportasse le Avvertenze Generali anche in esperanto; da Ministro della Pubblica Istruzione, si dichiarò pronto a favorire l’insegnamento dell’esperanto nelle scuole con un’apposita circolare – non se ne fece nulla perché gli esperantisti d’allora volevano una legge, sbagliando a non accettare “l’uovo oggi”-.
Da Presidente della Repubblica Italiana continuò l’interlocuzione con il mondo esperantista sia cattolico che radicale. Chiare e lapidare, a proposito dell’esperanto, le parole che scrisse all’Associazione Radicale Esperanto nel 1996 in occasione della pubblicazione del saggio “I costi della (non) comunicazione in Europa”, curato dal premio Nobel per l’Economia Selten: “Sono convinto che, senza uno strumento che agevoli la comprensione reciproca e la conoscenza delle molteplici e varie tradizioni del nostro continente, – che pure vanno attentamente salvaguardate – l’Europa non sarà in grado di affrontare in modo efficace le difficili sfide dell’integrazione, dell’assimilazione dei nuovi Paesi candidati, del processo di globalizzazione dell’economia mondiale”.
È morto Oscar Luigi Scalfaro, il Presidente della Repubblica esperantista. Ci dobbiamo stare. Purtroppo!

Roma, 30 gennaio 2012




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