Chinglish

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… La Repubblica Popolare sa che la lingua della globalizzazione, l’inglese, dev’essere anche la sua. Ma, al di là delle eccellenze, gli sforzi non sono ancora premiati da limpidi successi. L’inglese dei cinesi è una lingua a parte, spesso comprensibile, tante volte irresistibile. Con il «Chinglish», però, la Cina comincia a fare i conti. Le città, ad esempio, si mettono a ripulire insegne e targhe esplicative: lo ha fatto Pechino prima delle Olimpiadi del 2008, ora ci si mette Shanghai pensando all’Expo del prossimo anno… Come ovunque in Cina, le insegne contengono strafalcioni, parole mal tradotte, anche nei dettagli più banali, «ant» (formica) invece di «and» (la congiunzione «e»), o la raccomandazione di «non sparare a letto» («not fire in bed»), anziché «non fumare» («no smoking»).

La municipalità di Shanghai ha incaricato squadre di studenti di rintracciare tutti gli errori che velerebbero con una patina di ridicolo l’Expo, che aprirà il primo maggio 2010 e punta a essere la più visitata di sempre. La Bbc, con la divertita spocchia dei maestri, sorride degli affanni degli shanghainesi, il suo corrispondente ha indicato la sua frase preferita in quella che ha letto nella metropolitana: «Se vi rubano, chiamate subito la polizia» («df you’re stolen, call the police at once»). A Pechino, la cura pre-olimpica ha funzionato un po’ sul piano ufficiale, per nulla su quello privato, dai menu dei ristoranti alle toilette fino ai musei.

Il Chinglish è da tempo diventato una sorta di sottogenere della letteratura umoristica: il tedesco Oliver Lutz Radtke, ad esempio, ha dedicato all’argomento due libretti, messi insieme grazie alle fotografie colte in giro per la Cina (vedi il bancomat chiamato «cash recycling machine», macchina per il riciclaggio di denaro) e continua a integrare la collezione sul suo sito www.chinglish.de. Non che sia proprio elegante sorridere degli infortuni altrui. Ma se è la lingua del mondo, allora l’inglese deve essere pronto a stare al gioco e a prestarsi alle manipolazioni creative dei cinesi. È la globalizzazione…

Attenzione al cartello

Turisti rubati L’avviso era rivolto al turista occidentale derubato in Cina. La traduzione della frase dal cinese all’inglese recita: «Se voi siete rubati, chiamate la polizia»

Battete la testa Il segnale invita a fare attenzione a non urtare una sporgenza con la testa. In «Chinglish» il messaggio è diventato: «Battete la testa con attenzione»

Perla toilette Un cartello che segnala la presenza di un bagno per uomini. Letteralmente, però, l’inglese «Male sex toilet» significa: «Toilette di sesso maschile».

(Da “L’anglo-cinese fa ridere il mondo, Shanghai corre ai ripari” di Marco Del Corona, Corriere della Sera, 26/8/2009).

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1 Commenti

alonsopatonzo
alonsopatonzo

... La Repubblica Popolare sa che la lingua della globalizzazione, l’inglese, dev’essere anche la sua. Ma, al di là delle eccellenze, gli sforzi non sono ancora premiati da limpidi successi. L’inglese dei cinesi è una lingua a parte, spesso comprensibile, tante volte irresistibile. Con il «Chinglish», però, la Cina comincia a fare i conti. Le città, ad esempio, si mettono a ripulire insegne e targhe esplicative: lo ha fatto Pechino prima delle Olimpiadi del 2008, ora ci si mette Shanghai pensando all’Expo del prossimo anno… Come ovunque in Cina, le insegne contengono strafalcioni, parole mal tradotte, anche nei dettagli più banali, «ant» (formica) invece di «and» (la congiunzione «e»), o la raccomandazione di «non sparare a letto» («not fire in bed»), anziché «non fumare» («no smoking»). <br /><br />
La municipalità di Shanghai ha incaricato squadre di studenti di rintracciare tutti gli errori che velerebbero con una patina di ridicolo l’Expo, che aprirà il primo maggio 2010 e punta a essere la più visitata di sempre. La Bbc, con la divertita spocchia dei maestri, sorride degli affanni degli shanghainesi, il suo corrispondente ha indicato la sua frase preferita in quella che ha letto nella metropolitana: «Se vi rubano, chiamate subito la polizia» («df you’re stolen, call the police at once»). A Pechino, la cura pre-olimpica ha funzionato un po’ sul piano ufficiale, per nulla su quello privato, dai menu dei ristoranti alle toilette fino ai musei. <br /><br />
Il Chinglish è da tempo diventato una sorta di sottogenere della letteratura umoristica: il tedesco Oliver Lutz Radtke, ad esempio, ha dedicato all’argomento due libretti, messi insieme grazie alle fotografie colte in giro per la Cina (vedi il bancomat chiamato «cash recycling machine», macchina per il riciclaggio di denaro) e continua a integrare la collezione sul suo sito www.chinglish.de. Non che sia proprio elegante sorridere degli infortuni altrui. Ma se è la lingua del mondo, allora l’inglese deve essere pronto a stare al gioco e a prestarsi alle manipolazioni creative dei cinesi. È la globalizzazione... <br /><br />
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Attenzione al cartello <br /><br />
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Turisti rubati L’avviso era rivolto al turista occidentale derubato in Cina. La traduzione della frase dal cinese all’inglese recita: «Se voi siete rubati, chiamate la polizia» <br /><br />
Battete la testa Il segnale invita a fare attenzione a non urtare una sporgenza con la testa. In «Chinglish» il messaggio è diventato: «Battete la testa con attenzione» <br /><br />
Perla toilette Un cartello che segnala la presenza di un bagno per uomini. Letteralmente, però, l’inglese «Male sex toilet» significa: «Toilette di sesso maschile». <br /><br />
(Da “L’anglo-cinese fa ridere il mondo, Shanghai corre ai ripari” di Marco Del Corona, Corriere della Sera, 26/8/2009).<br /><br />
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