Chiesa/Radicali, Pagano: sull’Esperanto però continuiamo ad essere d’accordo! Ma dobbiamo fare di più e insieme.

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Chiesa/Radicali, Pagano: sull’Esperanto però continuiamo ad essere d’accordo! Ma dobbiamo fare di più e insieme.
Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto

«Oggi è la 36esima volta in cui un Papa usa l’Esperanto nella consueta Benedizione Urbi et Orbi.
Ciò accade da diciotto anni, a partire da quella Pasqua del 1994 nella quale Giovanni Paolo II lo utilizzò, raccogliendo il pubblico auspicio del Partito radicale e dell’Associazione Radicale Esperanto mobilitati insieme a Nessuno Tocchi Caino contro la pena di morte nel mondo.
La Mozione del 39° Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, riunito a Roma dall’8 all’11 dicembre 2011, riafferma “il diritto fondamentale di tutti e ciascuno alla comunicazione linguistica, senza privilegi e con vantaggio immenso per tutti, contribuendo così a salvaguardare l’ecosistema delle lingue, patrimonio dell’intera umanità, e ribadisce il proprio impegno per assicurare formalmente il diritto dell’umanità all’alfabetizzazione nella Lingua internazionale (detta Esperanto) quale diritto umano, riconosciuto come tale dalla legalità internazionale ed europea, dalla comunità transnazionale e dalle altre sedi e fonti di diritto”.

Sul riconoscimento dell’Esperanto e della sua importanza per l’umanità che vede le comuni convinzioni dei Radicali, dal 1987, e della Chiesa, dal 1994, formulo l’auspicio, e la richiesta anche al mondo dell’associazionismo cattolico, che si possa e si debba fare di più. Proprio a partire dall’Europa e per mettere una incarnazione linguistica della nonviolenza e della pace a correttivo del fondamento meramente economicistico e finanziario dell’Unione, i cui limiti, per non dire disastri, sono ormai sotto gli occhi di tutti».




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