Chi salverà la lingua italiana?

Posted on in Politica e lingue 9 vedi

Istituto: Vito Fornari (Via Generale Luigi Amato 37)
Città: MOLFETTA

In tutto il mondo l’Accademia della Crusca, sorta a Firenze tra il 1582 e il 1583, è conosciuta per l’ attenzione rivolta alla lingua italiana, di cui è custode. Mi chiedo: cosa pensano gli Accademici della Crusca dei neologismi che quasi quotidianamente vengono coniati e arricchiscono in modo positivo o negativo la nostra lingua?
Il dibattito sulla lingua italiana è secolare. Risale al Cinquecento, quando Pietro Bembo pensava ad una lingua selezionata, lontana da quella parlata dal popolo, che si richiamasse a quella dei grandi autori fiorentini del Trecento. La discussione è proseguita sino ad Alessandro Manzoni che invitava a diffidare dei neologismi, i quali intorbidavano la lingua, rendendola meno chiara.
Nella nostra società in continua evoluzione, è inevitabile che la lingua ne esprima le novità, però è importante non snaturare la natura della nostra lingua che si caratterizza per la musicalità, e il termine attenzionare è , invece, carico di suoni aspri. Certo che il neologismo è forse il male minore, considerando gli inglesismi che utilizziamo quotidianamente, quasi come fossero una lingua parallela. Insomma, chi si soffermerebbe così tanto sulla parola “shopping” o “fast food”?
Allora i neologismi come espressione della vitalità della lingua italiana ben vengano, purché siano derivati da parole italiane e abbiano l’imprinting dell’Accademia della Crusca.

24/02/2013
Fonte: http://ilquotidianoinclasse.corriere.it … -italiana/




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.