CELEBRAZIONE ALL’ONU DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DEI POPOLI INDIGENI


CELEBRAZIONE ALL’ONU DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DEI POPOLI INDIGENI

Il 10 agosto 2009, presso la sede di New York delle Nazioni Unite, si e’ celebrata la giornata internazionale dei popoli indigeni, celebrata per la prima volta nel 1994 all’inizio della decade dei Popoli Indigeni nel Mondo dichiarata dall’Assemblea Generale. Quest’anno la celebrazione e’ stata dedicata al tema dell’AIDS e dell’HIV, un tema sottovalutato quandro si parla di popoli indigeni a causa della marginalizzazione di questi dalle politiche sanitarie degli stati e dalle statistiche ufficiali.
Durante la celebrazione sono state letti i messaggi del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, del Presidente dell’Assemblea Generale, D’Escoto, del Sottosegretario Generale per gli Affari Economici e Sociali, Sha Zukang e della Direttrice del Forum Permanente delle Nazioni Unite sui Popoli Indigeni, Victoria Tauli Corpuz, che si trovava a Ginevra per partecipare alla seconda sessione del Meccanismo di Esperti sui Diritti dei Popoli Indigeni.

Nel messaggio inviato dal Segretario Generale, Ban Ki Moon, viene ricordato che i popoli indigeni sono formati da ben 370 milioni di persone e distributi in 70 stati. I popoli indigeni, secondo Ban Ki Moon, sono i custodi della biodiversita’ dei territori inc ui vivono, am anche della diversita’ linguistica e culturale, in quanto sono essi a parlare la maggioranza delle lingue parlate a livello mondiale, rendendosi cosi’ portatori di un’importante parte del patrimonio culturale dell’umanita’.
Nonostante questo i popoli indigeni sono tra i popoli piu’ marginalizzati a livello mondiale, hanno un limitato accesso all’educazione e le loro lingue sono minacciate e a rischio di estinzione. Troppo spesso, inoltre, e’ a rischio l’esistenza stessa delle comunita’ indigene.
Quest’anno si e’ scelto di focalizzarsi sul tema dell’HIV e dell’AIDS a causa dei bassi standard di salute caratterizzanti i popoli indigeni e spesso associati a poverta’, malnutrizione e inquinamento ambientale.
Durante la discussione sul tema sono intervenuti Bertil Lindblad, direttore dell’ufficio di UNAIDS a New York, Kent Lebsock, dell’associzione lakota “Owe Aku”, Chris Archibald, direttore dell’agenzia governativa canadese per la salute pubblica e Olivia Sloan, ricercatrice presso il Centro Johns Hopkins per la salute degli indiani in America.
Tra i maggiori elementi di preoccupazione individuati dagli esperti della discussioni vi e’ la mancanza di dati inerenti gli indigeni affetti da HIV, che impediscono il gia’ difficile accesso delle comunita’ indigene ai programmi sanitari e alle cure degli stati.
Una linea generale condivisa durante la discussione e’ la necessita’ che i popoli indigeni siano protagonisti attivi nelle politiche sanitarie e che venga trovato un meccanismo rispettoso della cultura delle comunita’ per conoscere e risolvere i problemi legati a HIV e AIDS.



Questo messaggio è stato modificato da: Federica, 18 Ago 2009 – 06:47 [addsig]




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